WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
San Siro
08/09/1957
h.16.00
INTER - TORINO 0-0
Inter
: Ghezzi, Fongaro, Vincenzi, Invernizzi, Bernardin, Venturi, Pamdolfini, Massei, Angelillo, Dorigo, Skoglund. All.: Carver.
Torino: Rigamonti V., Grava, Brancaleoni, Bonifaci, Ganzer, Bearzot, Armano, Fogli, Ricagni, Bacci, Bertoloni. All.: Marjanovic.
Arbitro: Adami di Roma.
Reti: -
Spettatori: 50.000 circa.
Note: Giornata calda e soleggiata, tipicamente estiva. Al 3' del primo tempo, il portiere del Torino Rigamonti V., in seguito ad un'uscita tempestiva sull'interista Skoglund, batteva violentemente la testa sul gomito del terzino granata Grava, rimediando un forte trauma cranico. Svenuto per la forte botta, veniva trasportato al bordo del campo per le cure. Rimediata una maglia nera simile a quella del portiere, l'ala Bertoloni prendeva posto in porta rimanendovi, imbattuto, sino al 15', quando, ancora stordito, ritornava in campo il portiere granata.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 9 settembre 1957]
Ad un quarto d'ora dal termine di Inter-Torino sfiorata la sorpresa clamorosa. Cinquantamila persone sono sugli spalti. Le ha in gran parte richiamate il desiderio di ammirare il forte attacco nerazzurro. I cinquantamila sono passati dall'entusiasmo alla perplessità, e da questa alle proteste ed al fischi. Ora, però, tacciono di colpo: Bertoloni sta segnando. Eccolo che avanza in area, su lancio di Fogli. Fongaro e un altro difensore gli si fanno incontro. Bertoloni li scarta e tira. Bel tiro. La palla fila dritta in fondo alla rete. Armano, che si trovava sulla traiettoria è riuscito a saltarla. Il guaio sta proprio qui, non nel salto, naturalmente, ma nella posizione di Armano. Egli si trovava infatti dietro alle spalle dei difensori. Non ha partecipato all'azione del compagno, ma il particolare non conta. E' fuori-gioco di posizione. L'arbitro lo rileva e tronca i salti di gioia di Bertoloni, annullando il goal. Disavventura. Una tegola è caduta sulla squadra più brava. Senza di essa il Torino sarebbe uscito dallo stadio vincitore. Sarebbe anche stato applaudito perché a Milano competenza calcistica e senso sportivo non scompaiono di fronte al tifo. I cinquantamila di San Siro da tempo avevano, preso in simpatia il Torino, esattamente al terzo minuto di gioco, quando i granata avevano dovuto far ricorso a tutto il loro impegno per controbilanciare lo svantaggio dell'assenza del portiere titolare. Rigamonti si era precipitato su Skoglund ad aveva incassato una violenta gomitata da Grava. Colpo involontario ma secco al parietale destro. Trasportato a braccia ai limiti del campo il portiere era rimasto quasi un quarto d'ora in stato di choc. Quando è tornato in sé non ricordava neppure l'incidente. In questo periodo Bertoloni ha cambiato la maglia granata numero undici, con quella nera numero uno da estremo difensore ed ha salvato la partita. Al 14' Skoglund giungeva a pochi passi dalla rete e passava di precisione ad un compagno. Con un tuffo preciso Bertoloni sbalordiva avversari colleghi e forse anche se stesso (era esattamente dall'età di 15 anni che l'attaccante granata non giocava in porta). Ad ogni modo la palla era lì inchiodata al suo petto. L'intervento - come si è detto - rappresenta uno dei due fattori decisivi della gara. L'altro si chiama Inter. E' più semplice risolvere una equazione a più incognite che capire l'atteggiamento dei nerazzurri nel periodo iniziale. Essi avevano tre frecce d'attacco, rispondenti ai nomi altisonanti di Skoglund, Angelillo e Massei. Avevano alle spalle Invernizzi completamente smarcato. Erano in undici contro dieci e sapevano bene chi difendesse la porta del Torino. Una pressione a fondo, una valanga di tiri contro l'ala sinistra costretta a fare da portiere sarebbero apparse naturali. No. L'Inter ha continuato a difendersi (contro chi?) ed a mantenere quattro uomini per controllare Bacci. Nemmeno nei suoi momenti di euforia il pur bravo attaccante granata, sceso in campo con un cerotto a ricordo della testata ricevuta nell'incontro con il Tolosa, deve aver pensato di meritare l'onore di una simile vigilanza speciale. Ad ogni modo così si è comportato l'Inter, completando la manovra col tenere Dorigo a metà campo in qualità di regista, e col non assegnare compiti precisi a Pandolfini. Il Torino non chiedeva di meglio. Passato il periodo del portiere improvvisato, tornato Rigamonti tra i pali, l'undici di Marjanovic ha ripreso il suo schieramento tipo con Ricagni abile suggeritore di azioni. L'Inter ha creato ancora al cune azioni pericolose, specialmente con Skoglund - fin che è rimasto in fiato - e con Angelino. Nella ripresa ha perfino colpito un palo (centro preciso del solito inafferrabile Skoglund e deviazione di testa di Massei) e si è avuto un tiro di Invernizzi respinto da Oanzer sulla linea bianca, ma pesando il pro e il contro del lavoro offensivo compiuto dalle due compagini si vede la bilancia pendere in favore dei granata. Al Torino hanno ieri portato fortuna ì rossi fiori offerti da Miss Italia e Miss Cinema La blonda Beatrice Faccioli e la bruna Milena Zini avevano appena terminato di guidare il pensiero ai giocatori e pubblico lontano dal fatto importante, costituito dall'inizio del campionato 1957, quando l'Inter ha dato il calcio d'inizio. Non è certo il caso di fare la cronaca di questo confronto, gli episodi più importati sono noti: incidente a Rigamonti al 3' e nella ripresa palo di Massei al 22' e rete di Bertoloni, annullata al 30'. Si possono aggiungere all'elenco il tiro a lato di Armano al 22' del primo tempo, lo scatto di Angelillo pochi istanti dopo, un'occasione sfuggita a Fogli al 40' (mira troppo alta) un tiro di Massei passato pure sopra la traversa al 44', ed infine il regalo di Bertoloni a Ghezzi. Solo e senza avversari il granata, causa il falso rimbalzo del pallone, ha mandato la sfera tra le braccia del portiere interista. Nella ripresa i nerazzurri sono passati decisamente all'attacco e per una decina di minuti hanno rudemente impegnato i difensori granata. Poi il Torino è tornato a dirigere la partita. Quanto prezioso l'apparente perditempo di Ricagni fedele al vecchio slogan, ''fin che il pallone l'ho io non lo prendono gli avversari!''. Grava più fresco di Skoglund dominava il più pericoloso elemento della prima linea nerazzurra e Bonifaci aveva un ''crescendo'' impressionante, surclassando gli stanchi interisti. L'Inter, pur nel la gara sbagliata, si è battuta però fino all'ultimo. Al 36', anzi, Invernizzi impegnava Rigamonti nella parata più difficile della partita. Su respinta di pugno riprendeva lo stesso nerazzurro e questa volta i difensori granata respingevano sulla linea di porta. Al 44' Angelillo, scattato sulla destra con la sua falcata potente scoccava un tiro diagonale che ha sfiorato il palo. L'attacco tanto atteso, in definitiva non ha segnato. Per l'Inter, alla prima e poco fortunata esibizione in campionato, è bene non anticipare i commenti. Con un Venturi, un Angelillo, un Massei, uno Skoglund ed aggiungiamo il riconfermato e scattante Ghezzi la formazione deve offrire un'impressione di sicurezza ben maggiore. Ampio e completo riconoscimento invece al valore del Torino. La squadra ha un impianto preciso, conosce i suol limiti, ma rimedia alle manchevolezze con l'amalgama, la buona volontà e lo slancio. Ha i suoi uomini a posto, Ricagni, Grava, Bertoloni, il Bonifaci del secondo tempo; ha qualche altro in ruolo non suo. Fogli è e resta un mediano, anche se ieri ha dato ragione a Marjanovic, che vede nel diciannovenne calciatore la miglior mezz'ala provvisoria in attesa del ritorno del titolare. Qualche altro granata può ancora migliorare in rendimento. Comunque ieri il primo passo è stato compiuto con sicurezza. E dire che mancavano due punte avanzate della forza di Arce e Tacchi.