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Comunale di Busto Arsizio
05/10/1952
h.15.30
PRO PATRIA - TORINO 3-0 (2-0)
Pro Patria
: Uboldi, Travia, Toros, Settembrini, Fossati, Martini, Hofling, Guarnieri, Mannucci, Ciccarelli, Bertoloni. All.: Pellegatta.
Torino: Romano, Molino, Farina, Giuliano, Nay, Moltrasio, Sentimenti III, Wilkes, Giovetti, Buhtz, Balbiano. All.: Ussello.
Arbitro: Massai di Pisa.
Reti: Mannucci 31', Ciccarelli 38', Guarnieri 73'.
Spettatori: 8.000 circa.
Note: Giornata di sole, terreno ottimo, calci d'angolo 8-8.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 6 ottobre 1952]
L'ultimo spunto fortunato del Torino va a merito di Farina. Fu un salvataggio acrobatico che spezzò una minaccia profilatasi all'improvviso. Sulla rimessa laterale la palla arrivò a Bertoloni il quale, pronto, la smistò a Mannucci rimasto senza guardiano a tre passi dalla porta. Il gioco era fatto. Per trentacinque minuti la squadra di Busto aveva attaccato con trame veloci e ben combinate ed il Torino si era difeso con più volontà che ordine. Poiché le ondate d'attacco bianco-blu, bene o male, si erano Infrante contro la barriera granata c'era da sperare che la stanchezza si facesse sentire sugli uomini della Pro Patria e che il Torino potesse allora dire la sua parola, senza limitarsi al contrattacchi. Speranza legata ad un filo molto sottile, In verità: L'undici di Nay appariva ben diverso dalla squadra che aveva tenuto testa all'Inter. Il gioco era scarso e frammentarlo; l'attacco funzionava più per lo sgobbare di Buhtz e l'esperienza di Sentimenti III che per coesione di linea. Nella mediana, Moltrasio rivelava difetti di rudezza eccessive e ingenuità di piazzamento ed anche l'estrema difesa, sebbene si dimostrasse il reparto migliore, aveva del ''tempi morti'' nell'azione di sbarramento. Il goal segnato al 35' da Mannucci è stato come l'accendersi di un riflettore potente fissato sopra l'Impianto tecnico del Torino. Ha rivelato con crudezza di toni i pregi e soprattutto i difetti, fissando un risultato che non poteva più cambiare. Tre minuti dopo, sempre su un attacco velocissimo, Ciccarelli si porta, va in buona posizione proprio al limite dell'area. Il pallone, partito dal piede ben centrato dell'ex-triestino andava a insaccarsi alle spalle di Romano senza che il portiere potesse far mostra della lodevole intenzione di parare. I raggi del sole puntati negli occhi del guardiano e soprattutto la prontezza dell'azione di Ciccarelli avevano moltiplicato l'efficacia del tiro. Forse con la prima linea al completo (e si sentiva invece la mancanza di Pratesi), forse con un Wilkes in vena (e al contrario l'olandese era estremamente personale e ben lontano della combattività necessaria in campionato) forse con un po' di fortuna il Torino avrebbe potuto cambiare tattica di gara e proiettarsi in avanti con lo slancio indispensabile per premiare centinaia di sostenitori giunti a Busto con coccarde, bandieroni e ottimistici pronostici. Ma, come si è detto, la formazione torinese risentiva delle assenze di titolari e non appariva in vena. Non c'è più stato nulla da fare. Nella ripresa Romano, con una parata che si può definire sensazionale senza paura di sprecare l'aggettivo, è riuscito a bloccare una palla scagliatagli raso a terra e da pochi passi da Guarnieri, ma al ventottesimo ha dovuto capitolare. E' stato ancora Guarnieri a dare il tocco finale, però in precedenza la sfera era partita verso il bersaglio ad opera di Mannucci e un difensore torinese, salvando alla ''buona sorte aiutami'' aveva scoperto un facile settore di mira (evidentemente la fortuna, ieri, è rimasta con le spalle voltate ai granata). Prima del termine un palo fermava ancora una stangata del caparbio Hofling e Giovetti si vedeva bloccare da Uboldi una cannonata che aveva precisione e potenza sufficienti a garantirle una degna e onorata fine in fondo alla rete. A proposito di Giovetti il centravanti è apparso un ben strano attaccante. Cadeva a terra e si rialzava così di frequente e con tanta elasticità che si era incerti se ammirare la sua prontezza nel sollevarsi per contendere il pallone o la fragilità con cui finiva a gambe levate. Come Giovetti, tutto il Torino ha lottato con gran cuore, ma con risultati inadeguati. Buhtz, Sentimenti III, Romano e gli altri difensori estremi si sono raggruppati al polo positivo della prestazione granata. Moltrasio, invece, è passato all'estremità opposta un po' per l'inesperienza un po' per la già accennata robustezza degli interventi, qualità che fuori casa si paga troppo cara. In quanto a Wilkes, egli ha fatto dire ad uno sportivo intento a mescolare senza economia severità e senso dell'umorismo, spargendo sul cocktail un pizzico di amarezza per la delusione subita: ''Oggi gli spettatori sono quattordicimila e uno: quattordicimila intorno al campo, uno sul prato''. Chi sia stato quell'osservatore singolo non il caso di precisare.. L'olandese ha le scusanti delle non perfette condizioni fisiche per un ginocchio appena guarito e della difficolta di trovar amalgama con i compagni. Per il bene del Torino è necessario però che questa intesa salti fuori presto. L'abilità e l'estro riconosciuto di Wilkes dovrebbero essere una garanzia. Intanto non c'è da scoraggiarsi se il Torino è caduto in una giornata nera nonostante un sole ed una temperatura tali da far pensare all'estate, non all'autunno. La causa della sconfitta ha infatti solide basi nella forza propulsiva della Pro Patria. Ciccarelli è stato protagonista di un partitone, Guarnieri ha lavorato senza tassametro, e Mannucci, con alterna fortuna, si è dimostrato pronto a tirare da tutte le posizioni. Non inutile il lavoro delle ali. La Pro Patria, che ha un centromediano di buon rendimento ed una difesa scattante, presenta come arma migliore l'attacco. Chi ne dubita vada a cercare il tabellino dei goals segnati: i bustocchi sono fieri del loro numero di reti attive. Hanno segnato finora più goals della Roma e del Milan. No, non è certo ad una simile squadra ben lanciata e piena di brio che l'incompleto e zoppicante Torino di ieri poteva sperare di portar via punti.