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Comunale di Ferrara
04/01/1959
h.14.30
S.P.A.L. - TALMONE TORINO 3-0 (2-0)
S.P.A.L.
: Toros, Malatrasi, Lucchi, Villa, Calza, Dal Pos, Mangiarotti, Gasperi, Rozzoni, Sorio, Braccini. All.: Baldi.
Talmone Torino: Rigamonti V, Grava, Farina, Bearzot, Ganzer, Bonifaci, Mazzero, Armano, Virgili, Arce, Bertoloni. All.: Bertoloni.
Arbitro: Gambarotta di Genova.
Reti: Rozzoni 31', 41', 73'.
Spettatori: 9.000 circa.
Note: Giornata fredda con cielo coperto, terreno leggermente allentato; ammonito Bertoloni, calci d'angolo 8-8.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 5 gennaio 1959]
Questa nuova sconfitta che cade sulle spalle della squadra granata pesa più di ogni altra subita sinora e aggrava, per il momento in cui capita, una situazione che già appariva estremamente delicata. E' difficile darle una interpretazione giusta. La squadra ha attaccato certamente più della Spai e tuttavia se altre due reti si fossero aggiunte al bottino dei padroni di casa non ci sarebbe stato niente a ridire. La prima mezz'ora è stata quasi tutta del Torino. Rigamonti non è stato chiamato in questo periodo a effettuare nessuna parata di rilievo, tanto sfocata appariva la squadra avversaria, ma nemmeno il portiere opposto è stato impegnato in modo tale da farne prevedere la capitolazione. Quando la Spal, dopo quella mezz'ora di disordinata difesa, ha trovato la spinta sufficiente per muoversi, ha segnato in sette minuti due reti. Qui sta la differenza fra le due squadre e la loro diversa efficienza di giuoco. Da questo momento - si era al 42' minuto di giuoco - il destino della squadra granata è stato deciso. Non le mancava la volontà, le mancava semplicemente il giuoco. La manovra era macchinosa e confusa appunto perché non c'era un'idea di giuoco convogliata da un determinato schieramento. Tutto appariva improvvisato, casuale, frammentario. La spinta era sempre energica, ma lo scatto era insufficiente: la prima serviva a mantenere la pressione, il secondo non la sfruttava. Si è avuta cosi l'impressione di una squadra quasi sempre proiettata all'attacco ma mai in grado di svincolarsi dal corpo a corpo con l'avversario. Già dopo il primo goal si è capito che la squadra non aveva la possibilità di ricuperare. L'avversaria non si può dire che la dominasse, ma mentre la chiudeva nella morsa della difesa la sballottava con dei contrattacchi che, per la decisione, la potenza e la rapidità con cui venivano effettuati, riuscivano a creare davanti alla porta di Rigamonti delle situazioni di estremo pericolo. In difesa la Spal presentava uno schieramento compatto che copriva tutto l'attacco granata; nel contrattacco il ricupero dei suoi uomini, scattanti e vigorosi d'impeto, riusciva quasi sempre a cogliere di sorpresa la difesa ospite. Le due squadre avevano entrambe adottato il catenaccio: Grava libero da una parte, Dal Pos libero dall'altra. Diversa tuttavia la consistenza dei due catenacci. Quello della Spal era chiuso, compatto, senza incrinature; quello del Torino era largo, con zone vuote, vulnerabile. Il giuoco della Spal è stato più un capolavoro di tattica che dì tecnica. Essa conosce indubbiamente i suoi limiti, ma conosce anche le sue risorse. Nessuna azione da essa condotta ha avuto pregi di elaborazione raffinata. Pochi ed essenziali i suoi passaggi. Infiniti e tormentati quelli dei granata. La prima puntava non sui mezzi che non ha ma sulle qualità che largamente possiede; i secondi parevano invece sempre in un labirinto da cui cercavano vanamente di uscire. Mentre la Spal semplificava attaccando con al lunghi che puntavano sugli uomini liberi, il Torino, anche nelle fasi di contrattacco, appariva titubante, incerto su chi puntare, con tocchi brevi, rallentamenti, ritorni e riprese, che davano modo allo schieramento difensivo di rafforzarsi. Illogica appariva anche la disposizione degli uomini. Essendo Grava libero, Ganzer giuocava da centromediano avanzato controllando Rozzoni. Bonifaci, l'uomo migliore della squadra e tatticamente il più avveduto e più fine, restava invece laterale spostandosi prevalentemente nel primo tempo ma anche più volte nella ripresa addirittura all'ala destra per colmare il vuoto lasciato dagli spostamenti di Armano al centro. Mancava così un giuoco di rincalzo vero e proprio, mancava un organizzatore che mettesse un po' d'ordine in quello slancio insufficientemente controllato. L'attacco era di impostazione vaga. Una tattica chiara ed evidente non l'ha mal avuta. Non una coppia di centravanti e nemmeno un centravanti di punta, gli spostamenti erano casuali e provvisori, i compiti apparivano confusi. Tutti si davano un gran da fare ma una vera collaborazione di giuoco non poteva sorgere da una tale sovrapposizione di compiti senza un indirizzo concreto. Non vogliamo darne colpa a nessuno, cerchiamo solamente di spiegare che cosa è avvenuto sul campo della Spal in quel tragici 90 minuti di lotta sull'abisso della sconfitta. Diamo ancora atto alla squadra della sua volontà e del suo generoso impeto. Sono doti preziose, ma esse non contano nulla se non sono messe al servizio di un'idea di giuoco che le valorizzi. La squadra non è preparata né tatticamente né atleticamente, e non è colpa certamente del buon Bertoloni che ne ha preso le redini in un momento grave e difficile. Ma sono mali a cui si dovrebbe rimediare e si rimedierà, lo speriamo. Abbiamo detto che la squadra granata ha nettamente prevalso nella prima mezz'ora di giuoco. L'avversarlo appariva disorientato, passaggi sbagliati, uomini fuori posizione, impossibilità di prendere le redini del giuoco. Il pubblico fischiava, ma non erano che fischi di dispetto. Il Torino otteneva nel primi minuti due calci d'angolo, poi al 15' una girata al volo di Virgili, su centro di Armano, mandava la palla a urtare contro lo spigolo alto della porta e a uscire quindi dal fondo. La pressione granata continuava vigorosa ma confusa, più slancio che idee, più impeto che ordine. Passava così la prima mezz'ora di giuoco. Il Torino subiva al 32' il primo calcio d'angolo ma otteneva il quarto un minuto dopo. Una rovesciata di Bertoloni passava alta, poi cominciava la reazione della Spal. Al 35' ecco Mangiarotti in azione contro Farina. Il ferrarese accennava a scattare sulla destra, poi improvvisamente girava su se stesso e piegava al centro. Lo scarto improvviso sorprendeva Farina che malauguratamente sci volava perdendo il contatto con l'avversario. Mangiarotti effettuava allora un traversone di sinistro diretto all'estremità opposta ove già si era messo in azione Rozzoni affiancato da Ganzer. Senza indugio il centravanti ferrarese sferrava un tiro di sinistro che sorprendeva nettamente Rigamonti. Un bel goal. Aizzata dal successo, la Spal si era scossa dalla sua inerzia e attaccava ora vigorosamente. Passavano sette minuti appena. In un'azione sulla sinistra, Grava, in prossimità del corner, perveniva in possesso della palla arretrando nel tentativo forse di passarla in un secondo tempo al portiere, ma la manovra gli falliva; un tocco sbagliato mandava la palla a uscire dalla linea di fondo e Broccini batteva il corner. Sulla traiettoria del tiro, Rozzoni sbucava, a una decina di metri dal pali completamente libero e con un gran colpo di testa mandava per la seconda volta la palla nella rete. Rigamonti non si è mosso; forse non ha visto; ma era difficile non vedere, fors'anche l'ha sorpreso la violenza del tiro. La sorte del Torino era segnata. All'inizio della ripresa la Spal riprendeva l'offensiva ottenendo presto due calci d'angolo. Al 7' su centro di Malatrasi che s'era portato anche lui all'attacco, Sorio sbucava libero a una ventina di metri dalla porta; Rigamonti usciva alla disperata e si gettava in tuffo sul piedi dell'avversario e salvava il goal, ma restava colpito alla testa, Alla ripresa del giuoco dopo qualche secondo di interruzione attaccava sempre la Spal. Al 9' Sorio, ancora libero, toccava male al momento conclusivo mandando un debole pallone nelle braccia di Rigamonti. Pronta reazione granata. Al 12' un tiro veramente bello di Armano dava la sensazione del goal inevitabile, ma Toros riusciva a fatica a deviare la palla al di sopra del la traversa. Ora i granata insistevano all'offensiva e ottenevano, al 16', una punizione dal limite laterale dell'area. Davanti alla porta si accendeva una furiosa mischia, tre tiri granata rimbalzavano sulle, gambe del difensori e sul contrattacco ancora Sorio si presentava libero davanti alla porta di Rigamonti. Anche questa volta pareva impossibile non segnare, ma Sorio fra i fischi del pubblico sbagliava bersaglio. Il goal maturava, però. Al 28' Borio sfuggiva a Grava che era scivolato e allungava prontamente a Rozzoni. Tiro violentissimo di sinistro dal limite dell'area a campo scoperto e palla nella rete. Più nulla da fare per i granata. Eppure essi insistevano, ma al 32' in un improvviso rovesciamento di giuoco Rozzoni ancora una volta veniva trovarsi libero a un metro dal limite dell'area e come abbia fatto a sbagliare il tiro ancora non si capisce. Rigamonti riusciva poi al 35' a deviare in angolo un tiro di Rozzoni; al 42' Mazzero in una energica reazione tirava da pochi metri e Toros parava in tuffo, perdeva quindi la palla ma riusciva a ricuperarla un soffio prima che sopravvenisse Virgili; una deviazione in corner di Rigamonti su un tiro di Rozzoni un minuto dopo chiudeva praticamente l'incontro. Non resta di questa partita che un triste ricordo. La vittoria della Spal è stata nitida e convincente. Baldi è riuscito a fare del suoi uomini una bella squadra, ben allenata e ottimamente impostata. Merita un elogio di cuore.