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Vomero
18/09/1955
h.16.00
NAPOLI - TORINO 2-2 (1-1)
Napoli
: Bugatti, Comaschi, Greco II, Castello, Tre Re, Granata, Vitali, Posio, Vinicio, Amadei, Pesaola. All.: Monzeglio.
Torino: Rigamonti, Cuscela, Grava, Bearzot, Grosso, Moltrasio, Antoniotti, Buhtz, Pellis, Bacci, Cazzaniga. All.: Frossi.
Arbitro: Orlandini di Roma.
Reti: Vinicio 1', 74' (N), Pellis 29' (T), Bacci 77' (T).
Spettatori: 40.000 circa.
Note: Splendida giornata di fine estate, temperatura ideale, terreno in ottime condizioni, calci d'angolo 12-2 per il Napoli; al 61' Amadei ha fallito un calcio di rigore.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 19 settembre 1955]
Per la sua prima uscita nel campionato 1955-56 non s'è portato male il Torino. Ha portato a casa un pareggio districandosi da una equazione che gli è stata a lungo sfavorevole e dalla quale nessuna meraviglia avrebbe recato se fosse uscito battuto anche in modo netto. Ha dovuto collaudare Vinicio il Torino, Vinicio che è forse il migliore dei giocatori sud-americani importati in Italia quest'anno. E il brasiliano del Botafogo di Rio de Janeiro, che viene ora considerato ufficialmente come italiano, ha svolto un primo tempo e una prima metà della ripresa in modo assai brillante e nello stesso tempo pratico, da mandare il pubblico napoletano in visibilio e da far temere seriamente per la sorte che avrebbero potuto subire i granata. E' stato, si può dire, l'eroe non di tutta la partita ma di tre quarti di essa. Ha esordito segnando quasi al primo pallone che ha toccato. Un minuto e mezzo dal segnale d'inizio dell'incontro ancora non era trascorso che egli si impadroniva della palla, filava, iva sulla destra e, giunto a pochi metri dalla linea, di fondo, da posizione di mezz'ala e con un angolo di tiro difficilissimo, sparava in porta dal basso in alto fortissimo. Sfiorando la sbarra trasversale a breve distanza dalle mani protese del portiere, la palla andava finire irresistibilmente in rete. Rigamonti, abbassando gli occhi per effettuare la parata, fu evidentemente abbagliato dal sole, ma il tiro, bisogna riconoscerlo, era improvviso e bello e al massimo avrebbe potuto essere deviato in angolo. Scattò tutto in piedi dall'entusiasmo il pubblico partenopeo: una manifestazione di giubilo a base di petardi e di mortaretti come solo Napoli, malgrado tutte le multe che per il fatto subisce, sa produrre. Ripreso il gioco, subito Vinicio serviva la sua ala destra Vitali con un passaggio cosi preciso che questi avrebbe potuto segnare anche lui. L'ala invece sparava precipitosamente fuori bersaglio. Il Torino dava prova di carattere e di coraggio in questa occasione. Lo smacco e il pericolo rappresentato da un avversario lanciato a quel modo era grave, ma i granata non persero la testa, non si disunirono. Cercarono di organizzare il loro gioco invece, e si posero all'opera di buzzo buono, con un Cazzaniga che in qualità di ala sinistra arretrava ogni tanto a dare man forte al difensori sulla falsariga di quello che faceva l'anno scorso Bertoloni. Come giuoco non riuscivano a farne gran che i torinesi, ma comunque insistevano, lottavano e proprio alla mezz'ora, quando per un errore del portiere avversarlo si presentava loro improvvisamente l'occasione di acciuffare il pareggio ne approfittavano. Bacci sferrava da lontano un forte tiro basso e angolato. Il portiere Bugatti che nelle giornata doveva poi confermare ancora di trovarsi in condizioni di forma tutt'altro che eccellenti, si gettava in tuffo, mancava la presa e non riusciva che ad allontanare di alcuni passi verso la sua destra la palla. Su di essa piombava Pellis che si fermava, prendeva la mira e infilava la rete: Uno a uno. Non doveva tuttavia durare che una decina di minuti lo stato di parità fra i due contendenti. Al 40° minuto Posio serviva in profondità Vitali sulla destra. L'ala filava via e terminava il suo sforzo con un forte tiro trasversale a mezz'altezza. Qui il portiere granata commetteva lo stesso errore la cui era caduto prima il suo collega azzurro: in difficoltà per bloccare la palla, invece di respingerla lontano non la deviava dinanzi a sé che di pochi metri. Vinicio con l'ispirazione dell'opportunista era sul posto e lesto spediva in rete con una zampata. La rete era stata occasionata da un errore del portiere granata, ma Vinicio lo meritava questo secondo successo tanti erano stati i suoi tentativi da tutte le posizioni e così belle erano state le prodezze e le finezze tecniche in cui si era prodotto. Il primo tempo terminava con una rete di vantaggio per i padroni di casa. A quel momento non sappiamo chi sarebbe stato disposto a scommettere una lira per un risollevamento delle sorti del Torino. Difatti alla ripresa dopo che il giuoco pur calando di tono e di velocità continuava a propendere dalla parte del Napoli, si presentava agli azzurri l'occasione di aumentare il loro vantaggio. L'occasione delle occasioni: un rigore. Grosso, i cui duelli con Vini ciò avevano rappresentato fino ad allora uno dei numeri eccezionali dello spettacolo, atterrava in area l'avversario che gli stava fuggendo. L'arbitro concedeva la punizione massima. Ognuno si attendeva che ad eseguirla fosse Vinicio. Era per lui l'occasione di chiudere in trionfo il suo esordio nel campionato nostro. Tre reti. Come Guglielmo Stabile per il Genoa ai suoi tempi. Invece si faceva avanti come esecutore Amadei. Si vedeva allora discola correre verso Rigamonti e sussurrargli qualche cosa in un orecchio. Ed effettivamente il portiere granata si piazzava e scattava in modo che quando Amadei sparava basso sulla sua sinistra, egli si trovava Bulla sua traiettoria e poteva deviare In angolo. Un angolo che, come gli altri dieci subiti dal Torino nel corso dell'intera partita, non doveva dare nessun risultato. L'episodio smorzò visibilmente le velleità di Vinicio. Sia che egli sperasse di essere lui a tirare il rigore, sia che il mancato successo lo avesse avvilito, fatto sta che da quel momento il tono della sua attività calava in modo notevole e sulla sua scia si metteva un po' per volta l'intera squadra azzurra, prima di tutto la di fesa, che si disuniva e perdeva linea Si faceva avanti allora il Torino, che non aveva smobilitato mai. Dando prova di intraprendenza i granata si facevano ogni momento più pericolosi e ad una dozzina di minuti dal termine tornavano a colmare il distacco che li separava dagli avversari. Fallo a favore degli ospiti qualche metro fuori area: uno del diversi falli, che il terzino Greco II, per esempio, non sapeva più come tenere a freno i granata che lo battevano nettamente in velocità, Bacci accenna ad eseguire la punizione, poi passa invece lateralmente ad Antoniotti, il quale spara basso e forte. Il portiere Bugatti, interdetto, si getta in tuffo in ritardo e la palla sguscia in rete a fil di palo, dopo di avere sfiorato le sue mani. Due a due. Di lì il risultato più non si muove. Mortificazione dei padroni di casa e gioia degli ospiti accolgono il segnale di chiusura di una contesa che si è svolta in complesso nel segno della correttezza.