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Vomero
22/09/1957
h.16.00
NAPOLI - TORINO 3-0 (2-0)
Napoli
: Bugatti, Comaschi, Greco II, Morin, Franchi, Beltrandi, Brugola, Di Giacomo, Vinicio, Pesaola, Novelli. All.: Amadei.
Torino: Rigamonti V, Grava, Brancaleoni, Bonifaci, Ganzer, Bearzot, Armano, Fogli, Ricagni, Pellis, Bertoloni. All.: Marjanovic.
Arbitro: Campanati di Milano.
Reti: Vinicio 16', 23', Di Giacomo 58'.
Spettatori: 38.000 circa per un incasso di 20 milioni.
Note: Giornata splendida e calda, lievissimi incidenti per Vinicio, Pesaola, Beltrandi, Pellis e Fogli. Calci d'angolo 8-1 per il Napoli.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 23 settembre 1957]
Nulla da eccepire in quanto al risultato. Il Napoli ha vinto meritando di vincere. Ha fatto sfoggio di un gioco veloce e, innanzi tutto, più entusiastico. Ha corso di più, ha lavorato di più, ha fatto le cose a miglior proposito. Ed ha avuto, almeno nel primo tempo, un Vinicio in stato di grazia, un Vinicio quale da tempo più non si vedeva. La seconda rete del brasiliano, segnata al momento in cui la metà del primo tempo era appena scoccata, è stata un gioielli del genere; una cosa rara per i nostri campi di gioco, un capolavoro di tipo tutto sudamericano. Essa, questa seconda rete intendiamo, fu quella che mise effettivamente in ginocchio il Torino e che decise senza mercé delle sorti della giornata. Bisogna affrettarsi a soggiungere che quello che ha perso a Napoli è stato un povero Torino, una compagine tenue, priva di forza penetrativa e di idee concrete. La sua prima linea mancava ancora di Arce, di Bacci e di Tacchi. Fogli, che è stato, nella giornata, uno del migliori tecnici in campo, non possiede per il momento quelle doti di sfondatore che la situazione esigeva ed esige; ha fatto cose pregevoli, che non potevano esercitare alcun peso sul risultato dell'incontro. L'altra mezz'ala, Pellis, ha ripetuto in certo qual modo la prova che, sul proprio campo e otto giorni prima, aveva fatto, proprio nella sua posizione, un altro granata novellino: ha lavorato molto, non azzeccandone una. Ricagni ha girato su e giù per il campo, esaurendosi senza trovare né l'uomo da lanciare, né l'aiuto che cercava. Se si eccettuano gli istanti finali della partita, il settore di avanguardia, in tutti i novanta minuti, non è arrivato a creare un'occasione, né a sferrare un tiro, di cui si possa dire che, veramente, meritassero il successo; ha sempre trovato la via irrimediabilmente bloccata dalla difesa avversaria: una difesa chiusa e composta, nei momenti del pericolo, da sette o anche otto uomini. E la difesa torinese non si è portata meglio del suo attacco. La velocità, il ritmo, la mobilità dei partenopei l'hanno a tratti sconvolta e scombussolata. La terza rete, per esempio, l'unica subita nel secondo tempo l'ha disorientata. La rete è stata segnata in linea definitiva da quel motorino che è il nuovo acquisto Di Giacomo. Ma chi l'ha fabbricata sono stati in primo luogo i difensori granata. Urgono rinforzi di classe e di senso pratico nelle file dell'undici granata. Il vecchio campo del Vomero era pieno zeppo, per l'occasione. La soddisfacente marcia della compagine partenopea ha dato fuoco all'ambiente. Napoli sportiva non ha bisogno di molto per accendersi, ma in questo caso lo slancio, la buona volontà e l'entusiasmo di cui dà prova la squadra che ne rappresenta i colori giustificano le esplosioni di giubilo degli sportivi locali. Lo si vide subito che i giuocatori del Napoli erano in vena: dal modo in cui correvano in campo. Lottavano, e arrivavano primi su ogni pallone in disputa. Di modo che i granata venivano a trovarsi presto in difficoltà, ed era passato appena il primo quarto d'ora che essi già capitolavano la prima volta. Un bel passaggio in avanti di Di Giacomo lanciava Vinicio sulla destra dell'attacco partenopeo, Ganzer falliva l'intervento e il brasiliano si presentava solo davanti a Rigamonti. Il portiere granata tentava la uscita, ma Vinicio, al momento giusto, lo batteva senza mercé. Uno a zero. Subito dopo un nuovo e improvviso tiro di Vinicio veniva parato a prezzo di un calcio d'angolo. E il Torino continuava ad accennare e ad imbastire da lontano gli attacchi, e il Napoli a svilupparsi. Al 23' minuto giungeva per il Napoli stesso, quella perla di seconda rete di cui abbiamo detto. Ottimamente servito da Di Giacomo ancora una volta, Vinicio andava a finire fin sulla linea di fondo, sulla sinistra della difesa torinese. L'angolo di tiro, da quella posizione, si era fatto difficilissimo, quasi Impossibile. Il brasiliano sparava ugualmente e la palla, colpita di taglio, cambiava di traiettoria al momento giusto, deviava e finiva in rete lasciando tutti di stucco. Due a zero. Ancora prima del riposo di metà tempo, Vinicio, trasferitosi sulla sinistra, faceva partire un tiro di rara precisione verso il lontano angolo alto della rete. Rigamonti, distendendosi in gran volo, riusciva a parare. Tutta la prima parte dell'incontro si era svolta sotto il segno di un Vinicio preciso e irresistibile. La ripresa doveva dar luogo a un giuoco più confuso. Vinicio non si produceva in prodezze del valore eccezionale e segni di nervosismo affioravano qua e là, da una parte e dall'altra. Al quattordicesimo minuto una puntata di Di Giacomo, portava l'azione fino all'altezza del montante sulla sinistra di Rigamonti. Un difensore granata si parava davanti al portiere col risultato che né l'uno né l'altro del due eseguiva la respinta. Tocchi di qua, carambola di là, finché la palla schizzava in direzione dell'altro lato della porta torinese e Di Giacomo, che non aveva più nessuno davanti a sé, la sospingeva senz'altro in rete. Tre a zero. Non fu che negli ultimi 20 minuti di giuoco, che il Torino, per opera principalmente di Armano, che si era portato al centro, diede prova di vitalità e tentò con energia di diminuire il distacco, non fosse che col punto della bandiera. Due belle parate di Bugatti, su tiri di Pellis e di Armano, segnano il limite massimo a cui i granata poterono giungere. Otto calci d'angolo per il Napoli e uno per il Torino dicono del dislivello fra il rendimento dell'uno e quello dell'altro contendente.