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Littorio di Alessandria
12/06/1932
h.15.30
ALESSANDRIA - TORINO 1-1 (0-0)
Alessandria
: Mosele, Fenoglio, Borelli, Grillo, Costenaro, Barale, Cattaneo, Scagliotti, Notti, Marchina, Parisi. All.: Sturmer.
Torino: Maina, Rosso A., Martin II, Janni, Agosto, Giuntoli, Bertolo, Prato, Libonatti, Rossetti II, Cabrini. All.: Aliberti.
Arbitro: Giulini di Milano.
Reti: Marchina 65' (A), Bertolo 68' (T).
Note: Calci d'angolo 10-1 per l'Alessandria.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 13 giugno 1932]
I grigi non sono riusciti a spuntarla contro la squadra granata, nonostante l'intenso martellare sotto la rete del portiere torinese Maina che ha fatto prodigi. Partiti di scatto al fischio dell'arbitro Grillini di Milano, gli alessandrini invadono subito l'estrema area torinese e già al primo minuto i granata sono in corner per un'azione fulminea di Perazzo. La palla è raccolta da Cattaneo il cui tiro è sventato dal portiere che deve poi difendersi da altre situazioni pressanti. Al settimo minuto altro calcio d'angolo contro i granata determinato da Cattaneo, a cui fa seguito una ardente mischia nell'estrema area degli ospiti che stretti a ridosso della loro rete scria mente minacciata, formano un blocco granitico, invulnerabile. Tuttavia al 15' Marchina riesce a scavalcare i terzini e a sferrare un tiro raso terra dalla parte opposta ove è piazzato il portiere. Ma la palla devia di poco e fluisce a lato. Due minuti dopo veloce incursione torinese in campo alessandrino. Un lungo rinvio di Cabrini è raccolto al volo da Bertolo che, solo a pochi metri dalla rete, fallisce in pieno il facile tiro. L'attacco ritorna però subito dopo sotto la rete di Maina che è nuovamente richiamato al lavoro. L'agile portiere riesce a tener testa ad ogni offensiva salvandosi ripetutamente in corner. Un'altra incursione granata in campo grigio diretta da Libonatti che trascina tutti i compagni di linea in un veloce ed abile palleggio che taglia fuori i difensori avversari. Ma anche Prato non controlla il tiro e la palla finisce oltre il palo. Breve schermaglia, poi i grigi ritornano all'assalto della rocca torinese. Parecchi tiri di Marchina, Cattaneo e Notti sibilano rasenti il palo; altri sono invece bloccati da Maina che al 41.o si difende da nuovi vigorosi assalti dei grigi deviati in corner da Rosso. Nel susseguente calcio d'angolo i torinesi liberano la loro estrema area e quindi portano l'offensiva presso Mosele che è chiamato al lavoro da alcune pregevoli azioni ben congegnate dagli avanti granata. Si ripete per alcuni minuti consecutivi l'accanirsi affannoso degli ospiti nella ricerca di un tema che dia la possibilità di giungere a una realizzazione e la lotta ingaggiata in questi estremi momenti del primo tempo è veramente palpitante. Nella ripresa al l3.o i granata sono ancora in corner, seguito da due calci di punizione che mettono a dura prova la resisteva e l'abilità dei difensori torinesi. Al 19' settimo calcio d'angolo contro la rete di Maina, che si dà un gran da fare per liberare la sua area assediata da una mezza dozzina di grigi. In tale frangente Marchina riesce a scavalcare alcuni avversari e mentre Maina giace ancora, a terra per una procedente respinta, può ottenere il sospirato goal. Ma è un successo che dura, poco poiché quattro minuti dopo, in seguito ad una discesa in linea, il Torino ottiene l'unico calcio d'angolo della giornata. Lo batte Bertolo, Mosele con un balzo afferra la palla proprio nell'angolo destro ma anziché rimandarla, forse per l'effetto ricevuto, la devia nettamente, in rete. L'autogoal dopo la serie sfortunata di attacchi condotti dai grigi per lungo tempo senza risultato imbaldanzisce ora i torinesi che cinque minuti dopo sono in area di rigore presso il portiere. alessandrino che viene battuto da un bel tiro di Rossetti, subito annullato però per un grossolano fallo precedente. L'ultimo quarto d'ora è veramente spasmodico. L'Alessandria non dà tregua agli avversari, si insedia nell'area granata e preme con assiduità sulla difesa per tentare di batterla. I torinesi reagiscono con accanimento indomito, subiscono altri due corners e cinque calci di punizione ma il risultato non muta. La partita resta inchiodata sul risultato pari e su tale esito l'arbitro fischia la fine delle ostilità. Il pubblico abbastanza numeroso saluta con calorosi applausi i ventidue atleti. Dieci corners a favore dei grigi, contro uno.