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| Olimpico di Roma |
| 09/06/1957 |
| h.16.00 |
| LAZIO - TORINO 2-2 (2-1) Lazio: Lovati, Morino, Eufemi, Carradori, Pinardi, Moltrasio, Tozi, Burini, Bettini, Vivolo, Selmosson. All.: Carver. Torino: Rigamonti, Cuscela, Brancaleoni, Fogli, Ganzer, Pellis, Armano, Jeppson, Ricagni, Bacci, Bertoloni. All.: Marjanovic. Arbitro: Garan (Turchia). Reti: Selmosson 10' (L), Bettini 16' (L), Armano 41' (T), Bacci 75' (T). Spettatori: 35.000 circa. Note: Cielo sereno, giornata calda, terreno in ottime condizioni; calci d'angolo 7-6 a favore del Torino. Arbitra l'incontro Garan della Federazione turca, in seguito ad un accordo tra federazioni: per tale accordo, l'arbitro Piemonte di Monfalcone, si recherà in turchia per arbitrare la finale del campionato locale. Cronaca [Tratto da La Stampa del 10 giugno 1957] Bella e per nulla fortunata la partita del Torino. Il quale si è trovato dopo poco più di un quarto d'ora a perdere per due reti a zero. Due reti irregolarissime come diremo subito, frutto come sono state di due sballatissime decisioni dell'arbitro. Prendendo a giuocare contro corrente e portandosi tecnicamente meglio dei loro avversari, i granata partivano allora al contrattacco e poco prima del riposo di metà tempo già riuscivano a ridurre alla metà il distacco. Perseveravano nello sforzo alla ripresa e, dopo di aver ripetutamente sfiorato il pareggio, lo acciuffavano finalmente a un quarto d'ora dal termine dell'incontro. Continuavano ancora e il successo definitivo sfuggiva loro per un soffio in più di un'occasione. E, come per ribadire il merito del risultato realizzato dagli ospiti, il pubblico laziale dava sfogo al suo malcontento per il comportamento degli azzurri locali - o assieme per la situazione interna della squadra - con una chiassata ai danni prima e a favore poi di Siliato, il presidente del sodalizio. Come è diventato ormai consuetudine nell'allegro mondo del calcio italiano. Raccontiamo la partita nei suoi episodi salienti. Dopo due precipitosi tiri fuori bersaglio di Vivolo, la Lazio andava in vantaggio al 10° minuto. Tozzi filava via sulla destra e mandava al centro un bel pallone alto. Selmosson, accorso dall'altra ala, se ne stava in attesa tutto libero e al di là di tutti, sulla destra di Rigamonti: e il guardialinee agitava la bandiera per il fuori giuoco. Nel suo tentativo di parata, il portiere non sapeva far altro che rimettere la palla proprio sui piedi dello svedese. E questi, con tutta tranquillità, spediva in rete. Primo pulito irregolare. Perché è vero che Rigamonti aveva rimesso in giuoco Selmosson, ma il fuori giuoco era preesistente, e segnalato, alla giuocata. L'arbitro accettava per valida la rete, non voleva sentir ragioni non solo, ma ammoniva chi reclamava. Sei minuti dopo, su un secco contrattacco, Bettini al centro del campo puntava dritto sulla porta granata. Affrontato da Ganzer, egli spostava senz'altro l'avversario con le mani, continuava la corsa e segnava. L'arbitro che aveva chiaramente e visibilmente portato il fischietto alla bocca in un primo tempo, cambiava idea e convalidava il punto. E così il Torino venivo a trovarsi in svantaggio per due reti fasulle. I granata si vendicavano allora col tipo di giuoco che sfoderavano. Da quel momento infatti la Lazio più non poteva vantare che un palo di Bettini e un tiro fuori bersaglio di Selmosson mentre il Torino, giuocando ogni momento meglio, attaccava, si imponeva, poneva in imbarazzo gli avversari, sbagliava alcune buone occasioni, finché a quattro minuti dall'intervallo riusciva a diminuire la distanza. Due precisi tocchi di Ricagni e di Bacci e Armano veniva servito in piena area mentre si trovava in posizione di mezz'ala sinistra e con le spalle rivolte alla porta. Seccamente il granata girava su se stesso e spediva in rete. Faceva 2 a 1. Si passava alla ripresa e Rigamonti doveva parare subito, gettandosi nei piedi di Bettini: e subito dopo Tozzi dapprima e Vivolo in seguito mancavano due facili occasioni. Era quello che ci voleva per richiamare all'attività il Torino. Malauguratamente Brancaleoni, beccandosi una pallonata al basso ventre rimaneva in campo dolorante. Ma l'attacco, tenendo la palla a terra, prendeva a snodare azioni una più limpida dell'altra. Ecco Jeppson che con un forte tiro ottiene un calcio d'angolo, ed ecco Bocci che colpisce il palo. Tenta ancora Bacci e al terzo tentativo riesce nello scopo. Al 30' il toscano riceve la palla proveniente da un lungo traversone dalla sinistra, mentre egli si trova in posizione di ala destra. Bacci avanza di qualche passo e spara forte, a mezz'altezza, sulla sinistra del portiere. Il tiro è pieno d'effetto e alla giusta altezza si incurva verso il montante, sfuggendo al tentativo di parata di Lovati. Gli abbracci dei compagni quasi soffocano l'autore del bel tiro. Ora che lo hanno nelle mani, il pareggio, i granata non se lo lasciano scappare più. Giuocano con rinnovata energia per il quarto d'ora che manca al fischio finale e Jeppson che ha nei piedi la palla della vittoria si lascia sfuggire l'occasione per voler passare a Bertoloni, invece di avanzare nello spazio libero e concludere con un gran tiro. E così i granata si fermano sul due a due - che è un successo morale - giuocando largamente incompleti sul campo di un avversario fra i più agguerriti. E il pubblico se la prende allora con Siliato, il presidente della Lazio, e inscena una gran gazzarra contro l'uomo che dai limiti del campo fa cenno di voler parlare e non ci riesce, e, sulla porta degli spogliatoi, si salva col grido di ''Viva la Lazio'', una specie di ''Viva noi'' a cui tutti, anche i più esasperati, si uniscono. Salmi che finiscono in gloria come è in uso nel nostro Paese. Ciò mentre il Torino, arcilieto della prova fatta, gongolante infila la via del ritorno. |
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