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| Valmaura |
| 13/12/1959 |
| h.14.30 |
| TRIESTINA - TORINO 0-1 (0-0) Triestina: Bandini, Frigeri, Brach, Szoke, Varglien, Radice, Auber, Taccola, Secchi, Magistrelli, Fortunato. All.: Trevisan. Torino: Soldan, Grava, Cancian, Bearzot, Lancioni, Bonifaci, Crippa, Ferrini, Virgili, Moschino, Santelli. All.: Senkey. Arbitro: Cariani di Roma. Reti: Virgili 80'. Spettatori: 7.000 circa. Note: Tempo piovoso e forte vento, terreno pesante; calci d'angolo 7-7. Cronaca [Tratto da La Stampa del 14 dicembre 1959] Il Torino ha conquistato finalmente la vittoria che premia e onora il suo gioco. Fra tutte è certamente questa la più bella. E' la vittoria del ritmo, del gioco, della decisione e della saggezza tattica. Il goal che ha deciso è venuto a dieci minuti dalla fine, ma già fin dal primo tempo la squadra granata aveva posto le premesse del successo. Essa ha manovrato con una copertura esemplare, ha equilibrato attacco e difesa in modo da non lasciare nessun varco all'avversario, e sempre il suo gioco si è disteso fluido, ordinato, senza slanci affannosi, senza perdere mai il controllo della situazione, senza smarrirsi mai, nemmeno nei periodi in cui l'assalto avversario si abbatteva a raffiche: una squadra, insomma, che aveva un binario e una guida, degli impulsi e dei freni, decisa ma tranquilla sempre, come se sapesse che la vittoria la stava attendendo. Il Torino avrebbe potuto già portarsi in vantaggio nel primo tempo se avesse avuto solo un po' di fortuna. Il goal è venuto tardi, quando la squadra l'aveva già abbondantemente meritato, ed è stato l'atto che ha suggellato una superiorità non tanto territoriale, quanto di idee, di iniziative, di intelligenza tattica, di alto e concreto senso del gioco. Non devono essere ritenute esagerale le nostre lodi. Ha avuto tanti guai finora questa squadra che è doveroso e giusto mettere oggi in rilievo i grandi risultati raggiunti attraverso un lavoro minuto e difficile di assestamento e di affiatamento. Oltre alla rete segnata da Virgili, il Torino ha visto due volte i pali respingere tiri ancora di Virgili e di Moschino, e per circa trentacinque minuti della ripresa ha giocato praticamente con dieci uomini in seguito ad una contusione riportata da Bearzot, non grave speriamo, ma che ha intaccato la solidità di quella che è la vera creazione della manovra granata: il gioco di centro campo. Bearzot era stato colpito da Fortunato con una testata tra la fronte e il naso, rimanendone stordito. Il granata aveva già dovuto subire nell'estate scorsa una operazione al naso per correggere un serio difetto di respirazione, ed il colpo lo raggiunse proprio sulla parte operata. Rimase alcuni minuti fuori del campo e rientrò barcollante, passando all'estrema destra, pressoché inutilizzabile. Sfortuna volle che egli si scontrasse ancora con Fortunato per il possesso di un pallone a terra. Date le sue condizioni non era in grado di opporsi, sostenendo il takle, e prevalse quindi nell'urto il più, poderoso avversario. Bearzot sentì come una lacerazione al ginocchio destro e da questo momento fu reso inutilizzabile del tutto. L'incidente era capitato nel periodo più pericoloso per i granata. La mancanza di un atleta della tempra di Bearzot al centro campo non poteva non farsi sentire. Tutta la costruzione tattica della squadra avrebbe potuto saltare. La minore resistenza opposta nel settore cardine della compagine favori l'offensiva triestina che si scatenò nell'ultima mezz'ora con un impeto che ci parve dovesse riuscire fatale ai granata. Corsero indietro anche gli avanti a dare una mano, ma anche in questo periodo di allarme mai si è potuto constatare che il Torino avesse perduto il controllo di se stesso. Nessun pallone sciupato, i passaggi raggiungevano i giocatori che si spostavano velocemente, l'azione non faceva dei balzi bruschi, ma scendeva ordinata e organizzata, veloce e controllata, sotto la spinta non solo della foga, ma di una idea, mantenendo sempre intatta la compattezza della formazione e saldi i raccordi tattici da reparto a reparto. E' proprio in questo periodo che è venuto il goal della vittoria a premiare la squadra che più intelligentemente aveva giocato. Il segreto del successo granata è tutto nel dominio del centro campo. Ferrini, entrato in campo corno mezzo destro, ha sempre giocato nella posizione di mediano laterale. Il suo arretramento ha reso praticamente libero da ogni marcatura Bonifaci, il quale ha quindi messo in azione quel senso del gioco che gli è innato, spostandosi dove la situazione lo richiedeva, sempre sulla direttrice di ogni passaggio, e imbeccando or l'uno or l'altro attaccante con passaggi dosati, scrupolosamente raso terra, facili da raccogliere e da sfruttare. Questo il meccanismo della manovra alla quale hanno dato il loro apporto tutti. Bearzot, Bonifaci, Ferrini sono stati i tre piloni del gioco granata, una diga tesa attraverso il campo, una pedana di rilancio per tutti. Bearzot ha lottato come un gigante, coprendo un settore assai vasto di terreno, infallibile nei colpi di testa, preciso nei passaggi, sempre piazzato al punto giusto. Ferrini ha confermato definitivamente le sue doti di mediano d'appoggio, assai più utile che non come attaccante puro. E' un giocatore che ha finalmente trovato il posto in cui può dare il meglio del suo gioco. Fatto un elogio all'esperienza e all'abnegazione di Grava, all'irruenza di Cancian. alla sicurezza di Soldan, del resto scarsamente impegnato, alla mobilità e alla decisione di Virgili, in parabola ascendente anche lui, all'impegno, all'altruismo, al dinamismo di Crippa e di Santelli, dobbiamo soffermarci per ultimo su Moschino, che per noi è stato la vera rivelazione della giornata. Egli ha giocato con lo stesso sostenutissimo ritmo, dall'inizio alla fine, e questo è già un fatto meraviglioso. Mai che la stanchezza facesse velo alla chiarezza della sua azione, il suo tocco, i suoi allunghi, le sue imbeccate sono stati perfetti sempre, è apparso un cesellatore raffinato, un suggeritore prezioso e, quando si è reso necessario, anche un pericoloso uomo da rete. Il tiro con cui, nella ripresa, ha colpito lo spigolo del montante della porta triestina ha fatto sobbalzare tutti. E' stata una partita dura, ma non scorretta. Non pioveva, ma il freddo era intenso e soffiava un vento gelato e tagliente che mozzava il respiro. A questi appunti che danno già un'immagine sommaria della partita, vogliamo ora aggiungere alcuni essenziali spunti di cronaca. Il Torino gioca contro vento nel primo tempo. Di questa favorevole situazione approfitta, al 3° minuto, la estrema sinistra Fortunato, che fa partire un fortissimo traversone che Soldan, scattando col pugno teso, riesce a deviare oltre la traversa. Sarà l'unico notevole tiro della Triestina in tutto il primo tempo. Il gioco dei granata si sviluppa metodico. Al 19° minuto, su tiro di Virgili, il portiere para ma non trattiene la palla che viene recuperata da Szoke. Subito dopo, in una mischia prolungata davanti alla porta triestina, un tiro violento di Bonifaci colpisce in pieno Radice. I contrattacchi triestini puntano sulla velocità, ma non hanno ordine; respinti, alle loro spalle si trova il vuoto, è un gioco forte ma troppo avventuroso, e ci sembra persino dominato dall'orgasmo. Al 31', via libera a Virgili su passaggio di Moschino. Il granata scatta a quaranta metri dalla porta, inseguito da Varglien, ma al momento di colpire la palla scivola e la palla va oltre il fondo. Un minuto dopo è ancora Moschino che serve Virgili sulla sinistra: il tiro fortissimo rimbalza sulla traversa, Santelli riprende, ma nella precipitazione manda fuori. Una punizione è concessa ai granata al 40'. Bonifaci tocca a Virgili che fa partire la sventola, ma Bandini riesce a deviare. Deciso attacco triestino all'inizio della ripresa. Viene battuto un corner contro i granata, Auber tira, ma Soldan intercetta. Risponde Moschino al 6° minuto con un bolide, ma Bandini non si lascia sorprendere. Avviene poco dopo l'incidente a Bearzot. Crippa passa mediano, Cantelli diventa mezzo destro. L'attacco è un po' sbilanciato, ma dietro c'è Ferrini che fa prodigi. Al 17° minuto, imbeccato da Santelli, Moschino tira da una dozzina di metri, ma il bolide è respinto dolio spigolo del montante. Si scatena allora l'offensiva avversaria che approfitta dell'incidente toccato a Bearzot. Al 27° minuto Auber, stranamente trascurato dalla difesa, è solo a quindici metri da Soldan, ma fortunatamente sbaglia. Al 35° minuto il goal. Parte il contrattacco granata. Santelli piega verso il centro e tocca a Ferrini che immediatamente devia la palli su Moschino, in profondità. La azione veloce scopre la difesa avversaria. Moschino passa raso terra a Virgili, il quale, benché controllato da Varglien, sferra il tiro: Bandini è battuto. Il pubblico non fiata. Ancora alcuni tiri di Taccola, parati in tuffo da Soldan, mentre dalla tribuna si ode il campanaccio degli irriducibili tifosi granata che hanno seguito fin qui la squadra. |
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