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Appiani
20/02/1949
h.15.00
PADOVA - TORINO 4-4 (3-2)
Padova
: Luisetto, Sforzin, Arrighini, Rolle, Quadri, Zanon, Vitali, Celio I, Checchetti, Maté, Fiore. All.: Tansini.
Torino: Bacigalupo, Ballarin A., Maroso, Castigliano, Rigamonti, Martelli, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. All.: Lievesley.
Arbitro: Gemini di Roma.
Reti: Checchetti 22', 26' (P), Ossola 36' (T), Castigliano 39' (T), Vitali 45' (P), Fiore 52' (P), Menti 71', 77' (T).
Spettatori: 20.000 circa per un incasso di 9.961.000 lire.
Note: Bella giornata di sole, terreno in buone condizioni. In segno di lutto per la morte del padre di Ossola, il Torino scende in campo con il lutto al braccio. Per il medesimo moptiso è stato osservato un minuto di silenzio prima dell'inizio della partita. Calci d'angolo 5-2 per il Padova.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 21 febbraio 1949]
Sinfonia di giuoco a grande orchestra, otto palloni in rete, una magnifica partita, emozioni a non finire, salomonico verdetto di parità, le due squadre entusiasticamente applaudite al termine dei novanta minuti. Diciamo la verità: quante volte un incontro sa offrire tanti motivi di interesse, così appassionanti vicende, una così vivida sorgente di azioni? Eppure noi sappiamo che il punteggio che ha sanzionato la gara parrà inspiegabile, assurdo, irreale a chi non ha assistito all'incontro. Chi vorrà credere che la partita avrebbe anche potuto concludersi con cinque, con sei goals per parte? Perché sul campo del Padova, ieri, ogni sorpresa sarebbe stata possibile. Faceva scintille e sgranava palloni come dal nastro di una mitragliatrice l'attacco biancorosso; non reggeva l'urto e ballava tremendamente la grande difesa del Torino; dava spettacolo e segnava a sua volta a ripetizione la prima linea granata. Noi potremmo anche, in sede di commento, mettere gli errori delle opposte retroguardie su di un piatto della bilancia e vedere un po' se sull'altro le prodezze degli attaccanti avrebbero maggior merito e maggior peso, ma forse questa è stata proprio una gara a sé, in una giornata tutta speciale per entrambe le squadre; una gara con doppietti di colpi duri, la vittoria a portata ora dell'uno e ora dell'altro contendente, e gli avversari che infine sì abbracciano. E' stata una gara nella quale s'è avuto di tutto un po', per la gioia di ventimila spettatori che mal avrebbero osato sperare un cosi affascinante spettacolo. Ci si permetta intanto, prima di raccontar la vicenda, di ritrarre l'ambiente. Il campo del Padova ci riporta indietro di trent'anni nella storia del calcio italiano. Tribunette in legno, case e casette attorno al rettangolo, terreno ''a schiena d'asino'', pubblico pigiato negli spalti in modo tale da dover temere un riversarsi della folla in campo da un momento all'altro. Qualche spettatore sviene; la radio cerca dottori, padri di ragazzi, un sacerdote che ha smarrito un allievo; poi offre premi, saluta i campioni, incita i padovani. Le squadre vengono infine in campo tra un subisso di applausi. E si comincia. Cinque minuti di timore reverenziale del Padova, poi, a qualche puntata biancorossa, Martelli risponde con un e assolo concluso con un tiro che sbatte in pieno contro la traversa. Dominio netto del Torino per venti minuti, mediani laterali granata con piena libertà d'azione; il goal dei campioni sembra dover venire da un momento all'altro. Invece.. Invece avviene che su rapidi contrattacchi, il terzino Checchetti, improvvisato centravanti per sostituire Adcock, si rivela un pericolo preoccupante per Rigamonti che perde la maggior parte dei suoi duelli con l'aitante avversario. Ed ecco che al 22° roprio Checchetti giuoca ''Riga'' e piazza una legnata bassa, a filo del montante sinistro, senza che Bacigalupo possa tentare la parata. Entusiasmo alle stalle e.. Bis. Due minuti dopo lo stesso Checchetti vince una breve schermaglia sulla sinistra ficca in rete sulla destra del portiere. La folla non crede al suoi occhi e teme la reazione del Torino che non può, evidentemente, restare insensibile a quella doppia botta. Infatti i granata van sotto in massa. L'area del Padova ribolle di difensori e di attaccanti. Tirano Menti, Maroso, Ossola, Mazzola, ed al 36' la rete è scossa. Viene avanti Martelli che sposta l'azione su Menti: centro bellissimo, tentativo di rovesciata di Gabetto, intervento di Ossola, goal. Anche stavolta il bis è presto accordato. Al 38' Castigliano spara basso da fuori area e la palla sfiorando le gambe di Quadri, fila nell'angolo sulla destra di Lulsetto che s'avvede del.. Disastro solo a punto fatto. Non si intendono che lodi e frasi ammirative per il Torino che straripando all'attacco ha annullalo in un batter d'occhio un così grave svantaggio, quando, incredibile ma vero, il Padova rivà al comando. Ultimo minuto del tempo: Rigamonti è ancor superato e nello sconcerto è tagliato fuori dall'azione anche Ballarin. Maroso accorre sull'ala sinistra che ha via libera verso il goal e Vitali resta solo a destra: traversone esatto, stop col corpo, fucilata che fa passare la palla fra le mani protese di Bacigalupo uscito di un paio di metri dalla porta. Un goal magnifico nella sua semplicità e realizzato in un batter d'occhio. Intervallo. Il Torino riparte con avanti e mediani all'attacco. Manca un paio di occasioni straordinarie. Un tiro di Mazzola va alto da due passi. Si aspetta il pareggio dei campioni e viene, al 7', il quarto goal del Padova. Lo segna Fiore, sbucando sulla sinistra a raccogliere un pallone inviatogli da Cello. Quattro goals alla difesa nazionale! Sugli spalti si grida al miracolo, si invoca S. Antonio, e si scandisce: ''Cinque! Cinque! ''. Effettivamente il Torino, che ha qualche minuto di pieno sconcerto, è sull'orlo della catastrofe. Rigamonti, Maroso, Bacigalupo compiono errori marchiani e il Padova, è ancor lì, in area, pronto a colpire nuovamente. Ma Checchetti manda alle stelle, da pochi metri, una palla che avrebbe potuto scaraventare in rete, poi il portiere granata si produce in due parate fortunose. Partita segnata? Macché! Il Torino supera la bufera e riparte in massa. Mazzola e Martelli, Loik e Castigliano si scambiano sovente di posto per scombussolare la difesa biancorossa. Il Padova si difende con otto uomini, ma è preso come in una morsa dal giuoco dei granata. Al 23' Luisetto deve compiere un'autentica prodezza per fermare un bolide di Mazzola; al 26' Menti accorcia le distanze. Ballarin batte una punizione da metà campo, manda la palla in area e ''Meo'' risolve da vicino. Il Torino torna a sentir odor di pareggio. E' tutto lì, nella metà campo avversaria a braccar la preda. Fa il gran colpo al 32' con un'avanzata stupenda. Serie di scambi tra Mazzola e Castigliano, azione di tutta la prima linea, sei sette otto tocchi in piena velocità senza che un difensore riesca ad intervenire. Infine Menti dà la botta decisiva. Chi ricorda un goal tanto bello? Fatto sta che la folla dopo aver accompagnato la discesa con alte esclamazioni di meraviglia e di ammirazione, scoppia in un grande applauso. E sì che è un goal degli avversari! E si che è il goal che toglie la vittoria al Padova! Sul quattro a quattro ilgiuoco ristagna. Potrebbe tentare ancora il Torino, ma è pago della divisione dei punti. Qualche fallo. Un brutto calcio a Menti. La fine. Che partita! La difesa granata ha le sue colpe per il grave passivo, ma la squadra ha risalito due volte lo svantaggio di due reti con una forza di reazione, un'autorità di giuoco fantastiche. Castigliano, Menti, Loik, a tratti Mazzola, hanno profuso tesori di energie. Nel Padova gli onori maggiori toccano a Checchetti, a Vitali, a Fiora. Ma tutti sono stati bravi. Lo dice, più d'ogni commento, il risultato.