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Olimpico di Roma
08/12/1957
h.14.30
LAZIO - TORINO 1-1 (1-0)
Lazio
: Lovati, Molino, Eufemi, Fuin, Pinardi, Carradori, Muccinelli, Tozzi, Cocciuti, Burini, Selmosson. All.: Ciric.
Torino: Rigamonti V, Grava, Cuscela, Bearzot, Ganzer, Fogli, Santelli, Armano, Bonifaci, Bertoloni, Tacchi. All.: Marjanovic.
Arbitro: Ferrari di Milano.
Reti: Muccinelli 17' (L), Santelli 49' (T).
Spettatori: 23.000 circa.
Note: Giornata invernale ma bella, cielo leggermente nuvoloso, tempo mite e terreno in perfette condizioni. Calci d'angolo 9-6 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 9 dicembre 1957]
Una partita, questa di Roma, che il Torino poteva e doveva vincere. Effettivamente i granata la vinsero, ma la rete che doveva consacrare il successo fu prima concessa - con un gesto deciso ed energico da parte dell'arbitro - poi annullata a seguito di un colloquio col guardialinee avvenuto su pressioni dei giuocatori laziali. E' la moda del momento, questa: l'arbitro propone ed il guardialinee dispone. Rete annullata a parte, il giuoco dei Torino fu, per i tre quarti della durata della partita, di una superiorità così chiara - giuoco lampante contro l'attività confusa ed oscura degli avversari - che, se gli ospiti avessero disposto di un realizzatore anche solo discreto in prima linea, essi avrebbero chiuso sia il primo tempo come l'incontro tutto, con un vantaggio anche netto. A favore della Lazio non vi è stata che la prima metà dei primo tempo. In questo periodo di tempo, la Lazio dominò e segnò, mentre il contegno dei granata fu lento e quanto mai incerto. Pareva fossero pervasi dalla certezza di perdere, i granata stessi. Non scattavano, non correvano, arrivavano sempre in ritardo sulla palla, come se fossero convinti della inutilità di prodigarsi in uno sforzo intenso. E preminente era invece, proprio allora, l'attività di Muccinelli, che guizzava di qua e di là e seminava il pericolo in ogni incursione che seguiva. Ci volle, effettivamente, la rete di Muccinelli, per svegliare i torinesi. Allora, quando essi si trovarono in svantaggio, poco per volta sì ripresero. Lentamente, molto lentamente essi si riorganizzarono, e fu per primo Santelli, la giovane ala destra a colpire la sbarra trasversale a mezzo di un tiro eseguito da posizione difficile. E verso la fine dei tempo fu Bonifaci ad effettuare un serio tentativo di segnare, con una legnata bassa che costringeva Lovati ad una difficile deviazione a lato. Da parte sua, Bertoloni aveva mancato, poco prima del riposo di metà tempo, una occasione così bella e così facile, come raramente sì possono presentare ad un attaccante. Più nulla invece da parte dei laziali prima dell'intervallo: come se le tenebre avessero preso a calare sul cervello dei giuocatori, il loro lavoro diventava ogni volta più confuso ed incerto. L'una squadra calava e l'altra saliva. Ed il risultato di uno a zero a favore dei padroni di casa, già non era giù sto a quel momento. C'era chi diceva che il Torino non aveva segnato perché proprio non aveva voluto segnare. Ma, a conferma del calo di tono dell'un contendente, e del crescendo di efficienza combattiva e tecnica dell'altro, l'esito della partita non tardò a correggersi, non appena ripreso il giuoco nel secondo tempo. Ancora non si era giunti che al quarto minuto di lavoro dopo l'intervallo, che l'ala destra Santelli, che tra parentesi, è originario della Roma ed aveva quindi dei motivi speciali per impegnarsi fondo nell'occasione - veniva servito in profondità da Bertoloni, dopo di essersi portato sulla sinistra, e, scegliendo con molta precisione e molto senso di opportunità il momento in cui Lovati gli usciva precipitosamente incontro, sferrava il suo tiro a mezza altezza e batteva nettamente l'avversario. Da quel momento la partita era praticamente nelle mani del Torino. Il quale avanzava con ordine, combinava, dominava. Tanto che sei minuti dopo, cioè al 10° minuto, segnava ancora. Era Bertoloni che ricevuto un lungo e preciso passaggio a terra da uno dei difensori, scattava, filava via in profondità, piantava tutti in asso, ed in piena corsa sparava a mezza altezza e segnava. L'arbitro, che aveva seguito molto da vicino l'azione, si voltava ed additava colla mano e con tutta decisione al centro del campo. Voleva dire il Torino in vantaggio. No che ad un dato punto avveniva la solita scena. Il direttore di gara veniva circondato dai laziali, sospinto di qua e di là ed invitato ad interpellare il guardialinee. Questi che, inizialmente aveva colla bandierina additato anche lui al centro del campo, cambiava di opinione al momento in cui veniva interpellato, ed allora l'arbitro annullava il punto per fuori gioco di Bertoloni. Decisione cervellotica, possiamo assicurare, trovandoci noi, combinazione, proprio sulla linea dell'azione al momento dello scatto di Bertoloni. Il Torino non fece comunque grandi obbiezioni alla decisione arbitrale. Continuò a giuocare ed a premere, pur lottando contro la sorte contraria. Fu difatti dapprima Tacchi a ricevere un calcio involontario, bisogna aggiungere subito da Molino sulla testa: uscì dal campo, e non vi fece ritorno che dopo qualche minuto, coi capo medicato ed avvolto in una grossa benda. Fu, in seguito, Grava che si buscò da Tozzi un brutto colpo all'inguine e dovette lui pure starsene lontano dal rettangolo di giuoco per parecchi minuti, per riparazioni. Pur così menomati, granata continuavano ad attaccare, e riuscivano ad un certo momento a mancare una occasione della facilità addirittura ridicola. La intera prima linea riuscì a sfondare, e l'ala destra, giunta in area in ottima posizione, preferì, non avendo che l'imbarazzo della scelta, servire uno dei suoi colleghi che se ne stavamo soli davanti a porta: questi esitarono così a lungo, che, quando il tiro finalmente fu scoccato, esso colpì nella schiena il terzino Molino accorso alla disperata, e la palla fini a lato per un calcio d'angolo. E la partita finì con due altre situazioni da rete, madornalmente buttate al vento, una per parte. I meriti del Torino, vanno notevolmente al di là del risultato di parità conseguito: il successo pieno era praticamente nelle mani dei granata. La rete dei laziali - disordinati e caotici quanto mai per tre quarti dell'incontro era stata ottenuta da Muccinelli, che stretto fra due avversari è arrivato primo sulla palla, al 17° minuto del primo tempo, su tiro di punizione eseguito da Burini.