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Moretti
09/03/1958
h.15.00
UDINESE - TORINO 1-1 (0-0)
Udinese
: Romano, De Giovanni, Valenti, Sassi, Cardarelli, Sentimenti V, Pentrelli, Pantaleoni, Bettini, Lindskog, Fontanesi. All.: Bigogno.
Torino: Rigamonti V, Grava, Brancaleoni, Bearzot, Ganzer, Bonifaci, Armano, Pellis, Fogli, Bertoloni, Tacchi. All.: Baldi.
Arbitro: Ferrari di Milano.
Reti: Bettini 67' (U), Armano 88' (T).
Spettatori: 11.000 circa.
Note: Prima partita sulla panchina del Torino per Fioravante Baldi, che sostituisce l'esonerato Blagoje Marjanovic, calci d'angolo 12-2 per l'Udinese.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 10 marzo 1958]
Un pareggio prezioso per il Torino! Il goal dell'1 a 1 è stato segnato da Armano a due soli minuti dal termine, proprio quando più nessuno sperava nel recupero dei granata; un goal strano nell'esecuzione, ma ineccepibile dal punto di vista tecnico, così che nulla potranno recriminare i friulani per la mancata vittoria. I bianconeri hanno giocato di più, non meglio dei granata, hanno attaccato a lungo ma la loro azione era evanescente, senza idee, senza quello spunto di classe necessario per superare le difficoltà del momento. Il Torino ha opposto una grande volontà alle insistenti manovre avversarie; chiusi in una difesa stretta, i torinesi hanno lottato con coraggio opponendo decisione a decisione, senza mai deflettere dalla linea tattica imposta dal nuovo allenatore Baldi. Il tutto consisteva nel non lasciare mai spazi vuoti davanti alla rete difesa da Rigamonti: Ganzer fungeva da battitore libero, Fogli era in linea pratica il centromediano mentre a turno e a volte tutti e due, retrocedevano a dar man forte ai mediani anche Armano e Bertoloni. La parola catenaccio forse non è sufficiente a spiegare il gioco svolto dal granata per buona parte della partita; sarebbe meglio parlare di muraglia protettiva alla zona dell'area di rigore. Detto ciò, per dovere di cronaca occorre aggiungere che mai i torinesi hanno ecceduto in questa loro azione di marcamento stretto. Non sono mancati i falli ed è venuta anche qualche ammonizione dell'arbitro, ma erano fatti singoli dovuti ad esuberanza non a cattiveria. Lo stesso pubblico di Udine, sbollito il risentimento per la mancata vittoria, ha commentato con un po' di sarcasmo questo pareggio: ''All'insegna del siamo tutti terzini'', dicevano con un risolino amaro. L'espressione ci pare sufficientemente esplicativa. Baldi infatti, voleva a tutti i costi un pareggio. Non aveva mai nascosto le sue intenzioni neppure agli avversari che dovevano pertanto essere preparati. Al fischio d'inizio, lo schieramento tattico dei granata era preciso: i terzini sulle ali, Ganzer uomo libero per la seconda battuta, Fogli centromediano, arretrate le mezze ali; uno sbarramento protettivo veramente imponente contro il quale non era facile manovrare. L'attacco dell'Udinese poi, non è parso in gran giornata; Lindskog fra i cinque è indubbiamente l'elemento più tecnico, ma forse è anche il più apatico; alterna tocchi di gran classe a pause paurose, tenta a tratti il tiro da lontano, ma con scarsa convinzione. Né un apporto valido hanno portato Fontanesi, Bettini e Fantaleoni, impegnati in un gioco evanescente. Rimane Pentrelli; il sudamericano sa giocare bene, ma nello stile argentino. Figuratevelo alle prese con difensori decisi che curavano la marcatura stretta! Se superava Brancaleoni nel primo dribbling, perdeva la palla di fronte a Ganzer che interveniva in aiuto del compagno. Il primo tempo è trascorso così senza alcuna emozione perché oltre a tutto mancava ai friulani quel po' di mordente necessario per portare la partita almeno sul piano del combattimento. Un giochetto tranquillo, senza mai accelerare il ritmo. Passavano i minuti, aumentava il numero dei calci d'angolo - siamo arrivati nei primi 45 minuti a 6 a l -, abbiamo registrato anche alcune buone parate di Rigamonti su calci di punizione. Tutto qui. Il Torino del resto non voleva correre rischi e azzardava soltanto u tratti qualche manovra di alleggerimento: alla mezz'ora esatta, sulla prima vera azione di contropiede i granata per poco non passavano in vantaggio. Su calcio d'angolo tirato da Romano, la palla sfuggiva al portiere, ma Armano arrivava un attimo in ritardo e non poteva sfruttare la favorevole occasione. Al 44' Lindskog, che da qualche tempo si teneva in disparte trascinandosi visibilmente zoppo all'ala sinistra, un po' per non lavorare troppo e un po' per un colpetto ricevuto, partiva da solo, superava Bearzot, ingannava con urta finta Grava, lasciava fermo Ganzer con un felice dribbling; poi sparava male in porta e Rigamonti poteva facilmente parare. Si riprendeva col Torino deciso a tentare l'azione a sorpresa. Armano, servito da Tacchi, iniziava una veloce fuga sulla destra, leggera conversione al centro e tiro improvviso che mandava la palla a sbattere contro il montante alla sinistra di Romano, pescato in uscita. Un brivido per la folla di Udine. Era questa però una parentesi, che Armano tornava subito al suo posto di uomo di raccordo, lasciando all'attacco isolati i soli Pellis e Tacchi. Il predominio di gioco dei bianconeri era ancora più netto e Rigamonti aveva modo d'intervenire con abilità in più di una occasione. Qualche granata pareva accusare un po' la fatica, mentre si moltiplicavano i calci d'angolo (12 a 2 nel conteggio finale, a favore dell'Udinese). La situazione in campo non era molto diversa dal primo tempo: i bianconeri manovravano con insistenza ma con i soliti difetti. I granata si difendevano con coraggio. Al 22' l'arbitro fermava il gioco per un intervento falloso di Brancaleoni su Pentrelli. La punizione era calciata dal sud-americano, un paio di metri fuori dall'area di rigore verso la fine di fondo campo. Il tiro veniva intercettato da Bearzot che respingeva alla meno peggio nuovamente sul piedi di Pentrelli che, deciso, alzava al centro un pallone dosatissimo su cui piombava Bettini: tiro, goal. Udinese 1-Torino 0. Era saltato il catenaccio di Baldi nel modo più impensato, ma i granata dovevano recuperare. Diamo loro atto che si sono messi di buzzo buono. Fogli ha abbandonato i difensori ai loro compiti e avanzati si sono visti anche Armano e Bertoloni. Il tempo passava, l'Udinese aveva rallentato ancor di più il ritmo, ma non era facile avvicinarsi alla rete di Romano. Cardarelli, De Giovanni e Valente non facevano complimenti; toccava loro spazzare a tutto spiano per evitare guai al portiere, e i tre, con Sarti e Sentimenti V come aiutanti di battaglia, eseguivano il loro lavoro con decisione. Negli ultimi minuti la situazione era letteralmente capovolta. Non sappiamo se per ordini ricevuti o per necessità contingenti, sta di fatto che abbiamo visto anche alcuni attaccanti friulani impegnati nei settori difensivi mentre si facevano minacciosi i torinesi. Bonifaci cercava di dare un tono alla controffensiva granata, e doveva proprio essere lui ad iniziare l'azione del pareggio: il francese superava Sentimenti, su lui piombava Valente, ma la palla sfuggiva ai due per finire nei pressi di Armano che, sbilanciato da Cardarelli riusciva ad effettuare dalla destra un tiro-cross. Romano, fuori posizione, ancora una volta era superato e la palla s'infilava carica di effetto in rete, 1 a 1 al 43'. Non c'era più tempo per recuperare. Il pareggio era sancito poco dopo dal fischio di chiusura del signor Ferrari. I tifosi friulani hanno fischiato a lungo i bianconeri mentre uscivano dal campo; nella reazione del pubblico di Udine c'era la stizza, per la mancata vittoria e c'era anche la paura che la squadra possa ripetere in avvenire una simile brutta partita. I granata invece erano lieti: avevano lottato con decisione e con tanta volontà, e un 1 a 1 in trasferta è sempre un risultato accettabile.