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Comunale di Ferrara
01/01/1956
h.14.30
S.P.A.L. - TORINO 1-2 (0-1)
S.P.A.L.
: Persico, Lucchi, Viney, Morin, Ferraro, Fabbri, Dido, Brocchi, Di Giacomo, Lofgren, Novelli. All.: Baldi.
Torino: Rigamonti, Grava, Cuscela, Bearzot, Grosso, Moltrasio, Antoniotti, Buhtz, Sentimenti III, Cazzaniga, Bertoloni. All.: Frossi.
Arbitro: Piemonte di Monfalcone.
Reti: Sentimenti III 27' (T), Cazzaniga 54' (T), Novelli 71' (S).
Spettatori: 12.000 circa per un incasso di circa 5 milioni di lire.
Note: Broccini ha fallito un calcio di rigore al 24', calciandolo sul fondo; calci d'angolo 13-6 per la S.P.A.L. Cielo coperto e terreno allentato, qualche folata di nebbia nella ripresa.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 2 gennaio 1956]
Anche a Ferrara netta ''vittoria del contropiede''. L'ha ottenuta il Torino. Frossi, il tecnico che ha manovrato la squadra, ne esce da trionfatore. Nel primo tempo era necessario difendersi, lasciando aperto uno spiraglio alte possibilità di segnare. Ecco dunque la mezz'ala Sentimenti III prendere il posto di Moltrasio a laterale sinistro, lasciando quest'ultimo libero a metà campo, con il duplice compito di rompere le offensive della Spal e di alimentare con lanci in profondità i contrattacchi dei Torino. Nella ripresa, a vantaggio conquistato, si trattava di garantirsi contro le brutte sorprese. Il Torino, manovrando come la ''Home Fleet'' in esercitazione, è passato alio schieramento di tipo B. Bertoloni, ala effettiva, si è trasformato in un terzino sinistro, tanto sicuro da permettersi il lusso di dribblare in area, Cuscela è passato al centro e Grosso ha assunto ben volentieri i compiti di battitore volante, compito che egli sa svolgere magistralmente. Si aggiunga che in entrambi i tempi gli avanti hanno continuato a spostarsi come pezzi di vetro in un caleidoscopio, tanto che raramente il numero delle maglie. corrispondeva al ruolo occupato. Per la Spal controllare simili ''vagabondi'' è stato un rebus; per il Torino, in compenso, la vittoria è giunta logica come la dimostrazione di un teorema da parte di un insegnante di trigonometria. A dire il vero, nei primi minuti il ''signor professore'' è caduto in un paio di papere pericolose. Inoltre, con i muscoli freddi, i difensori granata stentano ad ingranare. Così al 3' quell'indiavolato di Novelli, bene servito da Broccini, scartava Grava, evitava il tuffo di Rigamonti e si precipitava in area suscitando l'impressione di voler bissare il famoso goal segnato una settimana fa da Da Costa al ventesimo secondo di Torino-Roma. Questa volta però, Grosso era sulla linea di porta. A rischio di sbattere la testa contro un montante, il centromediano respingeva con la fronte quasi all'altezza del palo. Grava allontanava definitivamente il ''pericolo n.1''. Al 21', dopo una serie di fasi alterne, esplodevano in area granata i pericoli n. 2 e n. 3. Lofgren lanciava Broccini, che prontamente passava a Di Giacomo. Al secco tiro del giovane attaccante, Rigamonti poteva contrapporre soltanto una mezza parata. La palla rimaneva tra i due pali a fare la trottola a cinque centimetri dalla linea. Grava, accorso in volata, la respingeva ancora verso il portiere e questi scivolava raso-terra ad abbracciarla. Prima o dopo il traguardo del goal? Secondo noi prima. Naturalmente i ferraresi hanno protestato e Di Giacomo ha dovuto essere addirittura trattenuto dai compagni di squadra perché non eccedesse nelle rivendicazioni. Simili fatti lasciano una certa impressione negli arbitri e li portano a scaricarsi la coscienza alla prima occasione, concedendo un rigore. Un intervento non perfettamente ortodosso di Grava su Novelli era infatti sottolineato da un fischio secco. Penalty, avanza Braccini, tira e sbaglia la mira di almeno due metri. Fine delle speranze ferraresi. Il Torino saliva in cattedra (sarebbe meglio dire ''scivolava'' in cattedra, poiché il terreno era una mistura pastosa di fango e sabbia). Al 18' i granata raggiungevano la meta del primo goal. Fallo di Loefgren su Buhtz a quindici metri dall'area. Moltrasio avanzava per calciare. In casi del genere, fin da quando era al Crema, il mediano sinistro granata ha un appuntamento prestabilito col laterale destro. Allora era Bergamaschi, ora, nel Torino, è Bearzot. Il n. 4 si appostava sulla parte opposta del campo e Gigi lasciava partire un passaggio-cannonata che sorvolava la barriera dei difensori. Bearzot deviava di testa e Sentimenti III, calmo come un miliardario nell'atto di riscuotere un assegno da mille lire, spediva in rete a colpo sicuro, col piatto del piede. I granata hanno raddoppiato il vantaggio al l0' della ripresa, mentre la Spal stava sviluppando, un'offensiva serrata. Buhtz, in contropiede, filava suila destra, dimenticando di essere guarito soltanto venerdì scorso dalla tenia. Giunto nei pressi dell'area, centrava e Cazzaniga, da pochi piassi, batteva Persico. Un Torino sicuro di sé difficilmente si lascia sfuggire di mano la vittoria, quando ha conquistato un bottino simile. Contro il catenaccio granata non servivano nemmeno le azioni appoggiate dal centromediano Ferrara, lanciatosi a fare lo sfondatore tra gli avanti. Sul contropiede, Buhtz, Sentimenti III e Antoniotti si trovavano, al contrario, in occasioni di realizzare ma mancavano di un soffio il bersaglio. Nell'altalena di situazioni Rigamonti doveva intervenire su una perfetta girata a volo di Broccini; poi al 26' incassava Un goal. Era ancora Broccini a far partire una sibilante mezza-rovesciata. Il portiere alzava la palla, ma Novelli, precedendo un difensore granata, metteva in rete di testa. La Spai partiva in volata verso il pareggio ed il Torino faceva collezione di calci d'angolo. In totale ne sono stati tirati l2 dalla parte di Rigamonti, contro 6 battuti verso la rete di Persico. La- ''sfuriata'' dei ferraresi durava meno di dieci minuti ed era condotta con azioni troppo ammucchiate verso il centro. Nella Spal pochi minuti prima della partita deve essere scoppiato una specie di ''caso Macor''. Ufficialmente l'ex- juventino non è stato utilizzato causa un malanno alla gola; quando però gli hanno detto che doveva rimanere fuori squadra, Macor ha preso cappello nel senso più letterale della parola ed è uscito addirittura dallo stadio forse per smaltire il disappunto con una passeggiata o forse, più semplicemente, per andare a cambiarsi. Non si può dire se la Spal avrebbe reso di più senza il.. mal di gola di Macor. Comunque Novelli e, nel primo tempo, Dido e Di Giacomo sono apparsi insidiosi, Lucchi, Ferrara e Vinyei. Non in giornata, invece, Persico. Nel Torino le citazioni dovrebbero andare dalla maglia numero 1 a quella numero 11. Rigamonti ha effettuato alcune parate eccezionali. Bertoloni è stato bravo e come ala e come.. terzino. Tra gli altri Grosso, con Grava (che aveva da controllare un pericolosissimo Novelli) e Cuscela ha costituito una difesa saldissima. Moltrasio, sebbene poco a suo agio con terreno scivoloso, ha reso molto, come pure Bearzot. L'attacco viveva del contropiede e con un uomo della forza di Buhtz non a posto fisicamente, hanno dovuto sgobbare Antoniotti, Cazzaniga e Sentimenti II. Il primo, molto attivo, ha anche colpito un palo con un tiro a parabola in apparenza sciocco ma in realtà frutto della sua intelligente capacità di ragionare con prontezza, palla al piede (il che non è facile), Cazzaniga, secondo il solito, è cresciuto in rendimento man mano che l'incontro procedeva. In quanto a Sentimenti III, ha disputato una gara utilissima come mediano, mezz'ala e come uomo di punta. Trentott'anni il vecchio. Nemmeno leggendo la data sui calendari nuovi fissati sul primo gennaio '56 si può definire tale questo tecnico atleta. Forse Sentimenti ha ereditato da Piola il segreto di stupire gli sportivi, pur essendo a due passi dalla quarantina. Auguri per la prossima stagione. E' il caso di insistere.