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| Penzo |
| 14/06/1959 |
| h.16.45 |
| VENEZIA - TALMONE TORINO 5-1 (2-0) Venezia: Bubacco, Tresoldi, Ardizzon, Tesconi, Tarantini, Molinari, Danieli, Milan, Callegariu, Canella, Mion. All.: Quario. Talmone Torino: Vieri, Cancian, Farina, Bearzot, Varglien III, Bonifaci, Crippa, Mazzero, Piaceri, Marchi, Bertoloni. All.: Senkey. Arbitro: Angelini di Firenze. Reti: Callegari 12', 19', 77' (V), Canella 59' (V), Milan 72' (V), Piaceri 73' (T). Spettatori: 4.000 circa. Note: Calci d'angolo 8-1 peri Torino. Il Venezia accede alle semifinali, il Torino viene eliminato. Cronaca [Tratto da La Stampa del 15 giugno 1959] Non e una sconfitta, è un disastro. Nessuno avrebbe potuto pensare ad un rovescio di così gravi proporzioni. Il Talmone Torino ha giocato da squadra in disarmo. Da quando sono calati i due mediani laterali, impossibilitati a reggere alla stanchezza accumulata nel corso della stagione in cui essi hanno avuto da sopportare il maggior peso di gioco sulle loro spalle per mascherare le deficienze dei compagni - ed il calo si era già verificato nell'ultima giornata di campionato -, la squadra granata è andata addirittura precipitando. La sconfitta con la Roma era spiegata dalla superiorità di classe degli avversari, ma quella d'oggi non trova altra spiegazione che nella su superiorità di ritmo, di scatto, di iniziativa dell'undici veneziano. Non si è avuta mai la sensazione che il Torino potesse riprendersi e recuperare lo svantaggio che andava accumulandosi. Due a zero noi primo tempo, poi tre reti nella ripresa. La rete dei granata è venuta quando già il bottino degli avversari era di quattro goal. Nel primo tempo il Talmone Torino è stato dominato e nel secondo ha attaccato in prevalenza, ma sia nella prima che nella seconda parte della partita i veneziani hanno sempre avuto la meglio, cioè hanno segnato quando dominavano e quando erano dominati, dimostrando una netta superiorità in qualunque situazione di gioco. Il modo come essi riuscivano nella ripresa a tagliare fuori la difesa granata aveva dello sbalorditivo. Ciò è dipeso molto, come abbiamo detto, dalla stanchezza dei laterali, nettamente fuori forma. Essi non sono più riusciti a saldare i due settori estremi della squadra, la cadenza avversaria li ha sopraffatti e dobbiamo aggiungere che molte occasioni dei veneziani specialmente nella ripresa sono fallite quasi per caso perché tre o quattro volte Vieri si trovato del tutto allo scoperto davanti agli attaccanti neroverdi che avanzavano. Così che l'unico uomo che si è salvato è proprio Vieri, per quanto ben cinque palloni siano finiti nel sacco. Il Venezia non ha fatto sfoggio di una tecnica superiore sia individuale che di squadra e non ce n'era nemmeno bisogno. La sua tattica migliore non è scaturita da schemi speciali di gioco, ma da quell'arma semplice ed efficace che è la mobilità. Si è verificato quanto previsto. Nel Venezia c'erano alami uomini sotto osservazione: Carantini, Canella, Milan, che sono già all'asta. Da Firenze era venuto Czeizler si dice per vedere Canella e Carantini, di venti anni il primo e di ventidue il secondo C'era Gianni Bigogno, forse con incarichi di osservatore anche lui per quanto egli negasse. Il mercato diventa proibitivo anche nelle serie inferiori. Si dice che per Canella siano stati chiesti 50 milioni con i quali il Venezia, che è ora a regime commissariale, sanerebbe la sua gestione finanziaria. Per gli altri non si chiederebbe molto di meno. Visti nella loro squadra questi uomini si fanno certamente ammirare, ma trasportati fuori dal loro ambiente, inquadrati in un'altra formazione e avviati in un campionato di superiori esigenze tecniche, si può dire forse che susciterebbero la stessa impressione favorevole come se giocassero sempre nel loro Venezia? Noi non azzardiamo un giudizio perché li abbiamo visti ieri per la prima volta, ma comunque ci permettiamo di dire che 50 milioni sono tanti. Questo discorso preliminare accorcia la cronaca della partita che in verità non ha offerto dal punto di vista tecnico nulla di particolarmente notevole. Dopo alcuni abbozzi infruttuosi del Torino, gli avversari ai primi attacchi sono andati in vantaggio. Al 12', Danieli, lanciato dal laterale Tesconi, centrava basso ad un metro dalla linea di fondo, davanti alla porta granata si faceva il vuoto e Calegari sopravvenuto in velocità deviava nella rete. Due mi miti dopo il Torino aveva la possibilità di pareggiare. Scattava Bertoloni e centrava a mezza altezza anche lui Quasi dalla linea bianca. A tre passi dalla rete Mazzero colpiva di testa la palla dall'alto al basso e pareva goal fatto, ma il portiere in tuffo riusciva prodigiosamente a parare. Si iniziava la supremazia dei veneziani i quali al 19' raddoppiavano. Canella lanciava Mion il quale centrava alto un pallone perfettamente dosato: di testa ancora Calegari mandava in rete. Al 15' della ripresa, a conclusione di un'azione condotta da Molinari e Mion, Canella appariva solo davanti a Vieri e non aveva difficoltà a batterlo: tre a zero. Reazione granata e cinque minuti dopo Marchi lanciava Mazzero al centro. Questa volta la situazione era favorevole, Mazzero veniva a trovarsi solo ad una quindicina di metri dal portiere, ma sciupava l'occasione tirando a lato. Nuovi attacchi del Torino, un tiro fuori di Crippa e al 27' il quarto goal dei veneziani. Su allungo di Canella, Milan filava solo verso la porta granata, Vieri usciva dai pali per restringere l'angolo di mira, ma il tiro parabolico di Milan inesorabilmente lo batteva. Un minuto dopo il Torino riusciva a far sfociare nella direzione giusta una bella azione imbastita dal centro da Bertoloni e Marchi. Il passaggio di quest'ultimo trovava pronto Piaceri che con un tiro diagonale segnava l'unica rete dei granata. Ma non è stato che un fuoco di paglia. Al 32' Calegari concludeva la sua gran giornata segnando il terzo goal personale e il quinto per la sua squadra su passaggio di Milan. A un minuto dalla fine Vieri bloccava a terra un fortissimo tiro di Canella scoccato da pochi passi. Il sacco era già abbastanza pesante. |
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