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Mirabello
22/11/1959
h.14.30
REGGIANA - TORINO 1-1 (0-0)
Reggiana
: Baldisseri, Ramusani, Spinosi, Boccalatte, Bertoli, Corsi, Trubuzio, Pistacchi, Pinti, Deotto, Catalani. All.: Del Grosso.
Torino: Soldan, Grava, Cancian, Bearzot, Lancioni, Bonifaci, Ferrini, Mazzero, Virgili, Moschino, Crippa. All.: Senkey.
Arbitro: Ferrari S. di Milano.
Reti: Bertoli 66' (R), Aut.Pistacchi 70' (T).
Spettatori: 16.000 circa.
Note: Gravi incidenti tra le tifoserie prima del match. Al Mirabello si registra il tutto esaurito e il record di incasso nella storia della Reggiana.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 23 novembre 1959]
Riluttanza, riluttanza grande nello scrivere su di un avvenimento un incontro calcistico - specie nel primo tempo - certamente non lo è stato. Tutta la prima parte delia gara è stata una piccola zuffa: uri gran correre dell'uomo contro l'uomo, un gran rotolarsi a terra di giocatori che parevano morti e non avevano niente, un grande urtarsi senza concludere nulla, ed uno spettacolo morale schiettamente brutto. Per minuti non fu che un picchiar sodo, alla ricerca di espulsioni e di calci di rigore, con un urlio da parte del pubblico che frastornava e non lasciava più intendere quel poco che nella confusione generale ancora si sarebbe potuto intendere. Ed un arbitraggio che può essere definito come pienamente all'altezza della situazione. Un giudice di gara che travolto in pieno come da una bufera, prendeva lucciole per lanterne, cadeva nella pania di camuffamenti e di piccoli trucchi, e dava l'impressione di patere, da un momento all'altro, compromettere per ingenuità o per paura il risultato della partita. D'accordo che la gara in quella cagnara corale che la circondava e l'accompagnava, fosse una cosa ben difficile da tenere sulla giusta carreggiata, ma appunto per questo un tentativo autoritario di ergersi al di sopra della mischia e di far sentire da quale parte stesse il comando e la decisione sulle ostilità, sarebbe stato più ancora che doveroso, dovuto e indispensabile. Come risultato, il giudice di gara finì per sentirsi tacciare di ''vile'', di ''venduto'', di ''assassino'' e di tutti gli epiteti che in situazioni consimili fioriscono regolarmente sui campi di gioco da parte degli esagitati, al giorno d'oggi. E sì che egli aveva affibbiato agli ospiti un calcio di rigore la cui motivazione vera era sfuggita ai più, e del quale i padroni di casa non avevano saputo approfittare. E' stato tutto un gran caos quella prima parte dell'incontro. Una grande eccitazione regnava attorno al recinto di gioco. L'urlo a perdifiato del pubblico copriva regolarmente le decisioni che partivano dal fischietto dell'arbitro. Il campo stretto favoriva gli urti fra uomo e uomo, e non appena due giocatori si toccavano, urli e strida salivano al cielo. Presto il centromediano della Reggiana Bertoli, che fino al momento dell'incidente s'era portato bene, si produceva - pare - uno strappo muscolare a una gamba, doveva lasciare il suo posto e passare fra gli attaccanti. Il suo posto, come perno della difesa, veniva preso e tenuto fino al termine della gara dall'ala sinistra Catalani. E di positivo in quella gran bolgia non succedeva nulla, assolutamente nulla. Due tiri iniziali di Virgili, di cui il primo dalla sinistra sibilava per pochi centimetri sopra la traversa della porta reggiana, un paio di paurose mischie, proprio a poca distanza dalla rete torinese, molti piccoli incidenti da una parte e dall'altra punizioni parecchie e svariate di qua e di là, un improvviso tiro dei reggiani veramente pericoloso, ma di palloni in rete nemmeno l'ombra. Anche perché, come già accennato, il calcio di rigore che l'arbitro aveva inopinatamente concesso verso la metà del tempo a favore della Reggiana, non aveva sortito esito alcuno. Su di una rimessa laterale, erano saltati in due i granata, per colpire la palla di testa. Uno aveva intralciato l'altro, e ne era uscito un fallo di mani del tutto involontario. Sul penalty tiro della mezza ala Pistacchi, tuffo di Soldan sulla sua sinistra, e deviazione in angolo della palla. Al riposo di metà tempo, zero a zero. Alla ripresa, come per un'ondata di rinsavimento generale, gli animi si placavano alquanto. Sul campo e fuori del campo. Nel rettangolo di gioco, qualche azione, di tanto in tan to affiora. E tra il pubblico si grida meno. Il gioco della Reggiana conserva però, essenzialmente, il carattere dell'arrembaggio. E quel po' di buono che in campo tecnico salta fuori è di marca granata. Auspice, principalmente, Bonifaci. Il quale si conserva calmo e si piazza bene, distribuisce con criterio e lancia ora l'uno ora l'altro dei suoi attaccanti in direzione della porta avversaria. Dovrà essere, nel difficile ambiente e in tutto il corso della partita, il miglior uomo in campo, il biondo Bonifaci. Al 21', calcio d'angolo sulla sinistra contro il Torino. Piccola mischia in area che termina con un secondo calcio d'angolo sulla destra. Altra mischia. Mentre Soldan avanza per impadronirsi della palla, sulla medesima piombano in quattro gli attaccanti reggiani, Bertoli tocca per ultimo la sfera, e tutti quanti vanno a finire nella rete. Uno a zero, per i padroni di casa. Passano cinque minuti, e una punizione viene concessa ai granata sulla loro sinistra, quasi al limite laterale del campo. Tira lungo e con traiettoria tesa Bonifaci. Nell'area reggiana è convenuto anche Lancioni, che salta e non riesce a toccare la palla. Di sorpresa, questa finisce sul cranio di Pistacchi che sta dietro di lui, e schizza in rete mentre il portiere sta uscendo. Uno a uno. Un pareggio che è giusto e dal quale più non si esce. Un gran bel punto di classifica per i granata torinesi che di perdere proprio non meritavano. Ed a gara finita chi fa le spese della giornata è un gruppo di sostenitori del Torino, sul quale si sfoga l'ira di qualche energumeno.