WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Comunale di Bologna
06/10/1957
h.15.30
BOLOGNA - TORINO 2-1 (2-1)
Bologna
: Santarelli, Rota, Pavinato, Gasperi, Greco I, Pilmark, Cervellati, Bodi, Pivatelli, Vukas, Malavasi. All.: Bencic.
Torino: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Santelli, Pizziolo, Armano, Bonifaci, Crippa. All.: Marjanovic.
Arbitro: Orlandini di Roma.
Reti: Pivatelli 24' (B), Malavasi 38' (B), Santelli 44' (T).
Spettatori: 25.000 circa.
Note: Giornata di sole e bel tempo, terreno in perfette condizioni, calci d'angolo 3-1 per il Bologna che scende in campo con la maglia verde per dovere di ospitalità. Esordio in maglia granata per Piziolo, classe 1934 e Crippa, classe 1939.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 7 ottobre 1957]
Fischi al Bologna, tanti fischi, e scroscianti applausi al Torino. Così fini questa partita che ebbe il demerito di lasciar tutti delusi: il pubblico bolognese, che sperava di più dalla sua squadra, i giuocatori rossoblu che bruciavano la gioia della prima vittoria in campionato con una prestazione assai scadente, e infine i granata del Torino che videro frustrati i loro sforzi generosi e che meritavano certo di più che non la platonica dimostrazione di simpatia ricevuta a fine gara. Due a uno il risultato, e diciamo pure chiaramente e senza sottintesi che si tratta di un risultato ingiusto. Non dimentichiamo i pochi punti all'attivo del Bologna, ma diamo al Torino il riconoscimento dovuto: i granata dovevano per lo meno pareggiare, ne erano convinti gli stessi bolognesi anche se non si può dimenticare che a determinare la manifestazione finale (fischi e applausi) cooperarono certamente la stizza e la delusione per il non giuoco dei beniamini rossoblu. Il Torino all'inizio commise forse l'errore di sopravalutare l'avversario; c'erano ragioni logiche per dar credito al Bologna dei Vukas, dei Cervellati, dei Pivatelli, tanto più che l'assenza di numerosi titolari e la malattia di Angeli - il ragazzo è rimasto in albergo a Bologna con febbre piuttosto alta - costrinsero Marjanovic a presentare una formazione del tutto rinnovata all'attacco: Santelli all'ala destra, Pizziolo mezz'ala, Armano centrattacco, Bonifaci interno sinistro e Crippa estrema sinistra. Una rivoluzione autentica a cui fece riscontro anche una variazione al tema solito nel giuoco della squadra. Il Bologna, infatti, che si presentò in campo senza Maschio, a letto per l'influenza di moda, si trovò di fronte un Torino impostato assolutamente sulla difensiva. Se la parola catenaccio spaventa, asciamola pure stare, ma Pizziolo si mise subito a guardia di Vukas, Bearzot passò alle costole di Pivatelli, mentre Ganzer dominava la zona retrostante senza impegni specifici ma con l'obbligo di aiutare i compagni in difesa. Un dispositivo chiuso a cui cooperavano a turno anche Bonifaci e Armano, a seconda delle circostanze. Il Bologna pensò evidentemente che fosse la giornata sì; ingranò la marcia con decisione affidando a Pivatelli il compito di far breccia nella difesa granata. Vennero due calci d'angolo. Pivatelli cozzò un paio di volte contro Bearzot e Ganzer, mentre Vukas cercava di dare ordine alle manovre offensive dei compagni. Suggerimenti inutili: Cervellati non la spuntava con Bertoloni, Malavasi era chiuso da Grava, Pivatelli non trovava la via per superare la coppia Bearzot-Ganzer. Al posto di Maschio, si agitava Bodi, lineare in certe azioni, confusionario in altre, così che il suo apporto fu senza continuità e senza idee. Il Bologna attaccava, il Torino si difendeva, ma il gioco stazionava quasi in permanenza a centro campo con rare puntate offensive dei giovani granata rimasti isolati all'attacco: Crippa, al 13', ebbe l'occasione buona per il goal, ma non ebbe fiducia nelle sue possibilità e si fermò proprio a pochi passi da Santarelli. L'inesperienza dell'esordiente salvò il Bologna da un guaio serie. Dieci minuti dopo venne la prima rete degli emiliani, una rete creata su un errore dei difensori torinesi: Ganzer fermò Pivatelli, ma il suo rinvio, assai corto, fu raccolto da Cervellati che allungò subito al compagno; su Pivatelli piombò Bearzot, il rimpallo favorì il bolognese che ebbe via libera verso la rete di Rigamonti. Non fu difficile a Pivatelli segnare: uno a zero (ventiquattresimo minuto). Il Torino abbandonò parzialmente la tattica di prudente copertura e si vide l'attacco granata impegnato in manovre aperte. Non era un gioco bello, anzi diremmo che era un gioco d'estro, - garibaldino quasi, - forse un po' troppo elaborato per poter fare breccia. La difesa bolognese comunque accusò il cambiamento improvviso di tattica dell'avversario e Santarelli fu chiamato in causa un paio di volte sia pur con tiri da lontano. Su contrattacco nuova rete del Bologna: passaggio di Greco a Malavasi, azione a serpentina dell'ala e tiro improvviso a rete. Rigamonti non si aspettava l'azione di Malavasi e il pallone finì in réte. Un infortunio! I granata non si persero d'animo, giocarono anzi con maggior ardore e al 44' il goal di Santelli su azione Bonifaci-Armano e tocco preciso al volo dell'improvvisata ala destra. Il primo goal del Torino in questo campionato fu come la scintilla per la reazione dell'intera squadra che dominò - la parola ci pare esatta - per tutta la ripresa. Al secondo minuto Armano tutto solo sbagliò il tocco finale e quattro minuti dopo Bonifaci con un tiro carico di effetto colpì l'incrocio dei-pali mentre Santarelli era fermo a centro porta. Un brivido fra i 20 mila spettatori che per reazione cominciarono ad applaudire il Torino e a fischiare i rossoblu emiliani. Questi i rari episodi cruciali della ripresa, i momenti salienti di un periodo nel quale tutti attendevano il pareggio dei granata, proprio tutti, anche i tifosi del Bologna che tirarono un gran sospiro di sollievo al fischio di chiusura dell'arbitro Orlandini. Passato il pericolo, la folla sfogò il suo disappunto; i bolognesi uscirono a testa bassa, ma neppure gli applausi riuscirono a far tornare il sorriso sul volto dei giocatori granata che ancora negli spogliatoi imprecavano contro il destino avverso. Tutti concordi che la sorte non li ha favoriti. Nel calcio come nella vita, del resto, occorre almeno un pizzico di fortuna per riuscire, fortuna che i torinesi non hanno in questo momento. La squadra lottò anche ieri con cuore e decisione, senza pause, senza tentennamenti. Con il rientro degli assenti, il Torino ritroverà certamente la vena e l'estro, verranno abbandonate le tattiche difensive e i risultati non potranno mancare. Si deve credere nella rinascita di questo Torino.