WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Vomero
13/01/1957
h.14.30
NAPOLI - TORINO 2-1 (0-0)
Napoli
: Bugatti, Comaschi, Greco II, Morin, Franchini, Posio, Vitali, Beltrandi, Vinicio, Pesaola, Brugola. All.: Amadei.
Torino: Rigamonti, Grava, Brancaleoni, Ganzer, Grosso, Rimbaldo, Arce, Armano, Jeppson, Ricagni, Tacchi. All.: Baldi.
Arbitro: Menchini di Udine.
Reti: Pesaola 66', 86' rig. (N), Tacchi 76' (T).
Spettatori: 30.000 circa.
Note: Pioggia per tutta la durata dell'incontro con qualche breve pausa nel secondo tempo, espulso Grava all'83' per reiterate proteste nei confronti dell'arbitro. Al 38' Armano ha fallito un calcio di rigore calciando la palla fuori, calci d'angolo 8-2 per il Napoli.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 14 gennaio 1957]
Il Torino ha perduto. Prima per colpA sua e poi per colpa dell'arbitro. Per colpa sua in quanto ha sperperato alcune ottime occasioni nel primo tempo. Armano addirittura, ha tirato fuori un sacrosanto calcio di rigore. Attraverso questi sciupìi, il Torino ha anche logorato le sue energie e nella ripresa, quando le cose si sono messe al brutto per la insufficienza del direttore di gara, non ha potuto far fronte validamente alla rabbiosa offensiva del Napoli, sostenuto per giunta da un pubblico inviperito per le topiche arbitrali. I granata hanno finito col soccombere nella più confusa e discutibile azione: quella del penalty finale che ha dato la vittoria agli azzurri. L'arbitro Menchini di Udine si è trovato alle prese con una partita troppo importante per il suo valore e ha finito col perdere la bussola in più di un'occasione. Porse, facendo i conti con la bilancia dell'orafo, si può anche giungere alla conclusione che egli errori sono stati spartiti con mentalità salomonica tra l'una e l'altra parte. Tuttavia non è da escludere che le urla furibonde degli spettatori abbiano determinato nel direttore di gara una specie di stato di choc tanto da indurlo a con cedere la massima punizione contro i granata a un minuto dalla fine, con la quale il Napoli ha realizzato il gol della vittoria! Su un terreno reso viscido e ingannevole dalla pioggia che è cominciata a cadere in mattinata, e ha deliziato giocatori e pubblico per quasi tutta la partita, il Torino, contrariamente alle aspettative degli ultimi risultati negativi, ha dimostrato di possedere una notevole vitalità. Il primo tempo del granata è stato senz'altro buono. I rilanci erano sempre lunghi e creavano corridoi pericolosi in area partenopea, costringendo i difensori azzurri a lunghi e disperati ricuperi. Arce è stato il più pericoloso mentre Jeppson, attesissimo dal pubblico, pur dimostrando di non possedere più lo scatto che lo rese celebre in questo stesso terreno di gioco, ha confermato di avere sempre lucidità di idee e pronta aderenza alle esigenze del momento. In questo periodo iniziale il Torino è stato vicino al successo per lo meno tre volte. La prima all'8' di gioco su azione di Arce, che quasi dal limite indirizzava violentemente verso la rete. Il portiere azzurro sembrava già battuto, ma con un balzo di reni riusciva a deviare la palla oltre la traversa. Al 25' Ricagni, sfuggito a Posio, è tutto solo o ormai in corsa verso Bugatti. Giunto poco dopo entro l'area piazza un tiro violentissimo che, Bugatti tuttavia riesce a parare magnificamente in tuffo. La terza e più clamorosa occasione mancata dal Torino si è avuta al 89' di gioco, quando in seguito a due calci d'angolo insidiosissimi, Arce ha piazzato uri colpo di testa che aveva ormai inesorabilmente battuto Bugatti. Comaschi, sostituitosi al portiere, ha rimediato deviando di pugno la palla. Il conseguente penalty è stato tirato da Armano di pochi centimetri fuori del montante a destra di Bugatti e le squadre sono rientrate negli spogliatoi per il riposo sullo 0 a 0. Nella ripresa il Torino si è schierato più chiuso che non nel primo tempo. Ricagni ha mostrato di non essere più lui e si è fatto massaggiare per due volte al bordi del campo. Gli azzurri hanno segnato al 21' su azione sorta da calcio di punizione. In seguito ad un intervento di Grava, che tentava di colpire di piede mentre Vitali intercettava di testa, l'arbitro ordinava la punizione contro il Torino. Il tiro era affidato a Beltrandi, che alzava la palla in parabola su un mucchio di giocatori ammassati a sinistra dello schieramento d'attacco. La palla sfiorava la testa di tutti e urtava contro un giocatore torinese, che ci è parso Grava, andando a finire sui piedi di Pesaola. Questi avanzava di qualche passo e tirava deciso a rete. Lungo la strada la sfera incontrava il corpo di Grosso (alcuni dicono anche un braccio) e la deviazione, sia pure lieve, metteva fuori causa Rigamonti. La palla finiva in rete. Sullo 0 a 1 il Torino al proiettava all'attacco. Gli scontri erano piuttosto duri, aggravati dalle condizioni del terreno. Ad un certo momento Vinicio, spostato sulla sinistra, indirizzava in rete un bellissimo pallone che lungo la strada incontrava Rimbaldo all'altezza del volto. Istintivamente il giocatore alzava le braccia e respingeva il pallone: l'arbitro faceva segno di proseguire, fra le violente proteste del pubblico e anche dei giocatori azzurri. Le cose si complicavano poco dopo. 28° minuto. Su discesa di Arce, spostato al centro, la palla finiva sulle braccia di Morin accorso nel tentativo di fermare il diabolico paraguayano. L'arbitro ordinava la punizione dal limite. Fintavano prima Ricagni e poi Arce e infine Tacchi, venuto da lontano, piazzava un tiro. Violentissimo che urtava di striscio il partenopeo Franchini, allineato con gli altri per far bar riera, e. finiva in rete. Da questo momento la partita è diventata incandescente. Ad ogni ruzzolone partenopeo il pubblico reclamava punizioni e rigori. Al 36° Vitali veniva in collisione con un avversario e cadeva in piena area. Il pubblico reclamava il calcio di rigore, ma l'arbitro metteva la palla sulla linea. L'esasperazione aumentava e un minuto dopo Menchini espelleva Grava per un diverbio con Vitali. Nel finale il Torino subiva due calci d'angolo. Sul secondo, al 44%deg;, la palla, alzata da Pesaola, coglie un mucchio di persone dinanzi alla rete granata. Salta Vinicio, ma manca in pieno e in suo soccorso giunge Brugola, che calcia decisamente. La palla urta contro una massa di giocatori e torna in campo, mentre i napoletani protestano violentemente. Dalle tribune poco si è visto; si è poi appreso negli spogliatoi, dai giocatori partenopei, che sul tiro di Brugola un braccio di Ricagni avrebbe intercettato la palla proprio sulla linea. I torinesi sono di parere contrario; ma il signor Menchini stavolta era deciso ed energico e concedeva la massima punizione in favore del Napoli. Un po' di conciliabolo fra gli azzurri e finalmente Pesaola si assumeva la responsabilità del tiro dal dischetto del rigore. Uria finta e una violenta staffilata che entrava pazza in rete a sinistra di Rlgamonti. Le note di cronaca, che necessariamente abbiamo dovuto diluire, dicono chiaramente come il Torino sia passato dalla possibilità d'una' vittoria clamorosa a una sconfitta che è regolare solo se è regolare il rigore. Ma comunque stiano le cose, è certo che il Torino ha lasciato il terreno del Vomero testa alta. Ci sono alcune sconfitte ricche d'insegnamenti e di significato. Questa ad esempio, che, pur togliendo un punto alla squadra granata, può e deve tranquillizzare i suoi sostenitori.