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Comunale di Vicenza
04/05/1958
h.16.00
L.R.VICENZA - TORINO 1-1 (1-1)
L.R.Vicenza
: Bazzoni, Burelli, Savoini, David, Lancioni, Dell'Innocenti, Valentinuzzi, Fusato, Marchi, Campana, Aronsson. All.: Lerici.
Torino: V.Rigamonti, Grava, Brancaleoni, Bearzot, Gerbaudo, Ganzer, Armano, Arce, Bonifaci, Bertoloni, Tacchi. All.: Baldi.
Arbitro: Caputo di Napoli.
Reti: Bearzot 25' (T), David 26' rig. (V).
Spettatori: 8.000 circa.
Note: Giornata di sole, temperatura calda, espulsi per scorrettezze Lancioni al 66', Ganzer al 71' e David all'85', ammoniti Bertoloni, Savoini e Lancioni; calci d'angolo 12-1 per la Lanerossi Vicenza.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 5 maggio 1958]
Doveva essere una partita tranquilla fra due squadre senza aspirazioni e senza timori di classifica; è stata invece una vera battaglia, una lotta senza quartiere, un match senza esclusione di colpi. Lasciamo il giudizio sulla gara a Bonifaci, il primo giocatore granata incontrato sulla porta degli spogliatoi al termine del"o scontro: "Abbiamo finito la guerra". L'atleta francese esagera, ma dà l'idea del clima della lotta. In simile situazione è inutile parlare di tecnica o di gioco: rimane il risultato al quale nulla si può aggiungere, un goal per parte con attacchi insistenti dei veneti (che hanno collezionato anche dodici calci d'angolo contro uno) e una difesa strenua dei piemontesi tutti rinserrati nella loro area per montare la guardia al pur bravo Rigamonti. Una tattica rinunciataria - diciamolo pure chiaramente - una tattica tendente al risultato nullo. Ed i biancorossi contro questa muraglia di uomini hanno cozzato invano. Ne uscivano scontri veramente violenti e le risultanze sono note: due giocatori granata zoppicanti per colpi ricevuti, tre espulsi, un rigore, e il pubblico esagitato che invocava a gran voce giustizia. Ma quale giustizia? A creare questo ambiente di fuoco ha contribuito certamente il ricordo degli incidenti successi a Torino nel girone di andata, con quel famoso rigore calciato all'ultimo minuto e la conseguente squalifica di David. E David, oggi, ha cercato la sua grande rivincita.. Ha giocato bene il mediano vicentino, ma è finito negli spogliatoi anzi tempo, ultimo della serie dei tre, ma forse doveva essere il primo. La sua prestazione è stata costellata di falli, di rudezze; una prestazione bella, diremo quasi magnifica in linea tecnica. Una dimostrazione pessima di nervosismo. Ma andiamo con ordine nel raccontare gli episodi interessanti di questa partita-combattimento. Prima di tutto cominciamo dall'arbitro, un giovane napoletano impegnato in una impresa forse superiore alle sue possibilità di esordiente o quasi in serie A. Ha peccato di eccessivo paternalismo al principio per instaurare poi la maniera forte soltanto verso la fine. Non ci sentiamo di dar torto a lui per quanto è successo; le responsabilità sono equamente divise fra le parti in causa. Nessuna novità nelle formazioni anche se desta un certo stupore lo schieramento estremamente prudenziale instaurato subito, dai granata. Che volevano difendere i torinesi? Il foot-ball non è soltanto gioco di copertura. Invece già al fischio d'inizio gli uomini di Baldi hanno creato la grande muraglia: Ganzer libero dietro a tutti, i terzini curavano da vicino le ali. Bearzot guardava a vista Campana, Gerbaudo (l'esordiente) non abbandonava un solo momento Fusato, Bonifaci fungeva da custode severo di Marchi, Bertoloni s'incaricava di seguire David che, smanioso di figurare, vagabondava per il campo alla ricerca dell'azione di forza. Tra Bertoloni e David avevano inizio praticamente subito gli scontri duri, e da ciò è nata la scintilla che doveva dar fuoco alle polveri. Il Vicenza continuava ad attaccare ma non trovava la via giusta, e non servivano certo i tiri da lontano dello sfiduciato Aronsson. Gli altri non potevano muoversi; se riuscivano a superare il diretto avversario trovavano certamente subito dopo un granata disposto a spazzare tutto. Tanti attacchi, ma poche occasioni da goal. Sulla prima azione di contropiede il Torino passava in vantaggio. Bonifaci, appena fuori dell'area di rigore toccava a Bearzot che iniziava una lunga azione da solo; con una finta si liberava di due avversari, vedeva davanti un libero corridoio e decideva di continuare. Giunto ad una ventina di metri da Bazzoni lasciava partire un tiro violento e preciso: goal (23'). Doccia fredda in campo e rabbiosa reazione dei vicentini. David a Fusato che si spostava sulla sinistra seguito dal solito Gerbaudo. Fortunata finta di conversione verso la rete del giovane attaccante biancorosso mentre Gerbaudo lo tratteneva con una mano. Fallo netto anehe se inutile e rigore indiscutibile. A calciare la massima punizione si presentava David che senza rincorsa saettava a segno: 1a1. Era passato un minuto appena dalla rete di Bearzot e si doveva ricominciare sullo stesso ritmo: attacchi dei padroni di casa, difesa dei torinesi e falli di tutti. Alla meno peggio si arrivava alla fine del tempo con il pubblico sempre più eccitato per le vicende in campo. La ripresa è iniziata a ritmo sostenuto. Un fallo di Gerbaudo su Campana è stato punito dall'arbitro e poco dopo un tiro stupendo di Arce veniva parato benissimo dal portiere Bazzoni che fino a quel momento (17' del secondo tempo) era rimasto pressoché disoccupato. Poco dopo l'arbitro coglieva Bertoloni impegnato in una disputa con Savoini e Lancioni. Ammoniti tutti e tre. Sull'azione susseguente Lancioni atterrava seccamente lo stesso Bertoloni che veniva accompagnato fuori campo. Il signor Caputo decideva l'espulsione del centromediano vicentino, colpevole di un fallo veramente cattivo (21'). La fisionomia della partita non mutava, il tema era solito: attacchi da una parte, azioni di difesa dall'altra. Al 25' Campana colpiva il palo, e un minuto dopo Ganzer si faceva pescare in fallo su Fusato. Anche il torinese finiva negli spogliatoi. Inutile raccontare quanto è successo dopo. Al 38' l'arbitro espelleva anche David che nel breve spazio di due minuti appena aveva atterrato prima Bertoloni e poi Tacchi. Si giungeva così alla fine con la folla sempre più eccitata mentre si moltiplicavano gli attacchi dei biancorossi e sempre più radi si facevano i contrattacchi dei granata. Anche Tacchi e andato in difesa, e abbiamo visto Arce impegnato nella sua area di rigore mentre a dar fastidio ai pochi difensori veneti rimasti c'era il solo Armano, il quale per di più era zoppo per un colpo ricevuto in precedenza. Si poteva sperare che l'1 a 1 realizzato nel primo tempo potesse cambiare? Assolutamente no. Alla fine la folla sfogava il suo livore per la mancata vittoria e per le vicende della partita. Fischi, insulti, pietre contro il torpedone che portava la squadra torinese verso la stazione. Questo comunque non è più sport. Meglio rimanere in campo calcistico. Il giovane Gerbaudo che ha fatto il suo esordio in serie A in questa difficile situazione è un ragazzo solido, deciso; ha 21 anni. Nella partita tutta combattimento il granata non ha certo sfigurato.