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| Marassi |
| 28/09/1958 |
| h.16.00 |
| SAMPDORIA - TALMONE TORINO 3-0 (3-0) Sampdoria: Rosin, Vincenzi, Sarti, Bergamaschi, Bernasconi, Vicini, Bolzoni, Ocwirk, Milani, Mora, Cucchiaroni. All.: Monzeglio. Talmone Torino: Vieri, Grava, Farina, Bearzot, Tarabbia, Bonifaci, Armano, Arce, Marchi, Bertoloni. All.: Allasio. Arbitro: Boati di Milano. Reti: Ocwirk 34', Mora 41', Cucchiaroni 44'. Spettatori: 22.000 circa. Note: Magnifica giornata di sole e caldo, calci d'angolo 8-6 per il Torino. Cronaca [Tratto da La Stampa del 29 settembre 1958] Per il Torino, andamento di gioco e risultato opposti a quelli di domenica scorsa. Non c'è stato il gioco, non c'è stata la velocità, non c'è stata nemmeno la possibilità di imporsi all'avversario. L'undici granata ha retto per poco più di una mezz'ora, poi, pur senza crollare, ha ceduto e non si è ripreso più in modo alcuno. Si può quasi dire che dal momento in cui Vieri ha raccolto il primo pallone in fondo alla sua rete, c'è stata una squadra sola in campo. Era forte questa squadra. Forse più fisicamente che tecnicamente, ma comunque tutt'altro che disprezzabile, anche come comando della palla e impostazione di gioco. Ad un dato momento detta partita essa ha tagliato fuori d'azione gli undici avversari e li ha come sgominati. Nelle condizioni in cui si trovavano nella giornata, non era materialmente possibile che i granata vincessero. Sarebbe occorso un miracolo perché essi pareggiassero. Un miracolo che si è capito presto non poteva verificarsi, quando fin dai primi minuti di gioco si è azzoppato malamente uno dei difensori degli ospiti. Cinque muniti dall'inizio della gara non erano ancora trascorsi, che Grava, che aveva tentato di entrare di forza per rompere una combinazione degli attaccanti sampdoriani verso la metà del campo, rimaneva a terra. Il capitano dei granata veniva curato sui bordi del campo per alcuni minuti, poi rientrava, ma abbandonava presto il suo posto normale, rifugiandosi prima all'ala sinistra e poi all'ala destra, dove rimaneva fino al termine della partita. Da quel momento la posizione di terzino destro dei torinesi veniva ricoperta a turno da diversi uomini: prima Bertoloni, poi Armano, poi Bonifaci. Era la grossa attenuante, ma l'unione e il funzionamento della compagine apparivano panato come spezzate. Vi erano ventimila persone nel recinto, al momento del calcio d'inizio, e i torinesi, entusiasmati dal risultato di otto giorni prima, erano convenuti in parecchi. Era fra gli altri nuovamente presente la comitiva di Camaiore, arrivata con gonfaloni e trombette per sostenere nuovamente Piaceri. La Sampdoria incominciava subito in tono forte, ricorrendo a falli su falli, che l'arbitro, attento e severo, puniva del resto inesorabilmente. Furono quelle energiche entrate che stroncarono e tolsero quasi immediatamente ogni velleità di finezza al gioco degli attaccanti granata. Per una buona mezz'ora, nemmeno gli avanti liguri brillarono per precisione davanti a porta. Un solo tiro partito improvvisamente dal piede di Milani, doveva richiamare l'attenzione, ma Vieri, che quasi solo dei granata doveva poi apparire in ottima giornata, poteva deviare sopra la traversa in calcio d'angolo. Con la difesa che tentennava e con l'attacco che non riusciva a ingranare, quella capitolazione del Talmone Torino, che appariva come sempre più probabile, si verificava al 34' minuto di gioco. L'azione veniva portata avanti dall'irruente Cucchiaroni che entrato in area serviva Ocwirk con un passaggio basso. Sull'attaccante ligure si faceva Bonifaci, ma prima che il corso potesse bloccare il viennese, quest'ultimo con un pallonetto che era un lavoro di precisione, scavalcava l'intera difesa e de poneva in rete. Passavano sei minuti e l'altro interno sampdoriano, Mora, entrava in possesso della palla verso il centro del canmpo, qualche metro fuori area. Nuovamente accorreva Bonifaci cercando di mettere il piede davanti al tiro che stava per scoccare. L'intervento non faceva che correggere la traiettoria del tiro stesso che invece di finire alto, filava via teso ed andava a insaccarsi in rete quasi a filo della traversa. Si noti che Bonifaci era stato fino a quel momento uno dei giocatori granata più attivi e più a posto. Su un calcio d'angolo che rappresentava una delle poche riuscite reazioni dei torinesi, Arce riusciva subito dopo a chiamare all'opera con un bel tentativo il portiere sampdoriano: ma questi poteva deviare a lato. E mezzo minuto prima che terminasse il tempo, i padroni di casa segnavano ancora, Cucchiaroni, ben servito da Ocwirk, sfoderava una delle sue punte di velocità, evitava in piena corsa l'intervento di Armano, e proprio nel momento in cui Vieri stava uscendo di porta, sferrava un tiro che colpiva come una mazzata la rete sguernita di difensori. Tre a zero, all'intervallo. Nel modo in cui giocava e nelle condizioni in cui si trovava, voleva dire un Torino spacciato. E così doveva essere, che tutto quello che i granata riuscirono a fare nel secondo tempo, fu di impedire agli avversari di aumentare ancora il loro bottino. La Sampdoria tornò a dominare inizialmente, e Bonifaci respinse sulla linea un forte tiro derivato da un'azione Milani-Cucchiaroni. E Vieri si produsse in due spettacolose parate su due tiri susseguitisi di Cucchiaroni e di Bolzoni. Non fu che verso la metà del tempo che i granata poterono farsi avanti ed esercitare a loro volta il predominio. Ed allora Piaceri, con un bel pallonetto giunse finalmente vicino a segnare. E Marchi con un bel colpo di testa costrinse Rosin a deviare in angolo. Nulla di concreto comunque, e verso il termine la Sampdoria tornava a esercitare la sua pressione. |
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