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| Comunale Busto Arsizio |
| 09/01/1949 |
| h.14.30 |
| PRO PATRIA - TORINO 0-1 (0-1) Pro Patria: Visco Gilardi, Azimonti II, Patti, Borra, Fossati, Bozzi, Toros, Turconi II, Molina, Bertoloni, Candiani. All.: Biffi. Torino: Bacigalupo, Ballarin A., Maroso, Castigliano, Rigamonti, Martelli, Menti, Bongiorni, Gabetto, Mazzola, Schubert. All.: Lievesley. Arbitro: Dattilo di Roma. Reti: Schubert 28'. Spetattori: 15.000 circa per un incasso di 5.206.000 lire. Note: Giornata un po' nebbiosa, con visibilità ottima. Terreno di gioco rassodato sebbene ampiamente cosparso di segatura e complessivamente in buono stato. Il Torino scende in campo con il lutto al braccio per la scomparsa del consigliere granata Marchisio. Calci d'angolo, tutti nella ripresa, 4-2 per la Pro Patria. Cronaca [Tratto da La Stampa del 10 gennaio 1949] La vittoria conseguita giovedì scorso sul Genoa aveva acceso nel cuore dei giuocatori e dei tifosi bustesi la speranza, e forse anche la convinzione, di poter battere il Torino. Tanto più che le voci eran quelle di una squadra campione fiaccata negli uomini e nelle energie dal lungo e disastroso viaggio a Palermo. Doveva dunque essere questa, per la Pro Patria, la volta buona per riuscire nel colpaccio di piegare, una dopo l'altra le due vedette della classifica; un colpaccio che avrebbe dato al biancoblu il ruolo di castigamatti del torneo. Ma le cose andarono in modo diverso: il Torino segnò un goal e con quello si costruì la sua quinta vittoria esterna. Per questo, probabilmente, s'ebbe, durante tutta la gara, una ostilità aperta della folla contro l'arbitro, dal quale si sarebbe voluta una serie di calci di rigore (ed era Dattilo..), e contro l'undici granata che, costretto per lunghi tratti a battersi in difesa, usò, nel fare barriera, la stessa decisione che i bustesi adopravano nell'attaccare. La partita, giuocata su terreno fangoso, reso appena praticabile con molta segatura sparsa nei punti più pantanosi, fu, nel computo, dura, angolosa e costellata di falli. La Pro Patria produsse, non in continuità, ma a più riprese, un'offensiva che avrebbe indubbiamente finito per travolgere una squadra che non avesse avuto, in retroguardia, la gran forza del Torino. Ma lo stesso Torino, a sua volta, inserì nell'incontro lunghi periodi di proprio predominio e oltre i segnare una rete, creò parecchie occasioni che i suoi avanti fallirono poi d'un soffio anche perché la prima linea aveva ridotta la sua efficienza dal lungo permanere di Mazzola nella mediana e dalla scarsa partecipazione di Gabetto al giuoco dei compagni. Furono Menti Schubert e Bongiorni a battersi a fondo per portare la minaccia in area avversaria e se individualmente i tre disputarono un'ottima prona, mancò spesso una vera e propria manovra di attacco. Ad ogni modo Schubert, che vedevamo per la prima volta, ci ha fatto, più come alterno sinistro che non come estrema, un'eccellente impressione. Egli è un elemento di valore, in possesso di tutti i numeri per affermarsi. Ieri però, le sorti della partita pesarono soprattutto sulla difesa e nel blocco che la compose solo Rigamonti, spesso fuori tempo o fuori misura negli interventi è risultato meno forte del solito. Gli altri furono tutti magnifici: da Bacigalupo a Maroso, che fece seguire un gran secondo tempo ad un primo un po' incerto; da Ballarin, imbattibile, a Gastigllano, che è ricomparso in squadra in ottime condizioni di forma; da Mazzola, sempre dedito ad un lavoro massacrante, a Martelli, prodigo di energie ed utilissimo. In questo schietto elogio alla retroguardia granata è il miglior riconoscimento della prova tutta volontà e gagliardia fornita dalla Pro Patria, ma mancava ai biancoblu Antoniotti, che è il regista ed il cervello dell'attacco, e quindi la squadra non ha unito, ad una veemente forza d'urto, una manovra che potesse far breccia nell'area torinese. Sin dall'inizio non s'ebbe una superiorità spiccata dell'una o dell'olirà squadra. Rapidi rovesciamenti di fronte, azioni tecnicamente migliori dei granata e impetuosi attacchi della Pro Patria, dedita ad un giuoco sull'uomo duro e deciso. Il Torino, a coronamento di una sua ben congegnata avanzata, segnò poco prima della mezz'ora. Andarono avanti, sulla destra, Bongiorni e Menti, con tocchi rapidi e precisi, e Bongiorni centrò lungo a Martelli che era scattato in area. Sembrò che dovesse segnare a colpo sicuro il mediano, ma la palla gli si impantanò davanti, un avversario arrivò a sbilanciarlo e allora, anziché il tiro, s'ebbe un passaggio che chiamò in causa Menti. Fucilata secca e traversa colpita in pieno; nuovo intervento di Menti sul rimbalzo, scarto sulla destra e secondo tiro. A questo punto sbucò Schubert, che riuscì a correggere la traiettoria. Il pallone andò allora a lambire il montante e schizzò in porta. A goal fatto il Torino arretrò Mazzola nella mediana e l'attacco ebbe un nuovo schieramento: Gabetto, Menti, Bongiorni, Schubert e Martelli. Ancora giuoco alterno, un'occasione d'oro perduta da Turconi, un paio di salvataggi arditi di Bacigalupo. Riposo. Alla ripresa il Torino presentò in prima linea Menti, Mazzola, Bongiorni, Schubert e Gabetto. Martelli era tornato nella mediana, ma anche Mazzola aveva preso, praticamente, posto fisso tra i difensori. La rete granata fu subito in serio pericolo. Maroso, a terra dopo una respinta, ricevette su di un braccio una pallonata; esclusa ogni volontarietà di fallo, Dattilo non intervenne, ma la folla protestò violentemente. Intanto, in mischia, Caudiani colpiva un montante. Il Torino reagì e in questo periodo che mancò a più riprese il secondo goal: con Schubert prima, con Gabetto poi, infine con Bongiorni. Allora tornò all'attacco la Pro. Al 16.o Ballarin, nel saltare, toccò la sfera con un gomito. Nuove urla per la concessione di un rigore, che Dattilo, a ragione, non accordò. Così si andò ovanti sempre sullo stesso tema di offensiva in massa dei bustesi e di ripetuti, pericolosi contrattacchi del Torino. Le situazioni più chiare furono però ancora dei campioni, abili nel portarsi rapidamente avanti e incapaci poi di realizzare. Bongiorni si assunse a più riprese l'iniziativa di tirare, ma senza fortuna. Si restò quindi sull'uno a zero. Risultato giusto che però non convinse la folla. I calciatori del Torino hanno giuocato con il lutto al braccio per la morte del proprio dirigente gr. Uff. Marchisio. |
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