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Appiani
08/01/1956
h.14.30
PADOVA - TORINO 2-0 (2-0)
Padova
: Casari, Blason, Scagnellato, Moro, Azzini, Mori, Agnoletto, Parodi, Bonistalli, Chiumento, Stivanello. All.: Rocco.
Torino: Rigamonti, Grava, Cuscela, Bearzot, Padulazzi, Moltrasio, Sentimenti III, Buhtz, Cazzaniga, Bacci, Bertoloni. All.: Frossi.
Arbitro: Bernardi di Bologna.
Reti: Bonistalli 22', Chiumento 26'.
Spettatori: 9.000 circa.
Note: Pomeriggio di sole, clima estremamente rigido, terreno allentato o comunemente definito pesante. Il patavino Agnoletto, infortunatosi al 26', è rimasto fuori dal campo per circa sette minuti; calci d'angolo 5-3 per il Padova.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 9 gennaio 1956]
Padova-Torino senza doppio catenaccio e senza Grosso e Antoniotti nelle file granata. Conseguenze: una sorpresa, per la tattica aperta applicata dalle due squadre che si prevedevano impegnate a difendersi come se custodissero il tesoro della Banca d'Italia, la sconfitta dei torinesi e la controprova dell'importanza che il centromediano titolare e Antoniotti hanno per lo stile moderno della manovra granata. Senza questi due intelligenti giocatori il Torino non ha potuto organizzare la ragnatela degli sbarramenti difensivi e tanto meno sfrecciare nei contrattacchi per cui va famoso. La compagine piemontese, che aveva sostituito il centromediano con il pur bravo Padulazzi e l'attaccante con il rientrante Bacci, ha dovuto accontentarsi di difendersi, alla meno peggio net primo tempo, senza riuscire ad imbastire una sola azione veramente pericolosa. La prima parata, di un biancorosso è stata effettuata dal. vicepresidente del Padova, comm.Pollazzi, il quale ha bloccato ti pallone spinto fin nella tribuna d'onore da una secca testata di Chiumento. Casari, portiere patavino, ha evitato di gelare, saltellando come un pugile in allenamento per quasi sessanta minuti, mentre osservava le ''grandi manovre'' biancorosse nella opposta estremità del campo. Finalmente, al 14' della ripresa, ha dovuto bloccare una pericolosa punizione di Moltrasio. Sono seguite altre tre parate di ordinaria amministrazione. Tutto lì. Una sinecura per l'ex-Nazionale. Non è il caso di aggiungere altro sul rendimento in sordina dei granata. Eppure dopo un primo tempo in cui ha pagato con due goals incassati e con molti rischi corsi la necessità di ambientarsi al gioco degli avversari ed al campo scivoloso più di una macchia d'olio sull'asfalto, il Torino è riuscito a condurre una serie di azioni d'attacco nella ripresa. Le premesse per questa offensiva del secondo tempo sono state create da una mossa indovinata. Frossi, accorgendosi che Grava filava come il vento, recuperava palloni impossibili ed aveva uno spiccato senso dell'anticipo, l'ha mandato ni centro della mediana, mettendo Padulazzi a controllare un volenteroso, ma inoffensivo Scagnellato. Lo spostamento era indovinato ma è avvenuto troppo tardi. Due palloni erano già piombati alle spalle di Rigamonti, sebbene questi si fosse dimostrato, fin dalle battute iniziali, il migliore in campo. La rete numero uno è stata segnata sul taccuino dell'arbitro Bernardi dopo 22 minuti dal via ed è stata preceduta da un movimentato preallarme. Al 14' Chiumento, durante un rinvio del portiere era riuscito a soffiare la palla all'estremo difensore, deviandola verso la porta incustodita. Scivolando come fondisti finlandesi, erano accorsi da opposte direzioni Padulazzi, per respingere, e Bonistalli, per deviare di testa in direzione della linea bianca il pallone inafferrabile. Cuscela frattanto cadeva, e Rigamonti, invece, aveva potuto alla fine respingere di piede. Una sarrabanda pazza in dieci metri quadrati di campo viscido. La soddisfazione dei giocatori granata, di Frossi e degli accompagnatori ufficiali o volontari comm.Gay, Carlin Rocca, Giusti e Maggio è durata giusto il tempo di bere un caffè bollente. Al 22' Mori, dalla sinistra, lanciava Parodi, un giocatore tutto intuito e tecnica. Il sudamericano finiva a terra ma toccava a Bonistalli; questi sbatteva il paltone nel fondo della rete con un colpo da distanza ravvicinata. Altri quattro minuti di gara e di scivolate, poi una banale punizione da metà campo causava il secondo guaio per i torinesi. (Il fallo era stato cosi insignificante che è difficile catalogarlo con precisione: ci è parso una carica di spalle da parte di Moltrasio su Chiumento). Mori, il solito, batteva il calcio franco e Cuscela si vedeva capitare il pallone tra le gambe, in un momento quanto mai inopportuno. Manco a dirsi egli era impegnatissimo a slittare verso terra. Il capitano granata riusciva ugualmente ad arrestare il pallone ma lo lasciava fermo proprio davanti a Chiumento. Tocco secco di sinistro, goal, due a zero al 26' del primo tempo. Nulla da fare, più, per il Torino. All'inizio della ripresa Parodi ha segnato ancora, di testa, Berardi, arbitro autoritario ed in giornata buona, accortosi della posizione irregolare del giocatore ha annullato. Agnoletto si è prodotta una distorsione alla caviglia, in uno scontro tanto fortuito con Moltrasio che il fallo per gioco pericoloso è stato fischiato contro il padovano. La generosa e irruente ala è rimasta doppiamente in perdita, ed ha dovuto rimanere una decina di minuti fuori campo. Lo stesso. Moltrasio con una stangata da distante ha dato poi il segnale d'inizio al tentativo di riscossa. Il Torino si è trasferito nella metà campo del Padova, ma manovrava a passaggi di mezzo metro ed a tocchi laterali, che naufragavano nel fango. Gli sbrigativi difensori biancorossi, capitanati da un esperto e preciso Blason arrivavano comodamente a spezzare gli arabeschi avversari. Soltanto un gran tiro di Cazzaniga è stato fermato, di testa, a fil di palo, da Blason. Nel Padova i due mediani laterali pressoché omonimi, Moro e Mori, sono stati i punti di forza insieme a Blason, Agnoletto e Parodi. E' piaciuto molto per brio e freschezza l'insieme della squadra. Il Torino si è giovato specialmente del lavoro di Rigamonti e Grava, e quindi dell'apporto di Cuscela, Bearzot, Cazzaniga e di Moltrasio nel secondo tempo. L'attacco, con Bacci rientrato dopo due settimane di indisposizione e forse non del tutta guarito, e con altri giocatori stanchi, si è fatto notare raramente. Il Padova di Rocco - grande sorpresa - non ha fatto il catenaccio, come si è detto, e neppure lo ha applicato il Torino di Frossi. Il risultato ha finito per dare ragione all'allenatore veneto, il cui slogan ''noi non facciamo tattiche super-difensive; siamo semplicemente prudenti''. In forma indiretta il punteggio stesso non ha dato torto a Frossi, che sostiene la necessità di badare al sodo, di lasciar perdere il bel gioco e di puntare ai successi o quanto meno ai pareggi. All'Appiani senza due pedine essenziali, il tecnico granata ha dovuto fare di necessità virtù cambiando all'ultimo momento il piano tattico predisposto. Contro il Milan, tra pochi giorni, egli schiererà nuovamente un Torino più guardingo, insidioso e completato da Grosso-Antoniotti. Sarà un altro Torino.