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Valmaura
25/03/1956
h.15.00
TRIESTINA - TORINO 1-0 (1-0)
Triestina
: Soldan, Belloni, Claut, Petagna, Bernardin, Fontana, Lucentini, Szoke, Brighenti, Passarin, Renosto. All.: Pasinati.
Torino: Rigamonti, Grava, Padulazzi, Bearzot, Rosso, Rimbaldo, Antoniotti, Buhtz, Cazzaniga, Bacci, Bertoloni. All.: Frossi.
Arbitro: Guarnaschelli di Pavia.
Reti: Brighenti 1'.
Spettatori: 10.000 circa.
Note: Terreno pesante e viscido a causa della pioggia caduta in mattinata.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 26 marzo 1956]
Come risultato la partita si è decisa al momento stesso in cui è cominciata. Ci si trovava fra il primo e il secondo minuto dall'inizio, come gioco. Laggiù nella parte dei posti popolari il mediano sinistro della Triestina Fontana eseguiva una rimessa laterale. Riceveva Renosto e passava subito a Brighenti: da pochi passi questo deviava in rete mentre i difensori granata alzavano le mani in segno di protesta. Sostenevano i torinesi che il centro avanti avversario prima di effettuare il tiro avesse corretto con una mano la traiettoria della palla, visto che questa stava sfuggendo al suo controllo. Le obiezioni dei granata, senza prendere forme drammatiche avevano tutto l'aspetto della convinzione e tendevano a far entrare in capitolo la voce di uno del due guardialinee. L'arbitro si opponeva però decisamente a ogni interferenza, convalidava il punto e faceva riprendere senz'altro il gioco. Il Torino abbassava la testa come di fronte a un infortunio, poi si rimboccava le maniche e partiva alla riscossa. Doveva avere degli spunti cosi vivaci e nutriti e durare nel suo complesso così a lungo questa riscossa che al termine dell'incontro nessuno, nemmeno i tifosi triestini non potevano disconoscere che la partita non diceva la verità in quanto a risultato finale. Un pareggio ci stava tutto. Un verdetto che avesse lasciato i due contendenti su un piano di equilibrio avrebbe detto il giusto ed avrebbe premiato la bella prova fatta dagli ospiti. Cosa straordinaria, non pioveva al momento dell'incontro. Dell'acqua ne era caduta senza economia anche a Trieste fino alle 14. Poi si era levato un po' di vento che aveva allontanato le nuvole e prosciugato il terreno di gioco di modo che al momento dell'entrata in campo delle due squadre il terreno senza essere in buone condizioni, non era certamente cattivo. Era per lo meno asciutto. E di pubblico ve n'era parecchio. Le formazioni erano incomplete da ambo le parti. Mancavano ai triestini le due mezze ali Zaro e Dorigo infortunati entrambi. In compenso esordiva Renosto in maglia rosso-alabardata. Ma più duramente colpiti erano sotto questo aspetto i granata che per una ragione o per l'altra avevano dovuto scendere in campo privi di Cuscela, di Grosso, Moltrasio e Sentimenti ni. In simili condizioni l'undici torinese riceveva fra capo e collo, non appena entrato in campo, la legnata della rete di cui abbiamo detto all'inizio. L'infortunio era grave e poteva accasciare chiunque. Dando prova di bella fermezza d'animo, i granata si riprendevano presto invece, e cominciavano coll'imbrigliare efficacemente gli attacchi dell'avversario. H quale già di per sé non appariva in brillanti condizioni di forma. L'esordiente centro mediano torinese Rosso, non tradiva emozione alcuna, con il suo contegno. Da parte sua l'attacco camminava franco e disinvolto sfiorando il pareggio in più di una occasione. Era dapprima Buhtz che, cadendo all'ultimo istante, non sospingeva in rete da pochi passi in situazione favorevole. Era in seguito una bella sventola di Bacci che, al termine di una azione sulla sinistra, colpiva la sbarra trasversale. E qualche bella parata su tiri diretti la eseguiva da parte sua il portiere Soldan. Tutto quantitativo e poco qualitativo era invece il lavoro della prima linea dei padroni di casa. Di modo che, l'impressione di parità dei valori in campo già aveva preso corpo nel giudizio degli astanti, al momento del segnale di riposo di metà tempo. Ma era nella ripresa che il Torino sfiorava più convincentemente il pareggio, senza poterlo o saperlo raccogliere. Come numero di attacchi il secondo tempo fu altrettanto equilibrato quanto il primo. Vi è da aggiungere che nel periodo finale i granata furono molto minacciosi, anche se in due occasioni i triestini invocarono la punizione massima per falli di mano degli ospiti senza trovare però adesione da parte dell'arbitro. Le più belle occasioni erano quelle che si presentavano ai granata. Proiettandosi in avanti per raccogliere un centro proveniente dalla sinistra, Bearzot mancava la palla di un soffio proprio sulla soglia della porta. Esattamente negli ultimi minuti l'irruente azione portava tre granata a convergere sulla palla e forse a intralciarsi a vicenda. La palla finiva all'altezza del montante, sulla sinistra di Soldan: Bertoloni rotolava in rete, ma la sfera ne rimaneva fortunosamente fuori. L'incontro terminava col Torino lanciato in pieno, tutto proteso alla conquista di quel pareggio che aveva avuto a portata di mano e che senz'altro si meritava. La gara ha avuto uno svolgimento alquanto duro e angoloso. Specialmente nel secondo tempo l'arbitro ha rimediato fischiando falli a iosa e spezzettando il gioco in una lunga sequenza di piccoli episodi. Nessun incidente grave, comunque, né da una parte né dall'altra. Tutto impegno mobilità e velocità di gioco della Triestina, che non era certo in una delle sue migliori giornate. E decisamente sfortunata la prova del Torino che a denti stretti ha lottato vanamente per riprendersi dall'infortunio di cui era rimasto vittima proprio ad inizio di partita.