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| Cibali |
| 17/01/1960 |
| h.14.30 |
| CATANIA - TORINO 0-0 Catania: Gaspari, Michelotti, Boldi II, Ferretti, Bonci, Corti, Compagno, Prenna, Buzzin, Biagini, Morelli. All.: Di Bella. Torino: Vieri, Grava, Cancian, Bonifaci, Lancioni, Pellis, Santelli, Mazzero, Virgili, Ferrini, Crippa. All.: Senkey. Arbitro: Campanati di Milano. Reti: - Spettatori: 15.000 circa di cui oltre 12.000 paganti. Note: Pioggia incessante e campo pesantissimo, calci d'angolo 11-3 per il Torino. Il Catania scende in campo con un'inedita divisa grigia. Cronaca [Tratto da La Stampa del 18 gennaio 1960] Il Torino può essere ben contento di come sono andate le cose. Ha portato via da Catania un punto di classifica che più prezioso non potrebbe essere. Ha giocato sotto una pioggia che non ha cessato di cadere mai, e che è cresciuta di violenza di mano in mano che il gioco proseguiva: una pioggia che ha ridotto il terreno, già di per sé difficile, in condizioni inimmaginabili: un perfetto acquitrino. Il Torino ha dovuto scendere in campo privo del portiere Soldati, influenzato dell'ultima ora. Ed è stato nettamente dominato dall'avversario. Per buoni 75 minuti dei 90 della partita, i catanesi hanno dominato, hanno premuto, hanno stretto i granata come in una morsa. Vi furono dei momenti - dei lunghi periodi, anzi - specialmente nel corso del secondo tempo, in cui i torinesi più non avevano in prima linea che un Virgili impacciatissimo, assecondato da una o da ambedue le ali, Santelli e Crippa.-Tutto il rimanente dell'undici era chiuso in una difesa che andava dalla metà campo, giù fino all'arca di rigore, e che ha concesso calci d'angolo su calci d'angolo: senza economia, pur di tenere a bada l'oppositore. Undici a tre sono stati i calci d'angolo a favore degli ospiti. Con tutto ciò bisogna riconoscere che il Torino si è difeso con bella calma e con bell'ordine, non lasciandosi mai prendere dall'orgasmo né dal nervosismo. L'obiettivo era per i granata chiaramente quello del risultato pari: ed esso fu perseguito decisamente e sistematicamente. Tanto da andare quasi al di là dell'obiettivo a quel momento del secondo tempo in cui in un'azione di contropiede l'ala destra Santelli, che si era portata da tempo all'ala sinistra, sfiorò il successo con un tiro basso e mancando così la più bella azione di tutto l'incontro. Tanto, bisogna anche aggiungere che, malgrado, il lungo predominio, i padroni non furono in grado di piazzare nel rettangolo della porta difesa da Vieri un solo tiro di cui si possa veramente dire che meritasse il successo; Vieri, chiamato a sostituire Soldan, eseguì qualche ottima parata e l'intera squadra si difese con i denti, ma che sia stata la cattiva sorte a metterci lo zampino deviando qualche pallone altrimenti destinato e finire in fondo alla rete, proprio non si può dire. Decisamente la trasferta in Sicilia del Torino, avversata come più non si poteva dal maltempo, è stata secondata dai risultati realizzati. Tre punti di classifica su quattro rappresentano una messe che ognuna delle squadre continentali vorrebbe poter raccogliere. Come già detto, scomparso il vento, il cielo era diventato nuvoloso e fin dalle prime ore del mattino si era messo a piovere. Una pioggerella dapprima fine e minuta, che doveva poi diventare sempre più forte e insistente con il proseguire del tempo, per convertirsi in un piccolo diluvio verso il termine della partita. In queste condizioni molto pubblico accorse al campo, senza che ci fosse decisamente ressa. Si può calcolare che circa ventiduemila persone fossero presenti. Il terreno di gioco era in condizioni molto brutte. Non che il piede dei giocatori affondasse nel fango, perché si trattava prevalentemente di laghetti d'acqua e di pozzanghere superficiali. Ma ve ne era abbastanza perché si potesse dire che l'intero incontro è stato nettamente compromesso e guastato dalle condizioni del tempo e conseguentemente del campo. Il Catania entrò sul rettangolo di gioco in maglia grigio-chiara per evitare confusione di colori con gli avversari. E ben presto le due squadre vennero a trovarsi quasi ricoperte da una uniforme macchia di fango. Precisamente come gli ospiti, così ai padroni di casa l'influenza aveva portato via un uomo: il centro-mediano Grani, che venne sostituito - e ben sostituito, anche - da Bonci, che si dedicò con cura alla guardia di Virgili. I tentativi di bel gioco non durarono a lungo. Qualche tiro da lontano del mediano laterale Corti, qualche stoccata imprecisa di Crippa e di Virgili, e poi ogni cosa prese a naufragare nell'acqua e nella fanghiglia. La palla schizzava via o veniva bloccata qua e là dalle condizioni del terreno. Di gioco era materialmente impossibile vederne in quell'acquitrino: ed effettivamente non se ne vide quasi mai. Molto proficuo lavoro in ogni parte del campo da parte di Ferrini (un piccolo motorino) qualche bella parata di Vieri, molti calci d'angolo contro il Torino: e fu tutto. Un lungo intervallo e poi, visto che tanto la pioggia non cessava di cadere, le due squadre ritornavano in campo. Per non concludere assolutamente nulla, nemmeno questa volta. Il Catania dominava sempre più intensamente, ma un paio di buone occasioni di contropiede si presentavano agli ospiti e, sulla seconda di esse, per poco Santelli mancava quel bersaglio che, se colpito, sarebbe stato una vera beffa per i siciliani. Una lunga serie di svarioni e di falli e la fine giungeva che si era in molti a pensare che forse, un altro arbitro, meno volenteroso, avrebbe sospeso l'incontro prima del termine del tempo regolamentare. |
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