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San Siro
30/04/1949
h.16.00
INTER - TORINO 0-0
Inter
: Franzosi, Guaita, Pian, Fattori, Giovannini, Achilli, Armano, Lorenzi, Amadei, Campatelli, Nyers I. All.: Astley.
Torino: Bacigalupo, Ballarin, Martelli, Castigliano, Rigamonti, Fadini, Menti II, Loik, Gabetto, Schubert, Ossola. All.: Lievesley.
Arbitro: Gemini di Roma.
Reti: -.
Spettatori: 35.559 paganti per un incasso di 26.433.450 di lire.
Note: Anticipo giocato sabato 30 aprile a causa dell'amichevole che il Torino disputerá a Lisbona. Al termine della partita un fitto lancio di cuscini in campo, comporterá una multa alla dirigenza nerazzurra. Il Torino ha virtualmente vinto il suo quinto titolo consecutivo. Calci d'angolo 5-2 per l'Inter.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 1 maggio 1949]
Il Torino ha praticamente vinto oggi nel confronto diretto con l'Inter il suo quinto campionato consecutivo. Quando l'arbitro ha fischiato la fine dell'incontro, i granata hanno levato le braccia al cielo, poi si sono stretti tutti in un solo abbraccio, manifestando così la gioia per l'affermazione conseguita. A capo chino sono usciti, invece, i nero-azzurri mentre la folla dava sfogo al proprio malumore gettando in campo i cuscini e fischiando a più non posso. La partita anche se si è chiusa senza goals non ha tradito l'attesa. E' stata proprio una gran battaglia, una dura lotta con l'impiego di tutte le energie, una fatica sfibrante, un combattimento. L'Inter ha dato tutta se stessa per spuntarla e non è riuscita, perché ha trovato di fronte una difesa salda come una roccia, uomini che hanno spezzato ogni sua azione, infranto ogni tentativo, ribattuto ogni pallone. Il Torino, privo di Maroso e di Mazzola, mirava essenzialmente a non perdere e l'ha spuntata perché ha saputo resistere anche nei momenti in cui l'avversario ha spiegato la maggior forza, anche quando l'assalto alla sua area di rigore ha avuto le caratteristiche dell'arrembaggio. Ha resistito e ha avuto poi, nel finale, l'occasione d'oro da sfruttare per vincere addirittura l'incontro. L'ha mancata inspiegabilmente; ma bisogna dire che la sconfitta sarebbe stata per i nero-azzurri un colpo immeritato. Giocolieri dell'attacco - Partita senza goals. La prima linea dell'Inter, linea di frombolieri e di giocolieri, ha scatenato nei due tempi un'offensiva che avrebbe travolto ogni altra difesa, un'offensiva che a volte è stata a massa, a volte invece affidata alla forza di penetrazione dei singoli. Ma a forza si è opposta forza. Allorché i nero-azzurri si sono spinti tutti in avanti, i granata hanno fatto muro, richiamando mediani laterali e attaccanti in difesa; quando invece è partito a freccia, come scoccato da un arco, un Lorenzi o un Nyers, un Amadei o un Armano, allora, nel campo opposto, di volta in volta, è saltato fuori un Ballarin o un Castigliano, un Martelli o un Rigamonti e sempre il difensore ha avuto la meglio, cosi che, ripensando alla gara, giganteggia il lavoro tenace, continuo, implacabile del sestetto difensivo torinese che ha avuto in Castigliano e in Ballarin i suoi colossi, ma in tutti gli altri da Fadini a Rigamonti, da Martelli a Bacigalupo, dei giocatori pienamente all'altezza del compito. E' stato Bacigalupo a salvare fin dall'inizio il risultato con due prodigiose deviazioni su tiri che avrebbero potuto, senza così mirabolanti interventi, trovare la via della rete. Ma conviene raccontare con ordine le cose. San Siro era già affollato due ore prima dell'inizio dell'incontro. Tuttavia la giornata feriale, i prezzi altissimi, la pioggia che era caduta fitta fino nelle prime ore del pomeriggio, avevano fatto che non si verificasse l'annunciato e previsto tutto esaurito, tanto che nelle vie che adducono, a San Siro era stato tolto ogni sbarramento e agli sportelli dello Stadio si continuò fino all'ultimo con la vendita dei biglietti. La folla ingannò l'attesa assistendo all'incontro tra una rappresentativa Lombarda dei ragazzi e una squadra comprendente i migliori giovani del Canton Ticino (vittoria dei Lombardi per uno a zero), e per l'ora dell'inizio gli spalti erano si nereggianti ma con qualche chiazza vuota, tanto che, se pure l'incasso era record per gare di campionato, il numero degli spettatori fu lontano da quello primato. La pioggia aveva solo appesantito il fondo senza renderlo fangoso e il cielo era coperto di nubi che solo in seguito dovevano poi lasciar filtrare un pallido sole. Il Torino era giunto a mezzogiorno con Maroso in qualità di.. aggregato, ma senza Mazzola che era stato lasciato a casa con febbre alta e mal di gola. Naturalmente l'annunciata assenza del capitano aveva rialzato di molti punti le azioni dell'Inter, ma c'era, in tanti sostenitori nero-azzurri, il timore che all'ultimo momento Mazzola arrivasse, chiedesse e ottenesse di giocare e desse poi agli avversari il.. solito dispiacere. Infatti Mazzola arrivò. Era pallido in volto, portava occhiali scuri e si sarebbe detto che avesse intenzione di restare in incognito. Andò invece dai compagni, e raccontò che non aveva potuto resistere a letto, che aveva dovuto alzarsi e venire tra di loro o che, se c'era bisogno di lui, avrebbe anche giocato. Lo ringraziarono per così bella prova di volontà e di attaccamento ai colori sociali ma lo mandarono in tribuna. Tuttavia era stato visto e solo quando l'altoparlante annunciò le formazioni e scandi il nome di Schubert tutti furono sicuri che l'Inter partiva con un grosso vantaggio. In tribuna d'onore c'era ressa e tra i tanti notammo Copernico e Aebi, Pozzani e Masseroni, Coppi e un trio di arbitri famosi: Dattilo, Bertolio.. Carponi. Azioni di assaggio - Grandi bandieroni nero-azzurri salutarono alle 16 precise l'ingresso in campo delle squadre, e ci fu anche un lungo applauso che accomunò granata e nero-azzurri. Capitano del Torino era Gabetto, che ebbe doni e baci da una signorina; capitano dell'Inter Campatelli. Il Torino batté il calcio d'inizio e attaccò nei primi minuti. Azioni di assaggio ma pericolose che presto si smorzarono. L'Inter, invocata a gran voce dalla folla, rovesciò la situazione e menò subito qualche colpo da k.o. Al quinto Lorenzi servì Amadei e il centro avanti piazzò un superbo tiro in un angolo proprio sotto la traversa. Un tiro da goal, al quale Bacigalupo si oppose con un volo prodigioso e una deviazione in corner. Risposero i campioni aggiudicandosi a loro volta un calcio d'angolo e poi una punizione dal limite per fallo di Campatelli su Castigliano. Ma l'Inter riprese tosto il sopravvento. All'll' minuto secondo volo di Bacigalupo su palla saettata da Lorenzi. L'attacco nero-azzurro infuriava ormai nell'area granata e Ballarin ebbe un brutto colpo opponendosi a Nyers e ancora Bacigalupo si distese in tuffo per deviare un pallone inviato di testa da Lorenzi. Dominato, il Torino non si smarriva; Castigliano era onnipresente e compiva un lavoro di arginamento spettacoloso. Rigamonti si riprendeva dopo qualche incertezza che gli era costata anche un'ammonizione. Ballarin bloccava Nyers, Martelli scattava su ogni pallone, Fadini faceva bene con calma e con sicurezza il suo lavoro. In campo i ventidue giocatori erano, esclusione fatta per i portieri, tutti a coppie: un difensore per ogni attaccante, e il gioco era a singulti, a strappi, a volatine: tanti duelli. Dopo venti minuti di furiosi corpo a corpo nella metà campo torinese, l'Inter rallentò la morsa e subito ne approfittarono i campioni per attaccare a loro volta. Oh, non era, intendiamoci, il turbine offensivo dei bei tempi; ma in quella prima linea non c'era Mazzola, e Schubert era tardo, freddo, inconsistente. E, pur attaccando, i granata sembravano preoccupati di non scoprirsi per evitare sorprese. Erano armeggi di Gabetto, spunti di Menti, lanci di Loik, schermaglie di Ossola. Eppure proprio dal piede di Schubert parti un pallone che Franzosi ebbe molta difficoltà a parare di pugno e Ossola ricevette un buon passaggio da Campatelli, ma non ne approfittò, pur essendo in posizione per segnare. Mise fuori. Scoccava la mezz'ora, quando Amadei scorse Nyers alle spalle di Ballarin e lo chiamò in causa: scatto, tiro e goal, ma Gemini aveva ben visto il netto fuori gioco e prontamente annullò. Volava al termine il tempo e il Torino, fattosi ardito, cercava il successo. Al 37' una bella azione di Gabetto e Osso la, con tòcco di Menti che arrivava in corsa, fu ideale per un tiro da rete, ma l'ala calciò palla e terra e indirizzò malamente a lato. Zero a zero, dunque, con fallo vistoso e inutile di Martelli su Lorenzi, proprio nell'attimo in cui l'arbitro ordinava il cessare delle ostilità. Volano i cuscini - Per il Torino l'affare era fatto a metà. Restavano altri quarantacinque minuti di gioco, ma, in fondo, i granata si erano resi conto di essere forti in difesa e potevano sperare di resistere, senza dire che l'Inter, alle spalle, non era parsa imbattibile e che quindi anche una bòtta a segno avrebbero potuto metterla: Ma l'attacco torinese aveva un freno: Schubert che, essendo inoffensivo, ebbe proprio lui tutte le occasioni migliori e tutte le perdette. Come era avvenuto già nel primo tempo il Torino attaccò per qualche minuto, poi fu ricacciato in difesa per la seconda disperata offensiva neroazzurra. Fu un quarto d'ora d'inferno. La folla tutta in piedi spronava l'Inter e l'Inter rispondeva all'incitamento come un cavallo di razza alle frustate del fantino. Un secco raso terra di Amadei trovò il petto di Bacigalupo: il portiere parò, perdette la palla, la riprese, vi si accovacciò sopra. Ma l'assedio continuava. Castigliano rubò il tempo a Campatelli lanciato, Lorenzi guizzò via a tutti, ma poi si trovò Bacigalupo, tuffatosi a valanga sui piedi, Achilli sferrò un tiro in alto e il portiere andò a fermare anche quello. Mischie, arrembaggio, primo volo di cuscini.. Durò un quarto d'ora e per il Torino dovette sembrare un secolo. Ma l'Inter non resistette e non poteva resistere a quel ritmo e, quando vide che di forza non gliela diceva, desistette. Il gioco ancora una volta volse sulla falsariga del primo tempo. Al rallentamento dei nero-azzurri rispose il Torino. Bel passaggio di Gabetto a Schubert smarcato: la lentezza del magiaro mandò a monte l'azione. Ancora un tuffo di Bacigalupo, questa volta sui piedi di Armano. Poi le squadre, per fare breccia, mutarono gli schieramenti offensivi. La prima linea del Torino ebbe da destra a sinistra Ossola, Loik, Gabetto, Menti e Schubert. Quella dell'Inter variò di minuto in minuto. Al 25' saltò fuori Castigliano e sembrò poter segnare, ma il tiro, una sciabolata, passò radente. Testa di Loik Stanchezza. Alla mezz'ora sono tutti provati, granata e milanesi. Certi errori, certe pause, certi passaggi sbagliati sono proprio dovuti alla stanchezza. Ormai lo zero a zero sembra dover essere il risultato più probabile. Ma la lotta continua. Azione a serpentina di Amadei, resa innocua da un fiacco tiro finale, un colpo di testa di Loik, attanagliato da Franzosi in volo; al 32' il destino offre ai campioni l'occasione d'oro. Scappa Schubert sulla sinistra e vince il duello con Guaita, potrebbe puntare lui stesso sul goal, ma scorge Ossola solo e gli passa la palla. E' tua, Franco. Ecco che tutto ti è facile: un tocco e Franzosi sarà battuto. Ma Ossola - secondo quanto ci dirà poi - crede di avere inteso il fischio dell'arbitro, non si rende conto che non ha che da mettere in rete e si ferma. Si ferma di quel tanto che basta per permettere Giovannini di arrivare di volata e di liberare. E allora, è proprio finita. Levano le braccia in alto torinesi. Escono a capo chino nero-azzurri. Volano in campo i cuscini: 50 mila lire di multa da togliere dal pingue incasso. Si sfolla. Tutti sono convinti che il Torino è sempre forte e che il risultato, al postutto, è stato giusto. Dicono: ''Guai fosse stato Mazzola!'' e scrollano il capo nel parlare Schubert. Così il Torino messo l'ipoteca sul suo quinto scudetto.