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Comunale di Vicenza
03/03/1957
h.15.00
L.R.VICENZA - TORINO 1-2 (1-1)
L.R.Vicenza
: Sentimenti IV, Giaroli, Capucci, David, Lancioni, Turchi, Manente, Lojacono, Cappellaro, Aronsson, Motta. All.: Andreoli.
Torino: Rigamonti, Grava, Cuscela, Rimbaldo, Grosso, Ganzer, Armano, Fogli, Jeppson, Bertoloni, Tacchi. All.: Marjanovic.
Arbitro: Maurelli di Roma.
Reti: Bertoloni 10' (T), Turchi 39' (V), Armano 63' (T).
Spettatori: 9.000 circa.
Note: Al 35' Armano ha fallito un calcio di rigore calciando la palla sul montante. Giornata fredda ma soleggiata, terreno in ottime condizioni, calci d'angolo 3-3.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 4 marzo 1957]
Quando alla fine, della stagione si trarranno le somme, il Torino potrà, se gli eventi gli saranno tornati favorevoli, apprezzare al suo giusto valore i due punti di classifica messi al suo attivo a Vicenza. Li apprezza sin d'ora, senza alcun dubbio, ma allora potrà dire - sempre che tutto gli vada bene - che essi sono stati quelli della salvezza. Prima di tutti essi sono stati meritati in pieno. La squadra granata ha giocato bene, tecnicamente nel corso del primo tempo, moralmente per la intera durata della partita. Ha lottato per vincere e ha vinto. Appena iniziato l'incontro essa ha fatto assumere a Ganzer il posto e la responsabilità del centromediano sistemista, ha retrocesso Fogli a sostituire Ganzer come laterale, ha avanzato Grosso a fungere da attaccante arretrato o da centro mediano metodista che dir si voglia. E questo schieramento ha mantenuto per quasi tutto l'incontro: sola variante Cuscela, che nel secondo tempo. un po' perché zoppicante, un po' perché gli era venuto a mancare l'avversario diretto, ha acquistato libertà di manovra e ne ha approfittato. Nessun terzino volante, nessuna tattica di demolizione preconcetta o prestabilita. Un gioco invece che aggressività ha acquistato, e aggressività, salvo rari istanti, ha mantenuto. E una volontà di ben fare, che avrà messo a dura prova le condizioni fisiche di tutti, ma che ha finito per salvare tutto. Perché i granata, la partita hanno finito per vincerla due volte, il lato svantaggioso del risultato non avendolo visto mai. Sull'uno a zero a loro favore, si sono visti prima negare un rigore per un fallo su Jeppson e poi attribuirne uno per un mani plateale di David. E lo hanno sbagliato, come vedremo, con Armano. E quasi in reazione si sono fatti raggiungere dall'avversario a mezzo di una rete di Turchi più insulsa che mai. Dal due a zero che poteva essere decisivo, si sono visti ridurre a uno a uno. Hanno ristabilito la distanza prima della metà della ripresa, tramite Armano che per suo conto personale ha così nei riguardi della squadra e del risultato rimesso le cose a posto; e da allora non si sono fatti riacciuffare più. C'entra nell'esito dell'incontro il comportamento disordinato e convulso dell'avversario - questo in modo incontestabile - ma egualmente incontrovertibile rimane il fatto che il giaco più pratico, più positivo e anche più lineare e stato il Torino a svolgerlo e che il risultato ha finito per essere, tutto considerato, una conseguenza del gioco stesso. La giornata era serena e l'aria, malgrado il sole, rosea e quasi frizzante. Ed il pubblico era rappresentato da una decina di migliaia di persone che si sono portate egregiamente. Parecchia gente aveva seguito la squadra da Torino con stendardi e gonfaloni, e nessun incidente degno di particolare rilievo ha turbato lo svolgimento dell'incontro. Il terreno, allentato alquanto, si presentava in buone condizioni. Senza ricorrere a toni forti, il Torino incominciò bene, i primi venti minuti di gioco rappresentano il suo miglior periodo di tutto l'incontro. Vi era ordine nella squadra sia in attacco come in difesa. E le situazioni venivano sfruttate, e le due ali in modo particolare la sinistra, ricevevano lavoro quanto ne potevano desiderare. E dopo una decina di minuti il contegno rettilineo dei granata già riceveva il compenso di un goal. Ricevendo un bel passaggio dal centro, Tacchi se ne andava via veloce e terminava mettendo la palla in area, con un tocco breve e preciso. Sulla palla piombava completamente libero da marcatura la mezz'ala Bertoloni che sorprendeva il portiere Sentimenti mentre stava uscendogli incontro, e spediva con tutta semplicità in rete. La reazione dei vicentini pure impetuosa com'era non faceva che mettere in mostra la saldezza della difesa granata nella quale Ganzer si distingueva per calma e precisione d'interventi. Le offensive del Torino si facevano allora più rade, conservandosi però sempre incisive. E su una di queste, nella seconda metà del tempo, si giungeva al rigore a cui già di è accennato. In realtà un caso meritevole della massima punizione a danno dei padroni di casa già si era verificato proprio nello stesso punto del campo, quando Jeppson era stato spedito a terra con un bell'incrocio di piedi. Ma l'arbitro si era tolto d'impaccio concedendo un semplice calcio d'angolo. Questa volta però il fallo era troppo chiaro per essere negato: il mediano laterale David che respingeva la palla con le mani all'altezza della testa. Tira Armano o tira Tacchi? Ci si decide per il primo. E questi indirizza un pallone basso, non forte ma preciso, verso l'angolo della rete sulla destra di Sentimenti. Troppo preciso, il tocco. A portiere già battuto la palla urta nello spigolo del montante, torna indietro, finisce nel groviglio subito formatosi e viene respinta lontano. Passano pochi minuti e quasi ancora sullo slancio della reazione, i vicentini avanzano e pareggiano. E' Turchi, l'ex juventino, che su una situazione banale devia la palla con un colpo di testa verso l'angolo della porta granata a destra di Rigamonti. Il portiere guarda e non si muove, come convinto che il tiro debba finire a lato. Invece la palla picchia nella base del palo e finisce in rete. Gli Scherzi della sorte negli incontri di calcio: capovolgimento di scena in due battute di pochi minuti. Sul due a zero forse tutto sarebbe già stato deciso. Ritornate le due squadre in campo per la ripresa, il Vicenza parte deciso e domina. Domina e pur tentando di concludere con tiri che partono essenzialmente dal piede di Lojacono, l'oriundo, non segna. Rigamonti è vigile, e a un dato punto, si procura una dolorosa contusione a un fianco per, un duro scontro con Motta, e l'intera difesa degli ospiti, pur non dando più prova della sicurezza o della precisione del primo tempo, si moltiplica e regge. L'attacco granata è ridiventato un po' quello dei tempi - recenti tempi – del catenaccio, ed avanza quando può e come può, con gli uomini che gli rimangono disponibili. Su una di queste sporadiche offensive, Bertoloni, ben servito da Tacchi, centra alto e breve, arriva da lontano Armano che si presenta solo davanti al portiere. Sentimenti crede di intuire che il pallone venga spedito sulla sua sinistra e in tale direzione si allunga: Armano invece devia sulla destra ed il gioco è fatto. Tutta la squadra vicentina catapultata in avanti allora, con un arruffio solenne che dura più di venti minuti e che lascia le cose corno stanno. Il Torino pure stanco e scosso non cede. E se Grosso fosse un vero attaccante, esso aumenterebbe ancora il suo vantaggio, proprio nei minuti finali. Basta così, per allontanare i torinesi anche dal penultimo posto della classifica.