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Comunale
03/03/1963
h.15.00
JUVENTUS - TORINO 0-1 (0-0)
Juventus
: Mattrel, Castano, Salvadore, Noletti, Leoncini, Sarti B., Nicolé, Del Sol, Miranda, Sivori, Stacchini. All.: Amaral.
Torino: Vieri, Scesa, Buzzachera, Bearzot, Mialich, Ferretti, Poletti, Ferrini, Hitchens, Locatelli, Crippa. All.: Ellena.
Arbitro: Adami di Roma.
Reti: Crippa 41'.
Spettatori: 60.000 circa.
Note: Giornata limpida, campo lievemente ammollato e cosparso di segatura, in condizioni discrete. Calci d'angolo 7-2 per la Juventus.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 4 marzo 1963]
Dei tre incontri cittadini succedutisi con una settimana di intervallo l'uno dall'altro sui campi di Genova, Milano e Torino, quest'ultimo è stato il più opaco. A Marassi, sampdoriani e rossoblu avevano lottato con l'ansia di chi si muove al margini di quell'abisso calcistico che è la retrocessione. Ogni goal, ogni passaggio diventava un affanno per chi lo subiva, un trionfo per chi ne traeva un utile: la folla sentiva tale stato d'animo dei giocatori e di riflesso ne influenzava i protagonisti. A San Siro, il Milan aveva impegnato nel derby un comprensibile orgoglio: i rossoneri portano ancora sulle maglie lo scudetto da campioni. Non potevano dimostrarsi inferiori ai nerazzurri primi in classifica. Nulla di tutto questo si è verificato a Torino, per quanto l'atmosfera della rivalità locale fosse accesa. I granata, per merito loro, avevano saputo avanzare già in precedenza oltre il limite della zona pericolosa della classifica; i juventini, per demerito o per abitudine, non sanno gettare immediatamente nella lotta l'impeto di chi, a scanso di pericoli, vuol conquistare di slancio i punti indispensabili allo scopo desiderato (nel caso particolare la corsa al titolo). La Juventus non è squadra da arrembaggio: prima di vincere vuol convincere se stessa e gli altri della propria superiorità. Se il gioco le riesce tutto diventa facile, ma quando i minuti passano e le eleganti azioni offensive non si traducono nella realtà delle reti, la classe dei singoli si stempera nel nervosismo generale. Qualcuno (Sivori) si salva; troppi perdono la visione della situazione. Diventano una massa confusa che preme, ma non manovra. Il primo serio ostacolo sul loro cammino i bianconeri lo hanno trovato nel terreno di gara, un terreno bello in superficie per l'abbondante segatura, ma fangoso e scivoloso al massimo grado. Si dirà che in definitiva i banconeri avrebbero dovuto aspettarselo, poiché giocavano sul "loro" stadio, dove anzi avevano perfino disputato il derby del girone di andata, poiché il Torino nelle partite importanti è obbligato a rinunciare al Filadelfia dalla capienza limitata. E' vero; ma è altrettanto noto che sulla fanghiglia è più facile spezzare gli attacchi che crearli, specialmente se nella squadra che preme c'è un Del Sol che si ostina a portare il pallone da un'area all'altra (anziché passarlo) o uno Stacchini che continua nelle finezze del dribbling come non si accorgesse dei falsi rimbalzi della sfera. Più pratici, i granata spazzavano via la loro area e cercavano Hitchens con lunghi passaggi, uno stile ideale per sfruttare l'impeto del centravanti inglese. Passata la sorpresa di vedere Nicolé al posto di Sacco - sorpresa relativa, si intende, poichè l'allenatore Amaral aveva detto che se il terreno fosse stato brutto, Sacco non avrebbe giocato - e constatato che Potetti era stato preferito a Danova come finta ala, i sessantamila tifosi accorsi allo stadio davano fiato agli incitamenti mentre la Juventus batteva il calcio d'inizio. Tra i granata Poletti si portava subito nella mediana, Bearzot assumeva le funzioni di battitore libero, Mialich controllava (senza troppa fatica) un frastornato Miranda, Ferrini si accostava a Sivori - magnifico e cavalleresco duello - e Ferretti aspettava al varco Del Sol, rinunciando però a seguirlo quando lo spagnolo arretrava. Soltanto Hitchens e Crippa rimanevano all'attacco, aiutati talvolta da Locatelli. Dato il dispositivo tattico, il confronto non poteva avere che una fisionomia: avanzate dei bianconeri e difesa del granata. Cosi è stato, come il tabellino dei tiri dimostra. Va sottolineato, però, che le avanzate erano spesso lente e la difesa sempre ben organizzata. La Juventus comunque non tardava ad impegnare Vieri con Noletti (7° minuto), Miranda e, per due volte consecutive, con Sivori. Il primo serio pericolo veniva portato dai juventini al 27' quando lo stesso Sivori lanciava Stacchini. Una tempestiva e coraggiosa uscita di piedi del portiere granata salvava la rete. Noletti poco dopo doveva respingere un contrattacco del Torino. Nessuna azione era però "da goal", come dicono gli sportivi, e francamente neppure quella che ha deciso rincontro è parsa tanto importante mentre si stava sviluppando. Quarantunesimo minuto: Leoncini ferma con un fallo Poletti ad una decina di metri dall'area. Locatelli tocca a Crippa, il quale compie un paio di passi e da una posizione molto angolata lascia partire un tiro secco. Mattrel dà l'impressione di scivolare al momento dello scatto: fatto sta che il pallone entra in rete, mentre sugli spalti fioriscono le bandiere granata. La Juventus ha avuto subito l'occasione di pareggiare. Sivori (sempre lui) ha offerto un ottimo pallone a Miranda e l'italo-brasiliano l'ha sfruttato per metà liberandosi con un secco scarto dal terzino avversario, poi, ormai solo davanti a Vieri, ha calciato alto in modo banale. Inutile descrivere minuto per minuto lo svolgersi delia ripresa. Si è giocato praticamente nella metà campo dei granata, ma questi non si sono mai innervositi e con il loro Hitchens sono talvolta riusciti ad imbastire pericolosi contropiede (bene annullati una volta da Mattrel e le altre da Salvadore o Castano). Due le grandi occasioni perse dai bianconeri: verso il ventesimo minuto una parabola di Nicolè era respinta da Bearzot di testa sulla linea ed al 35' Sivori, con un preciso sinistro dava l'impressione di segnare. La palla però rimbalzava contro la traversa. All'ultimo minuto Miranda da una ventina di metri batteva una punizione. Molta ansia tra i difensori, ma la barriera respingeva. Miranda ieri non ha piazzato il tiro decisivo. Crippa sì. L'uno a zero della partita di andata è stato così restituito dal Torino alla Juventus.