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Marassi
23/09/1956
h.16.00
SAMPDORIA - TORINO 1-0 (0-0)
Sampdoria
: Bardelli, Farina, Agostinelli, Martini, Bernasconi, Vicini, Conti, Ocwirk, Firmani, Tortul, Agnolletto. All.: Rava.
Torino: Rigamonti, Grava, Brancaleoni, Rimbaldo, Grosso, Ganzer, Armano, Ricagni, Pellis, Bodi, Bertoloni. All.: Baldi.
Arbitro: Piemonte di Monfalcone.
Reti: Firmani 83'.
Spettatori: 33.000 circa.
Note: Ammoniti Bertoloni, Rimbaldo e Tortul per gioco scorretto; calci d'angolo 8-5 per la Sampdoria; forte vento di tramontana che ha favorito il Torino nel primo tempo e i padroni di casa nella ripresa.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 24 settembre 1956]
Per un punto Martin perde la cappa. Il Torino, sceso in campo col deliberato proposito di puntare al risultato nullo, è riuscito a tenere a bada l'avversario fino a 8 minuti dal termine della partita e poi, più casualmente che per altro, su un tiro di punizione, è caduto. L'avverbio casualmente riguarda il modo della caduta e l'episodio che ha dato luogo ai risultato e non toglie nulla ai meriti della Sampdoria, che ha dominato in lungo e in largo e che ha gettato sulla bilancia la sua superiorità tecnica per i tre quarti della durata dell'incontro, mostrando il solo torto di non sapersi districare dalla morsa difensiva e demolitrice in cui il Torino la teneva. Ma bisogna dire pure che dell'arma speciale a cui sono ricorsi, i granata hanno fatto un uso intelligente. Di quell'antipatico e mai entusiasmante mezzo tattico che è il catenaccio, essi si sono serviti con precisione ed attenzione. Hanno cominciato col delegare un uomo a guardia diligente e continuata di Ocwirk, il regista dell'attacco ligure: e Bodi ha imbrigliato letteralmente l'austriaco. In difesa, niente terzino volante, ma due centromediani che si alternavano e completavano l'opera di bloccare le vie del centro campo. Se si fa eccezione per i minuti finali, la preoccupazione principale dei torinesi nella giornata è stata quella di tamponare, arginare, frenare. Ma davanti, in una prima linea quasi sempre ridotta a tre uomini e anche meno, per le funzioni di ala tornante di Armano, ha operato un Ricagni in ottime condizioni di forma. Raramente abbiamo visto l'italo-argentino cosi efficiente. Controllo della palla eccellente, ottimo visione delle situazioni di gioco, fiato - cosa rara in lui - a dovizia; Ricagni fatto più smilzo e resistente all'usura è stata una delle figure di maggior risalto dell'incontro. Il pubblico, che era numeroso anche per il richiamo esercitato dalla vittoria di inconsueta misura ottenuta dai sampdoriani lo domenica precedente a Padova, ha fatto subito il viso dell'armi allo schieramento adottato dai granata. L'incontro s'è svolto fra le altisonanti disapprovazioni della gran massa degli spettatori per il comportamento degli ospiti: disapprovazioni che sono poi di colpo scomparse, per dar luogo a minuti di ansia, quando in sul finire dell'incontro il Torino, caduto in svantaggio, si è proiettato disperatamente in avanti e ha sfiorato più volte il pareggio. Di incidenti degni di rilievo non ne sono avvenuti, ma la partita è stata condotta in modo poco complimentoso dai giocatori di ambe le parti. A complicare le cose ha pattato un notevole contributo anche il vento. Un grecale che s'è trasformato poeti per volta in una tramontana fredda che, soffiando a raffiche intermittenti, prendeva d'infilata il campo, e imprimeva le più inattese deviazioni alla palla. Se a ciò si aggiunge un arbitraggio che, dopo di essersi preoccupato di frenare i giocatori in sull'inizio, è stato poi piuttosto impreciso nella ripresa, si comprenderà come il gioco abbia avuto uno svolgimento movimentato anzichenò. Le intenzioni del Torino apparvero subito evidenti quando il medesimo, chiamato nel primo tempo a giocare a favor di vento, invece di distendersi ampiamente all'attacco, si preoccupò di costituire uno sbarramento difensivo che togliesse ogni libertà d'azione all'avversario, non lasciando che qualche uomo in funzione di punta avanzata. Effettivamente i granata non dovevano eseguire un solo tiro pericoloso in porta nel corso dell'intero primo tempo, malgrado le circostanze ad essi favorevoli. Ma nonostante la superiorità territoriale dimostrata e la forte pressione esercitata, nemmeno i liguri portavano a conclusione alcuna il loro lavoro. Nella pania tesa loro dall'avversario essi cadevano decisamente e di accorgimenti per districarsi è sfondare non ne escogitavano affatto. Di occasioni per segnare essi se ne videro comunque presentare tre: e le mancarono tutte. La prima in realtà se non la raccolsero fu per l'esclusivo e miracoloso intervento del portiere granata. Su un lungo centro eseguito da Ocwirk, Tortul rovesciava in rete con forza e precisione, e Rigamonti rispondeva con una spettacolosa parata alta. Doveva essere questo l'episodio saliente del primo tempo, come più tardi, primo Ocwirk e poi Conti, mancavano per precipitazione il primo e per esitazione il secondo le occasioni che si erano loro presentate. Nulla di fatto quindi all'intervallo. Alla ripresa gran ressa nell'area di rigore granata. Vento aiutando i sampdoriani si prodigavano all'attacco. Senza successo però, che di azioni non ne potevano imbastire, di fronte al muro chiuso in cui urtavano, ed i tiri di punizione Rigamonti li parava tutti. Il pubblico urlava sempre più, ma poco per volta la forza di propulsione delle ondate offensive dei padroni di casa diminuivano. Il Torino poteva così trasferire in zona meno pericolosa, verso la metà campo cioè, il suo sbarramento difensivo. Appunto allora doveva avvenire l'episodio decisivo dell'incontro. Si era al 37'. Punizione contro i granata, sulla loro destra. Tirava alto e trasversalmente Vicini. Ocwirk sfiorava di testa compromettendo il portiere, e, ancora di festa, Firmani infilava in rete. Viste respinte le proprie proteste per il fuorigioco di Firmani, il Torino partiva decisamente all'attacco e subito, da un rimpallo tra Farina ed Armano, usciva un tiro pericolosissimo per Bardelli. Non era tutto, era viceversa il segnale di un piccolo bombardamento. La attesa dei liguri doveva vedersela brutta su tiri a ripetizione di Bodi, Ganzer e di un po' di tutti. Bel finale del Torino e gran sospiro di sollievo del pubblico sampdoriano al segnale di chiusura.