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| Comunale di Firenze |
| 10/11/1957 |
| h.14.30 |
| FIORENTINA - TORINO 2-1 (1-0) Fiorentina: Sarti, Robotti, Cervato, Chiappella, Orzan, Segato, Julinho, Gratton, Lojacono, Montuori, Pini. All.: Bernardini. Torino: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bonifaci, Ganzer, Fogli, Armano, Arce, Ricagni, Bacci, Tacchi. All.: Marjanovic. Arbitro: Marchetti di Milano. Reti: Gratton 36' (F), Armano 59' (T), Cervato 83' rig. (F). Spettatori: 20.000 circa. Note: La partita ha avuto inizio sotto una piccola bufera, poi pioggia ad intervalli, terreno di conseguenza scivoloso. Padroni di casa in campo con una divisa verde, calci d'angolo 11-4 per la Fiorentina. Cronaca [Tratto da La Stampa dell' 11 novembre 1957] Abbiamo ammirato la Fiorentina, squadra dalle oramai possibilità e in strado di far gioco, e ci ha stupito il Torino, generoso, sicuro, deciso anche di fronte ad un avversario di rango. Il risultato (2-1) ha premiato i toscani, ma l'esame critico deve superare le troppo facili considerazioni dei goals fatti e subiti per raggiungere un giudizio più completo, la Fiorentina è una grande squadra - l'abbiamo già detto - ma il Torino ieri ha retto il confronto a testa alta ed è stato battuto a pochi minuti dalla fine da un rigore sul quale molto ci sarebbe da discutere. Nessuno, alla vigilia, credeva al Torino; tutti o quasi pensavano a un facile successo della squadra toscana, e i viola, infatti, hanno cominciato quasi con baldanzosa sicurezza. Lo stile di giuoco degli uomini di Bernardini è noto: difesa completata da Gratton e da Prini, attacco basato su Montuori e Lojacono. con l'eventuale aiuto di Julinho. Marjanovic nella circostanza non ha voluto opporre una controtattica alla tattica dei toscani; ha accettato la battaglia aperta e i granata hanno potuto manovrare con una certa autorità. Bonifaci guardava Montuori, Bertoloni stazionava vicino a Julinho, Ganzer operava di fronte a Lojacono, Grava e Fogli avevano il compito facilitato dalla posizione arretrata dei loro diretti avversari, ed entrambi, pur non dimenticando di aiutare i compagni, hanno potuto a tratti entrare nel vivo della manovra, servendo ottimi palloni agli attaccanti. Giunti a questo punto, si dovrebbe parlare della prima linea granata, ma il discorso non può essere altrettanto semplice né elogiativo. C'è troppa improvvisazione nel giuoco del Torino; alcuni si indugiano in una manovra a tocchi brevi, che non portano mai alla conclusione del tiro in rete, altri esagerano in un persistente individualismo o c'è anche chi entra nell'azione a tratti, soltanto quando è sorretto dall'estro. Contro uomini rudi e decisi come i difensori fiorentini occorreva continuità e forse necessitava aumentare il ritmo. Siamo d'accordo che non era facile, date le condizioni del terreno un po' allentato per la pioggia, ma qualcosa di meglio forse si poteva fare. Queste note non devono suonare come critica; devono essere intese come semplici considerazioni che appaiono logiche, tenendo presente il grande ed egregio lavoro della difesa di fronte allo scarso apporto dell'attacco: Armano non è in buone condizioni, Tacchi è fermo. Ricagni corre molto, ma a volte non riesce a coprire tutta la zona come vorrebbero i suoi compiti di uomo di centrocampo. Temperatura tiepida, un pallido sole all'inizio con nuvole nere che presto porteranno la pioggia accompagnata da raffiche di vento e fulmini. Clima autunnale di Firenze. Cominciano i toscani con un veloce scambio Montuori-Lojacono; il tiro di quest'ultimo manda la palla sulla traversa. La difesa granata è colta di sorpresa e per poco non ci scappa il goal. Nel giuoco della Fiorentina spicca l'apporto continuo di Gratton, che non sta fermo attimo; manovra libero a mezzo campo ed è affrontato da Fogli soltanto quando si affaccia ai limite dell'area di rigore. Montuori è intraprendente, Lojacono lo coadiuva, opera a tratti anche Julinho. I tre calciatori d'oltre oceano combinano qualche buona manovra, ma raramente s'avvicinano alla rete granata. I loro tiri comunque sono ben neutralizzati da Rigamonti. Qualche volta fuggono in contropiede i granata, ma rallentano troppo il giuoco e viola possono arrangiarsi alla meno peggio. Poco dopo la mezz'ora una grande occasione per il Torino: fallo di Cervato su Arce pochi metri prima dell'area di rigore; tira lo stesso Arce e la palla, forge calciata con effetto o forse corretta dal vento sta per ingannare Sarti che riesce a stento a deviarla di pochi metri; Bocci ha un attimo di indecisione nello scatto e Cervato lo precede rinviando. Il pericolo mette in orgasmo la Fiorentina che parte decisa al contrattacco: azione Julinho-Montuori-Gratton. La mezz'ala abbandona la posizione arretrata, avanza, supera Bertoloni, resiste all'urto e da posizione quasi impossibile (tutto spostato sulla destra} saetta in rete: la palla supera Rigamonti in uscita. Fiorentina 1, Torino 0 (36'). I granata lamenteranno a fine partita la posizione irregolare di Gratton al momento dell'ultimo passaggio, ma l'arbitro non ha dubbi nel convalidare il goal. Quando si ricomincia per la ripresa non piove più. I viola attaccano ancora con insistenti puntate di Montuori e di Lojacono, mentre Gratton ha diminuito un po' il ritmo della sua azione e Prini preferisce arretrare in zona di copertura. E' questo il momento migliore della partita: giganteggiano i difensori granata, tutti in blocco, manovrano con decisione e felice intuito i toscani. Su azione di contropiede il pareggio, lineare, preciso, bellissimo: Arce lancia Bacci che sfugge a Chiappella, passaggio ad Armano, spostato al centro; a pochi metri dall'area di rigore, l'ala destra torinese tiro in porta. La palla - violenta e precisa - si schiaccia sotto la traversa e finisce in goal. Niente da fare per Sarti. Fiorentina 1, Torino 1 (15' della ripresa). L'offensiva viola rallenta di ritmo. Nel campo e sugli spalti si respira aria di pareggio, ma giungiamo alla scena principale del match, al momento cruciale. Siamo al 37': Julinho ha un ultimo guizzo e da fondo campo centra. Davanti a Rigamonti stazionano praticamente allineati quattro giuocatori, Bonifaci, Montuori, Gratton e Fogli. La sfera scompare nella mischia, mentre Montuori cade. Il pubblico urla al rigore, l'arbitro Marchetti prima fa plateali segni di diniego poi cambia opinione e il dito che in precedenza agitava per il no diventa indice del dischetto bianco. E' veramente fallo oppure Montuori ha approfittato della circostanza? E' difficile rispondere a questa domanda. Certo il dubbio sussiste e il regolamento del calcio è chiaro in materia: non si può condannare senza la certezza del fallo. Marchetti, invece, forse anche per placare la folla che urla, accorda il rigore e Cervato, che tira debole ma preciso, batte Rigamonti: Fiorentina 2, Torino 1. La partita è finita. La Fiorentina torna negli spogliatoi convinta del suo buon diritto alla vittoria, il Torino lascia il campo sotto l'impressione di un'ingiustizia. Inutile addentrarsi nella sequenza dei discorsi sentiti dopo la partita. Le due parti difendono le loro tesi, ma di concreto non rimane che la decisione di Marchetti. Alla Fiorentina il successo e un passo avanti nella classifica, al Torino il merito di aver tenuto testa, anche se con poca fortuna, a un grande avversario. Non è merito da poco. |
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