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San Siro
30/03/1958
h.15.30
MILAN - TORINO 4-0 (1-0)
Milan
: Buffon, Zagatti, Beraldo, Fontana E., Maldini, Radice, Mariani, Liedholm, Danova, Grillo, Cucchiaroni. All.: Viani.
Torino: Rigamonti V, Grava, Brancaleoni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Armano, Pellis, Arce, Bertoloni, Tacchi. All.: Baldi.
Arbitro: Steiner (Austria).
Reti: Cucchiaroni 18', Liedholm 61', Danova 79', Aut.Brancaleoni 81'.
Spettatori: 40.000 circa.
Note: Clima gelido, terreno duro, angoli 7-5 per il Milan; osservato un minuto di silenzio in memoria di Capra, che fu ala rossonera intorno agli anni precedenti alla seconda guerra mondiale.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 31 marzo 1958]
Brutta partita e giuoco scadente sia da parte di chi ha perso, come da parte di chi ha vinto. Chi ha perso si è comportato in modo fiacco, impreciso, incerto, abulico quasi. Tutte quattro le reti che i granata hanno subito, potrebbero venire classificate come graziosi regali fatti all'avversario. Raramente è stato visto un Tonno così privo di decisione e di forza di volontà. E per conto loro, i rossoneri hanno confermato che di Milan ce ne sono due in questa stagione: uno da Coppa, ed un altro da campionato. Il primo è una specie di edizione fatta per incontrare stranieri che giuochino e lascino giuocare, ed ha idee chiare e procede in tono svelto, elegante e convincente: una particolare edizione di lusso. Il secondo, imbastito per uso domestico, ha tutti i difetti e poche delle qualità delle squadre nostre del momento. Indossando quest'ultimo abito di tipo casalingo, i campioni hanno giuocato ieri in modo un po' confuso e piuttosto approssimativo, finendo per fare bella figura essenzialmente grazie alle occasioni che i granata hanno porto loro come un dono di Pasqua in anticipo di una intera settimana. In complesso una partita disputata in una tiepida atmosfera primaverile - madornale differenza dal gelido clima della domenica precedente - e le venticinque o trentamila persone che vi hanno assistito hanno spesso dovuto lottare contro la tentazione di chiudere gli occhi e schiacciare un sonnellino dalla noia. Il giuoco ha avuto inizio con un tentativo di Arce eseguito da lontano, ma il primo dei due contendenti a protendersi all'attacco è stato il Milan, e Cucchiaroni, sparando a lato, mancò subito una bella occasione dopo poco più di una dozzina di minuti dal calcio d'inizio. Seguiva un periodo di attività confusa ed imprecisa da parte di ambe le squadre, fino al momento in cui - un istante prima del ventesimo minuto, il Torino piegava insulsamente e per la prima volta il ginocchio. Sulla destra della difesa torinese, Grava, lottando contro Grillo aveva la possibilità di liberare respingendo lontano, ma esitava e finiva per atterrare l'avversario sul limite della propria area di rigore. L'arbitro austriaco, che, senza essere perfetto, doveva essere l'uomo più preciso in campo, concedeva prontamente un calcio di punizione ai padroni di casa. Tirava Liedholm, servendo con un passaggio all'indietro Cucchiaroni che nessuno si era curato di marcare. L'ala sinistra rispondeva facendo prontamente partire un tiro alto da fuori area: la palla picchiava nella facciata inferiore della traversa e schizzava in rete. Rigamonti, coperto dalla folla di giuocatori di ambe le parti disordinatamente creatasi davanti a lui, non vide il tiro in partenza e non balzò in alto che alla cieca. Uno a zero. Passava qualche minuto e Danova richiamava l'attenzione per due tentativi individuali. Guizzando via a Ganzer, egli si presentò la prima volta tutto solo davanti a Rigamonti, solo per spedire precipitosamente a lato. Nella seconda occasione il suo tiro a mezza altezza venne deviato in angolo dal portiere. Dopo di che, la prima linea granata tenne a lungo la palla, mettendo in difficoltà la difesa milanista, ma non concludendo affatto. Finché, a poco più di cinque minuti dal riposo giungeva l'episodio, su cui doveva fare da perno il risultato tutto della giornata. Manovrando dall'ala sinistra verso il centro, Tacchi piantava in asso un avversario dopo l'altro, giungeva solo davanti a Buffon, lo mandava a terra con una bella finta, gli girava attorno, e, colla rete priva di ogni e qualsiasi difensore ed aperta come una gran bocca spalancata, toccava troppo forte la palla sulla sua destra e non riusciva più a raggiungerla per deviarla in porta. Se questa madornale occasione fosse stata raccolta, l'intero andamento dell'incontro poteva cambiare aspetto. Ancora un bel tiro di Arce e si era al riposo. Angoli cinque per il Milan, e tre per il Torino. La ripresa, dopo un tiro sbagliato di Bertoloni ed una bella legnata a mezza altezza di Arce, fu tutto un precipitare da parte del Torino. Al quarto d'ora fallo di Bearzot su Grillo. Calcio di punizione. Tiro di Radice. Grillo devia al di là del muro granata, e dietro di esso arriva in corsa dall'altro lato del campo Liedholm, al quale nessuno ha fatto caso. Tranquillamente lo svedese infila in rete. Due a zero. Sbiadita reazione granata, con tiri di Arce e di Pellis un po' fortunosamente parati. Al 34° minuto, su una azione di Cucchiaroni e di Grillo, il centroavanti Danova piombava su Brancaleone mentre questi sta per respingere, e spara senza esitazione. La palla passa sotto ai piedi del terzino, sfugge alla presa del portiere, e penetra in rete. Tre a zero. Il Torino appare ora completamente sconvolto. L'attacco non reagisce più che con qualche folata disordinata, e la difesa corre di qua e di là senza più fermare nulla né nessuno. Poco più di cinque minuti dal termine. Un lungo e forte centro proveniente dalla sinistra, attraversa l'intera area di rigore dei torinesi. Rigamontl esce, non intercetta, e rimane a terra. La palla arriva a Brancaleone, all'altro lato del campo. Il terzino potrebbe allontanare il pericolo calciando lontano, ma ha da tempo perso la testa. Egli esita, gira su se stesso, muovendosi verso la propria porta, sospinto da Grillo. A tre o quattro passi dalla linea, Brancaleone, del tutto sconvolto, sospinge nella propria rete, dove non c'è più nessuno. E così fa quattro a zero. Con un Torino completamente a pezzi e come stordito negli ultimi minuti di giuoco. E nel caos provocato dal crollo della squadra visitatrice termina l'incontro. Calci d'angolo sette a cinque per il Milan.