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Comunale di Firenze
17/02/1957
h.15.00
FIORENTINA - TORINO 1-0 (0-0)
Fiorentina
: Toros, Segato, Cervato, Scaramucci, Rosetta, Orzan, Julinho, Gratton, Taccola, Montuori, Padani. All.: Bernardini.
Torino: Rigamonti, Grava, Cuscela, Fogli, Grosso, Ganzer, Armano, Ricagni, Bacci, Tacchi, Bertoloni. All.: Marjanovic.
Arbitro: Guarnaschelli di Pavia.
Reti: Julinho 65'.
Spettatori 28.000 circa per un incasso di 11 milioni e mezzo di lire.
Note: Pomeriggio quasi primaverile, terreno allentato. La Fiorentina scende in campo con una divisa verde, calci d'angolo 6-5 per la Fiorentina. Con questo insuccesso, il Torino, giace malinconicamente ultimo in fondo alla classifica.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 18 febbraio 1957]
Due squadre in crisi, per dirla con un termine di moda; l'una perché non si trova più insediata al primo posto, l'altra perché non riesce ad allontanarsi dall'ultimo. Incomplete ambedue, hanno dato luogo ad una partita caotica, senza capo né coda, di levatura tecnica scadentissima. In essa il colpo decisivo al risultato ha finito per darlo, ancora coll'aiuto della sorte, l'unico attaccante calmo e chiaroveggente, il brasiliano Julinho. Il Torino si è presentato in campo senza Arce e senza Jeppson e con Fogli in veste di mediano destro, non avendo avuto Bodi il permesso militare e trovandosi Rimbaldo indisposto. Ricompariva invece l'ala sinistra Bertoloni. Un'ala per modo di dire, non occasionalmente rientrante, ma permanentemente arretrata; un'ala che dimostrò subito di essere in campo come difensore, commettendo proprio in apertura di gioco un palese fallo di mani nella sua area di rigore, fallo sul quale l'arbitro volle chiudere benignamente un occhio. Difesa ad oltranza quella del Torino. Cuscela dietro a tutti, come battitore libero - un Cuscela nettamente migliorato sulle ultime prestazioni - Grosso piazzato qualche passo davanti a lui, Ganzer arretrato e le due ali Armano e Bertoloni a completare lo sbarramento difensivo. Davanti non rimasero che Ricagni, Bocci e Tacchi, i quali nel primo tempo fecero quel poco che poterono. Cioè molto poco, quasi nulla, dato che non riuscirono nemmeno una volta a disturbare il portiere dei fiorentini. I padroni di casa, largamente incompleti anche loro, com'è noto, aprirono rincontro in tono forte, attaccando con continuità ed irruenza, come per dimostrare un loro ritorno alla piena salute tecnica e fisica. Il loro primo quarto d'ora fu quanto di meglio si vide nel corso dell'intero incontro e il Torino corse subito pericoli su pericoli. Venne per primo l'episodio di Bertoloni, a cui abbiamo accennato: un pallone fermato con le mani alte, sopra la testa, di modo che il fallo fu visto da tutti, un buon mezzo metro entro all'area. Bertoloni stesso si affrettò a portare la palla al di qua della linea, e l'arbitro, forse impietosito, forse per non essere lui a decidere del risultato dell'incontro fin dalla prima battuta, accettò la versione del granata, malgrado le vivaci proteste dei giocatori locali e del pubblico. Seguì tutt'una filza di calci d'angolo, poi venne un palo e diversi e svariati salvataggi in extremis. Non fu che verso la metà del tempo che gli ospiti poterono districarsi dalla morsa in cui erano tenuti, ma nemmeno allora non riuscirono ad imbastire delle discese meritevoli della qualifica di vere offensive, Qualche azione diversiva che permetteva ai molti uomini delle linee arretrate di prendere un po' di fiato di tempo in tempo, e fu tutto. L'intero primo tempo, si può dire, si svolse sotto il segno della superiorità dei fiorentini. Una superiorità netta nel senso territoriale, ma, se si eccettua il primo quarto d'ora, priva di ordine, di stile e di senso pratico. Dopo una ventina di minuti i fiorentini, pur continuando a dominare, già giocavamo alla carlona, sbagliando passaggi, combinazioni e tiri. Unico uomo che tenesse la testa sul collo, il già menzionato Julinho, che girava per il campo nel tentativo di mettere in moto una macchina che non voleva saperne di funzionare a dovere, Questa macchina minacciava addirittura di incepparsi all'inizio della ripresa. E allora il Torino prendeva animo e riusciva finalmente a sviluppare qualche azione pericolosa. Il primo tiro in porta dei granata si verificava ad opera di Ricagni, dopo una decina di minuti, e mancava di poco il bersaglio. Messa in allarme la Fiorentina aveva allora quel ritorno di fiamma che doveva portarla in vantaggio. Periodo di nutrita offensiva dei toscani. Parodi, che non aveva fatto gran che fino ad allora e che poco di concreto doveva fare anche in seguito, andava a finire sulla destra, sostenuto da Scaramucci, accorso in suo aiuto, Scaramucci stesso concludeva ad un certo punto la lunga schermaglia con un forte centro a filo d'erba. Era piena zeppa l'area di rigore granata in quel momento, eppure la palla passò fulmineamente senza toccare nessuno e giunse all'altro estremo dell'area ristretta, dove se ne stava appostato Julinho, che altro non ebbe a fare che di sospingere in rete da tre o quattro metri. Si era esattamente alla metà del secondo tempo. Il Torino, che aveva lottato con coraggio sempre maggiore, rimase per qualche poco interdetto e scoraggiato, ed in quello spazio di tempo per poco - un palo colpito da Montuori - non vedeva aumentare il suo svantaggio. Poi riprendeva animo, si rimboccava le maniche ed andava all'arrembaggio nel tentativo di stabilire la situazione. E per poco non ci riusciva. Era la volta della difesa fiorentina quella, di ballare come una nave in tempesta. Cervato si salvava spesso ricorrendo ad interventi fallosi. Reggeva Orzan, che dall'inizio della ripresa aveva preso il posto di Rosetta, duramente toccato ad una spalla. Ma le occasioni per il pareggio non mancavano affatto. La migliore si presentava a Tacchi che, trovato uno spiraglio, sparava precipitosamente invece di avanzare a colpo sicuro. L'incontro terminava così in modo contrario a quello con cui era cominciato: coi granata ad attaccare e a premere senza successo, cioè.