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Comunale di Novara
08/06/1952
h.16.30
LEGNANO - TORINO 2-2 (1-0)
Legnano
: Longoni, Asti, Cuscela, Colpo, Tubaro, Lupi, Loranzi, Mazza, Sassi, Eidefjall, Mozzambani. All.: Innocenti.
Torino: Romano, Grava, Farina, Giuliano, Nay, Pozzi, Vicariotto, Florio, Hjalmarsson, Pratesi, Carapellese. All.: Usselli.
Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa.
Reti: Sassi 26' (L), Vicariotto 49' (T), Carapellese 70' (T), Loranzi 80' (L).
Spettatori: 3.300 paganti per un incasso di poco superiore ai 3 milioni di lire.
Note: Al 27' Eidefjall, in seguito ad uno scontro di gioco, usciva dal campo senza farvi più rientro. Espulso Mozzambani al 73' per aver colpito Giuliano con un calcio; calci d'angolo 9-1 a favore del Torino. Partita giocata sul campo neutro di Novara.
Cronaca
[Tratto da La Gazzetta dello Sport del 9 giugno 1952]
Rabbioso concerto di clackson e strepitare di tifosi alla uscita dell'autostrada. La colonna motorizzata dei sostenitori del Torino diretti a Novara si è scontrata col Giro d'Italia. Sono le 16 e il transito è interrotto perché devono passare i ciclisti. ''Non dovrebbero già essere sfilati da un pezzo?''. Hanno mezzora di ritardo. ''Lasciateci raggiungere almeno una via traversa che ci porti al campo''. Niente da fare. Anche i dirigenti - Novo, Gay e Leumann - sono bloccati, il presidente granata salva la situazione con un'idea geniale. ''Vado avanti e do ordine ai miei giocatori che ritardino l'ingresso in campo fino al limite massimo consentito dal regolamento. Con un quarto d'ora di proroga forse conciliamo ciclismo e calcio''. Novo parte salutato da grida di ''viva il Torino!, viva Coppi! e abbasso il Giro! '' (cercare la logica nelle esclamazioni degli sportivi è come cercarla in certe decisioni arbitrali). Passa da Agognate, fa traballare la sua macchina su una stradetta di seconda serie, e giunge allo Stadio dove già Piola e Meazza sono mescolati agli spettatori delle tribune. Poco dopo, insieme al pubblico torinese entrano le due squadre. ''Ora siamo a posto'', dice Novo sorridendo. Magari! Le emozioni più brutte stanno appena per incominciare. Il Legnano non ha alcuna intenzione di fare la fine di uno Stato cuscinetto posto ai limiti inferiori della classifica. Difende la neutralità della sua porta. E' aiutato da un palo, contro il quale finisce una stangata di Hjalmarsson, corre forti rischi per le audaci deviazioni di Tubaro (tre calci d'angolo in venti minuti) ma riesce ad evitare il passivo. I lilla non giocano con acrimonia, a parte qualche battibecco tra Eidefjall e Giuliano, però lottano da bravi e leali sportivi; il Torino cerca visibilmente di imporre la calma a se stesso. Ha i nervi a fior di pelle; sente sulle spalle la responsabilità dei due punti da conquistare ad ogni costo, non ha la manovra sciolta di sette giorni prima, ma si sforza di controllare l'ansia e cerca di raggiungere presto e bene il risultato. Al 21' Grava effettua il tiro più pericoloso della giornata, proprio all'incrocio dei pali e al 24' Giuliano obbliga Longoni ad un'altra bellissima parata (strano e bravo portiere, questo Longoni. Blocca con le mani a pinza, come Moro, e lo fa all'ultimo momento e con tanta disinvoltura da far trattenere il respiro al suo direttore tecnico. Ad ogni modo ferma anche i palloni difficili e questo è l'importante). Il Torino, tutto sommato, dà l'impressione di essere vicino alla svolta decisiva e prevista per rincontro. Invece gli accade il primo guaio. Nay e Grava intervengono insieme sulla mezz'ala destra avversaria, a sette-otto metri dalla linea dell'area. Tre pianata si schierano per fare una barriera imperfetta, Sassi azzecca un colpo fortissimo e la sfera finisce alle spalle di Romano, rimasto sorpreso dalla violenza del tiro e forse danneggiato dalla visuale coperta. E' il 27° minuto. Pratesi con sfortunata tenacia spedisce a lato, di poco, due facilissimi palloni, poi Longoni devia ancora d'istinto una staffilata di Hjalmarsson. Tutto viene rinviato al secondo tempo. E' ancora una punizione calciata da distante a causare il goal. Giuliano, conosciuto per la sua ''castagna'' prende la rincorsa, ma all'ultimo minuto cambia idea e con uno scatto brusco lascia l'incarico a Vicariotto. Pallone saettato raso al palo. Il portiere legnanese lo sfiora, senza riuscire a fermarlo. Uno a uno al quinto minuto della ripresa. Il Legnano accusa il colpo e il Torino passa in vantaggio poco prima della mezz'ora. Azione da Pozzi a Florio con tocco finale a Carapellese, incuneatosi al centro. L'ala sinistra colpisce di striscio, a mezzo volo, e la sfera girando come un disco volante va a lambire l'angolo dei pali per atterrare dolcemente in fondo alla rete. Gioco fatto, si può dire, e la vittoria sarebbe davvero conquistata per il Torino, se non si verificasse un episodio dall'apparenza insignificante dalle conseguenze serie. C'è un po' di nervosismo per l'aria, nervosismo causato dal caldo o da un palo di incerte decisioni arbitrali più che dalla cattiva volontà dei giocatori. Al 31' Giuliano colpisce Eidefjall con una gomitata (o con un pugno?) alla bocca dello stomaco. Lo svedese va K. O. e deve essere trasportato a braccia fuori campo. L'arbitro non interviene; Mozzambani, adiratosi, fa giustizia sommaria, sferrando a freddo un calcio al mediano granata. Il lilla è espulso, il Legnano resta con nove atleti, il Torino - erroneamente - si scopre per attaccare e.. Loranzi segna. Una lunga respinta di Cuscela, al 36', rimbalza di traverso e troppo alta sorprendendo Nay, che alza le braccia ma non ferma il pallone. L'attaccante lilla scattato in tempo giusto, e portatosi al-le spalle del difensore evita il tuffo di Romano e mette a segno nella porta vuota. Tre minuti dopo Sassi viene a trovarsi nell'identica favorevole situazione. Meno calmo del compagno spara diritto davanti a se e il portiere granata para. Hjalmarsson colpisce ancora un palo, poi la fine. Il Torino per numero di occasioni create e per massa di gioco svolto avrebbe potuto vincere con quattro reti di scarto, invece deve ringraziare la sorte se ha conservato almeno un pareggio. Effetti di una tattica sbagliata nel finale (quando Copernico, cavallerescamente intento a curare Eidefjall, non ha dato subito l'ordine di fare barriera per difendere il due a uno) ma scherzi soprattutto della precipitazione e dell'affanno che turbano parecchi giocatori granata. La minaccia di retrocessione si allontana troppo adagio dalla squadra torinese. E domenica c'è da andare a Bergamo; Il Torino, se non e già salvo a quota trentatré, può e deve salvarsi.