WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Moccagatta
01/02/1959
h.14.30
ALESSANDRIA - TALMONE TORINO 0-0
Alessandria
: Cuman, Boniardi, Giacomazzi, Snidero, Pedroni, Girardo, Castaldo, Manetti, Lorenzi, Dorigo, Tacchi. All.: Robotti e Pedroni.
Talmone Torino: Rigamonti V., Grava, Farina, Bearzot, Ganzer, Bonifaci, Armano, Arce, Virgili, Marchi, Crippa. All.: Senkey.
Arbitro: Righi di Milano.
Reti: -
Spettatori: 8.000 circa.
Note: Giornata gelida e nevosa, con la spessa coltre di neve che ha coperto il Piemonte intero, Alessandria compresa, senza tuttavia pregiudicare lo svolgimento del match; terreno molle e scivoloso, calci d'angolo 4-3 per il Talmone Torino. Moltissimi sostenitori del Torino presenti allo stadio di Alessandria, con una lunghissima colonna di macchine bardate di stendardi granata che ha colorato l'autostrada nel viaggio di ritorno.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 2 febbraio 1959]
Un malanno scaccia l'altro, e tutti e due lavano la faccia.., direbbe quel tizio che nessuno sa chi sia. La neve ha allontanato la nebbia che ad Alessandria ed in tutta la zona viciniore la aveva fatta da padrona assoluta fino a poche ore prima dell'inizio della partita. Poi, visto che poteva oramai dominare senza concorrenti la situazione, la bianca visitatrice ha esagerato. Ha preso cioè a cadere, in termini difficilmente ammissibili per una partita di calcio. Una precipitazione fitta, intensa, a falde larghe, secche, consistenti. Una nevicata insomma, di quelle che durano. In un batter d'occhi essa ricoprì il terreno di giuoco di un duro e gelido manto bianco, sul quale la palla prese subito a fare un po' quello che voleva, e gli scivoloni ed i capitomboli divennero presto numerosissimi. Il giuoco cambiò così completamente di natura: e lo spettacolo non fu più quello che ci si attendeva. Cominciò il pubblico a non convenire nella massa preventivata. La minaccia della nebbia che ancora nella mattinata non permetteva che ci si vedesse ad un paio di metri di distanza tenne lontani i tifosi dei centri circostanti, e la neve, arrivata puntuale per l'ora di inizio non invogliò a muoversi quelli della città. Di modo che, se non fosse stato per quelle millecinquecento o duemila persone convenute con ogni mezzo di locomozione da Torino, l'incasso della giornata, da grande come doveva essere, sarebbe diventato piccino piccino. E la temperatura, da umida che era, divenne subito rigidissima, e smorzò, se non proprio spense, molto dell'entusiasmo che circondava la gara. I numerosi sostenitori granata coi loro incitamenti e con un grande sventolare di vessilli, fecero del loro meglio per riscaldare un ambiente che l'aria fredda che spirava sul campo faceva di tutto per raggelare. Ed i tifosi alessandrini accettarono e risposero in certo quai modo alla sfida, corale. Ma ci voleva ben altro, nelle condizioni della giornata. Con quel freddo cane e su quel terreno coperto di neve gelata e raggrumata, il giuoco decadde subito di qualità, ed in nessun momento della partita riuscì mai ad essere quello che si sperava che fosse e che effettivamente poteva anche essere. In complesso, uno spettacolo mancato, ed un incontro travisato e guastato da un infuriare degli elementi quale ancora non si era visto in questo inverno. Nelle circostanze, è stata una ventura che l'esito della partita, come mosso a pietà dalla inclemenza eccezionale del tempo, abbia preso una forma tale da non danneggiare né l'uno né l'altro dei contendenti. Sia i grigi di Alessandria come i granata del Talmone Torino navigano, al momento attuale, in acque piuttosto agitate in fondo alla classifica; e né l'uno né l'altro poteva perdere, nella giornata. Con un risultato in bianco la sorte ha risolto la difficoltà mandando a casa nessuna delle due squadre soddisfatta al cento per cento, ma nessuna, nemmeno, veramente malcontenta. Il che, sotto l'aspetto dell'anormalità dell'ambiente nel quale si è svolta la gara, è anche cosa giusta. Gli ospiti, è vero, hanno attaccato di più, sono stati, delle due, la compagine più ordinata e più compatta: hanno svolto il giuoco, se non proprio migliore, certo il.. Meno peggiore. Ma hanno dato prova di una straordinaria inconcludenza al momento culminante delle azioni. E, non bisogna dimenticare, che, per più della metà della durata della partita, essi hanno operato contro un avversario ridotto a dicci uomini soli. Verso la metà del primo tempo infatti Lorenzi, colpito casualmente da una gomitata in faccia, doveva lasciare il campo. Curato per alcuni minuti sui bordi del medesimo, egli rientrava più tardi sul terreno in qualità di ala sinistra, solo per rientrare definitivamente negli spogliatoi prima del riposo della metà tempo. Pare si tratti di dolori alle vertebre cervicali, conseguenti all'urto facciale in cui era incorso. La natura precisa del malanno non potrà essere stabilita che a seguito di un accurato esame medico. Già mancanti di Vonlanthen e di Nardi, gli alessandrini erano del resto stati privati all'ultimo momento della presenza di Pistorello per un attacco influenzale. La partita in sé non merita proprio una lunga e particolareggiata descrizione. Diretta in modo severo e preciso dall'arbitro milanese Righi - che, per i suoi scrupoli, non tiene però alcun conto della nota regola del vantaggio - la partita stessa è stata caratterizzata dalla deficienza, quasi totale, non solo di palloni in rete, ma anche di occasioni che una rete meritassero. Della sola, vera occasione che avrebbe dovuto essere coronata dal successo, fruirono i granata: ed essi lasciarono passare l'attimo fuggente senza raccoglierla. La partita aveva avuto inizio da poco; si era al 13° minuto del primo tempo, e l'intraprendente ala sinistra Crippa aveva, a mezzo di un centro breve, servito Virgili in area di rigore. L'ex-fiorentino raccoglieva e sparava a mezza altezza in direzione del lontano angolo della porta, sulla sinistra del portiere. Con un bel balzo, Cuman deviava ma non tratteneva la palla, che finiva alcuni metri davanti a lui. Arrivava, sul posto Marchi, il quale, colpendo al volo avrebbe forse potuto sospingere in rete. Nel ritardato tentativo di dominare il pallone, l'occasione andava inspiegabilmente perduta. Doveva essere l'unica di tutta la partita. Un'altra ancora, ma non più così chiara, ne maturò per i granata nella seconda metà della ripresa, quando Bonifaci, stroncata una avanzata dei grigi, eseguì un lungo traversone dalla sinistra verso la destra, sul quale piombò in extremis Arce. Da un angolo molto difficile, il paraguaiano sparava decisamente sul portiere Cuman. In campo opposto, i grigi, in tutti i novanti minuti di giuoco non costrinsero Rigamonti ad una sola parata di media difficoltà. Tacchi, l'ex-granata, perse la palla in un duello contro un avversario nel primo tempo, e Tacchi ancora alla ripresa sparò forte e da lontano, direttamente sul portiere. Tutto il rimanente della partita fu giuoco di metà campo, scialbo ed inconcludente, con superiorità delle due difese sui due attacchi, e con una serie di svarioni e di sdruccioloni sul terreno che, di mano in mano che il tempo passava diventava sempre più difficile. La superiorità territoriale e tecnica dei granata, palese al principio ed al termine dell'incontro, non trovò rispondenza alcuna in fatto di decisione davanti a rete. Nessun incidente fra il pubblico.