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Appiani
18/01/1959
h.14.30
PADOVA - TALMONE TORINO 4-0 (2-0)
Padova
: Pin, Blason, Scagnellato, Secco, Zannier, Moro, Mariani, Rosa, Brighenti, Cella, Zerlin. All.: Rocco.
Talmone Torino: Vieri, Grava, Cancian, Bearzot, Ganzer, Varglien III, Armano, Bonifaci, Virgili, Arce, Pellis. All.: Ellena.
Arbitro: Butti di Como.
Reti: Zerlin 33', 44', Mariani 46', Brighenti 70'.
Spettatori: 11.000 circa.
Note: Splendida giornata, terreno fangoso, calci d'angolo 8-2 per il Padova. Espulso Arce al 34' per proteste.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 19 gennaio 1959]
La situazione del Talmone Torino sta diventando un rompicapo. I mali da cui questa squadra è afflitta sono senza dubbio tanti, ma chi cercasse di approfondirli si troverebbe senza dubbio in difficoltà perché volontà e impegno mascherano le debolezze e pare sempre di essere all'inizio di una ripresa che non viene mai. Viene invece, a un certo punto, il primo gol, poi vengono il secondo, il terzo, il quarto. Ed ecco che ci si trova di fronte a un risultato troppo perentorio perché si possa diminuirne il significato, senza che la squadra mai abbia dato l'impressione di crollare, senza che mai essa si sia arresa. Ed allora vien da chiedersi che cosa abbia questa squadra che crolla pur restando sempre in piedi, che gioca coperto e pure incassa reti in serie, che non riesce a sfornare un'azione che le consenta una volta, una volta almeno, di mandare anch'essa un pallone nella rete avversaria. Anche oggi la squadra granata aveva iniziato bene. Per circa mezz'ora essa ha tenuto il campo con maestria, ben coperta al centro campo, pronta in difesa, animosa anche se confusa all'attacco. In questa prima mezz'ora il Padova ha giocato nel modo tatticamente meno convincente, con larghe zone lasciate in dominio dei granata, con troppo distacco fra avanti e difesa, disordinato e con scarsa scioltezza nella manovra. Poiché si trova in un periodo di lieve declino di forma ed aveva alcuni uomini a riposo per malanni, il Padova non si sentiva troppo sicuro. Per poco che il Torino si fosse dimostrato incisivo all'attacco, forse sarebbe stata questa la giornata buona per cercare di salire anche un solo gradino della classifica. Il gioco di Bonifaci, il migliore di tutti, e di Armano, al centro campo, manteneva organizzata la squadra che si muoveva senza sbandamenti e con buona sicurezza. Ma nel giro di appena 2 minuti tutto è cambiato e si è profilata la sconfitta inevitabile. Al 33' vanamente Varglien cercava di ostacolare una discesa di Brighenti all'estrema destra. Mentre il granata scivolava a terra, il padovano continuava la sua corsa e centrava alto quasi dalla linea di fondo. La palla ricadeva oltre lo specchio della porta e Zerlin, solo, la colpiva di testa mandandola in rete. Che Zerlin si trovasse libero, con tanti uomini davanti alla porta, dimostra che il lavoro di marcatura era stato sommario. Per una squadra come quella granata che non riesce a segnare, il gol costituiva uno svantaggio difficilmente colmabile. Ad aggravarlo veniva, appena due minuti dopo, l'espulsione di Arce. Il grave provvedimento era stato provocato da alcune parole pronunciate dal granata e rivolte all'arbitro ma che noi, naturalmente, non abbiamo potuto udire. L'arbitro stesso si trovava alquanto discosto dal giocatore e anche se non ha udito con precisione deve aver intuito che non si trattava di un complimento. Interrogato dopo la partita, Arce negava di averlo in qualunque modo offeso. Certo se egli avesse tenuto chiusa la bocca niente sarebbe successo ed è, a nostro avviso, da deplorare che un giocatore, nelle condizioni attuali del Torino che ha bisogno di tutti, si metta in condizione, a ragione o a torto, di farsi espellere dal campo La conseguenza è stata questa: che la squadra granata, perdendo una pedina preziosa, si è trovata nell'impossibilità di reggere all'urto degli avversari. Essa cercò di conservare intatto il suo schieramento difensivo, mu l'attacco non poteva più svolgere ormai che un lavoro troppo fragile di alleggerimento. Moro, che era stato spostato a destra per sorvegliare Arce, ebbe la zona libera per le avanzate di rincalzo agli avanti e come ne approfittasse lo si è visto. Il Padova attaccava con un gioco vigoroso ma confuso, mentre il Talmone Torino non aveva ormai all'attacco che Virgili e Pellis, i quali non potevano fare di meglio che abbozzare fughe isolate di scarsa presa contro la massiccia difesa avversaria. Al 44' il Torino subiva il suo terzo corner della giornata. Nella continuazione dell'azione un tiro di Scagnellato mandava la palla a rimbalzare contro lo spigolo inferiore della traversa, al rimbalzo Brighenti la colpiva di testa ostacolato da Ganzer, ma la palla toccata da Ganzer e dal montante ritornava nella mischia furibonda che si era creata davanti alla porta: ancora una volta si faceva luce il giovane Zerlin mandandola di testa per la seconda volta nella rete. Il Torino concludeva così il primo tempo con due reti al passivo. Speranze ormai non poteva più averne, ma all'inizio della ripresa la sua situazione si aggravava ancora. Battevano il calcio d'inizio i padovani ed è stata un'azione fulminea. Mariani galoppando all'estrema destra chiudeva verso ti centro e sferrava un traversone fortissimo raso terra. Vieri, appostato presso il montante della porta veniva sorpreso dal tiro e la palla finiva nell'angolo opposto della rete. Non erano passati 30''. Con simile premessa c'era da attendersi una ripresa disastrosa, ma il Talmone Torino non mollava. Ebbe periodi di sbandamento e riprese vigorose, quando accennava a cedere sempre si rialzava e la sua volontà era tanto più ammirevole quanto più essa appariva ormai del tutto inutile perché serviva un gioco insufficiente. Ostinatamente cercò di portarsi all'attacco. Armano, Bonifaci, Bearzot, Virgili e Pellis imbastivano un gioco che fatai mente doveva apparire inadeguato contro un avversario numericamente superiore ed atleticamente più fresco. Ma tuttavia essi cercarono ancora di risalire la troppo forte corrente avversa. Più decise apparivano invece le puntate dei padovani. Vieri venne impegnato in alcune parate che gli meritarono l'applauso della folla. La squadra granata era corno un plotone che difendesse l'ultima trincea di una battaglia già perduta. Al SS' Rosa eludeva la marcatura di Varglien e centrava di sinistro dall'estrema destra quasi sulla linea bianca di fondo campo; Brighenti, libero al centro area, raccoglieva e segnava. Il nostro racconto potrebbe finire a questo punto. Il Padova tentò ancora di arrotondare maggiormente il bottino, Vieri ebbe un duro lavoro e lo disimpegnò lodevolmente, Bonifaci ed Armano cercarono volenterosamente di spingere la leggera barchetta dell'attacco contro i marosi della difesa avversaria. Ma fu tutto inutile. Troppo sommario il gioco, troppo insufficienti parecchi uomini. Appena battuto un corner contro il Padova l'arbitro fischiava la fine. I complimenti a Rocco sono doverosi. Egli non ha a disposizione dei grandi assi, ma è riuscito però a creare egualmente una bella squadra volitiva, atleticamente ben preparata. Il merito suo non è solo d'oggi ma dura da anni. In quanto all'arbitro è meglio non parlarne. E' stato il peggiore visto da noi in questo campionato. L'hanno fischiato persino i padovani, che pure non avevano ragione di lamentarsi. Che tristezza.