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| Penzo |
| 13/03/1960 |
| h.15.00 |
| VENEZIA - TORINO 0-0 Venezia: Bubacco, Valletti, Ardizzon, Tesconai, Carantini, Molinari, Rossi, Orlando, Calegari, Cavazzuti, Mion. All.: Costanzo. Torino: Soldan, Grava, Cancian, Bearzot, Ferrario, Ferrini, Mazzero, Bonifaci, Virgili, Pellis, Crippa. All.: Senkey. Arbitro: Righi di Milano. Reti: - Spettatori: 7.800 paganti per un incasso di 5 milioni di lire. Note: Giornata di sole, terreno allentato, calci d'angolo 9-0 per il Venezia. Cronaca [Tratto da La Stampa del 14 marzo 1960] La partita, in sintesi, sfa tutta qui: i veneziani che attaccano male e senza ordine e il Torino che si difende con orgoglio, con decisione e con tanti uomini. Il risultato non poteva essere diverso: 0-0. La tattica adottata ieri dai granata non può essere definita come catenaccio, ma senz'altro come muro. La mezza ala Bonifaci che gioca indietro, l'ala provvisoria Mazzero che funge da mediano; i due a ridosso dei compagni di retroguardia, sistemati tutti a protezione della rete di Soldan. I torinesi non erano venuti a Venezia per una partita dimostrativa, ma bensì per conquistare un punto in classifica; lo scopo è stato raggiunto e questo è importante. I fischi uditi a Sant'Elena possono anche essere giustificati, ma nel calcio contano soltanto i risultati. Del resto che cosa hanno fatto i nero-verdi veneziani per meritare di più di questo zero a zero? Hanno attaccato per 80 minuti, d'accordo, hanno battuto 9 calci d'angolo a zero, ma bisogna pur ammettere che mai hanno messo in seria difficoltà Soldan e i suoi compagni. Il gioco deve avere uno sviluppo logico, e i veneti invece hanno imboccato la strada meno logica. Hanno assaltato la difesa torinese con una manovra frontale senza, per altro, avere in squadra uno sfondatore. Questo errore d'impostazione non può essere sottovalutato in sede di giudizio. E non è certo colpa del Torino se i suoi avversari non sono stati capaci di fare meglio. Ancora una volta i migliori fra i torinesi sono stati i difensori; premuti da un assalto in massa degli avversari, gli uomini della retroguardia hanno fatto blocco. Merita di ricordare con simpatia il ritorno di Bearzot, un anziano che dovrebbe essere preso ad esempio da tanti giovani. Si era fatto male esattamente tre mesi fa, il 13 dicembre a Trieste, ora è ritornato ed ha tenuto benissimo il suo posto. Per gli altri è inutile ripetere gli elogi: la sicurezza di Ferrario, l'esuberanza di Cancian falla fine si è infortunato piuttosto seriamente ed è rimasto inutilizzato all'ala), la eleganza di Ferrini, il lavoro oscuro di Mazzero difensore. Quasi inesistente l'attacco: le rare manovre di alleggerimento tentate da Virgili, Crippa e Pellis non sono mai andate oltre l'arca di rigore. Troppe poco: decisamente insufficiente Virgili, fuori condizioni Pellis, soltanto volenteroso Crippa, tanto che in 90 minuti abbiamo visto una sola parata del portiere Bubacco. Parlando dei granata abbiamo implicitamente accennato anche ai loro avversari che, presi dall'orgasmo di ''dover vincere'' (soltanto un successo pieno poteva riportare i veneziani in posizione tale da concorrere alla promozione in A) hanno fatto massa senza mai far gioco. Alla sinistra Mion è rimasto ben presto bloccato da uno stiramento e il terzino Ardizzon ha accusato poco dopo, alla mezz'ora, una contusione muscolare. I due infortuni possono aver ridotto il potenziale d'urto dei lagunari, i quali, comunque, hanno dimostrato di non avete l'uomo adatto per sfondare il muro granata. Il compito più arduo era stato affidato all'ex torinese Orlando, che si è battuto con decisione ma senza fortuna. Il centroavanti Calegari è parso soggiogato da Ferrario, Cavazzuti non ha il ritmo giusto della mezz'ala ed è stato facilmente dominato da Cancian. I difensori sono stati praticamente disoccupati. Gli episodi salienti della partita: al 25' una furiosa mischia in area risolta da Bearzot, che libera affidando la palla a Soldan; al 34' Mion accusa uno stiramento muscolare, esce e rientra poco dopo zoppicante. Al 41' il terzino Ardizzon si scontra con Crippa. Tornerà alla ripresa volendo giocare come ala, ma tornando subito al suo posto per non indebolire l'attacco, già povero di gioco e di idee. Nel secondo tempo, al 5', i tifosi nero-verdi vorrebbero un rigore per un fallo di Bonifaci su Tesconi, ma l'arbitro Righi di Milano ha visto bene e concede la punizione dal. limite. Al 35' un tiro di Orlando sembra destinato in goal, ma trova all'ultimo momento Ferrini pronto a respingere. Dopo il nono calcio d'angolo a favore del Venezia, Cancian si scontra con Calegari. L'infortunio al primo esame appare abbastanza serio: contusione al perone con distorsione della caviglia sinistra. L'articolazione al termine della partita era molto gonfia e stamani verrà eseguito un esame radiografico. |
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