WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Martelli
03/04/1960
h.15.30
OZO MANTOVA - TORINO 1-1 (0-0)
Ozo Mantova
: Tonoli, Martinelli, Giavara, Tarabbia, Pini, Longhi, Oltramari, Rizzolini, Uzzecchini, Giagnoni, Simoni. All.: Fabbri.
Torino: Soldan, Grava, Scesa, Bearzot, Ferrario, Pellis, Ferrini, Gualtieri, Bonifaci, Crippa, Virgili. All.: Senkey.
Arbitro: Roversi di Bologna.
Reti: Uzzecchini 49' (M), Crippa 80' (T).
Spettatori: 15.000 circa.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 4 aprile 1960]
Pur poco l'Ozo Mantova non ha ripetuto a spese del Torino il cattivo scherzo già giocato ai granata nel girone di andata sul campo di via Filadelfia. Sorpresa all'inizio del secondo tempo da una rete che veniva a premiare l'insistente caparbia pressione esercitata nei primi quarantacinque minuti dal generosissimo undici mantovano, la squadra capolista di serie B ha vissuto per mezz'ora sotto l'incubo della sconfitta. Gli avversari, galvanizzati dalla prospettiva di arrestare, per la seconda volta nel torneo la marcia dei granata, raddoppiarono il loro slancio sotto la spinta inesauribile di un Tarabbia che giganteggiava a metà campo, imponendosi come il migliore fra i ventidue protagonisti della partita, e la pur solidissima difesa torinese pareva sul punto di cedere nuovamente da un momento all'altro sotto i poderosi attacchi di un Ozo Mantova scatenato. Ad un tratto Ferrario, uscito da una paurosa mischia con la palla al piede, scattò con ''la rabbia in corpo'' verso l'area avversaria. L'azione fu fermata dai difensori biancorossi, ma il gesto di reazione del vecchio centro-mediano fu il segnale della riscossa granata. Soltanto Grava e Scesa rimasero indietro, a proteggere l'area di Soldan, tutti gli altri si proiettarono all'offensiva cori grintosa energia. Si vide la squadra di Senkey votata in genere, nelle partite esterne, alla più chiusa difesa distendersi all'attacco, in un disperato assedio alla porta presidiata dallo scattante Tonoli. L'Ozo Mantova troppo aveva dato nella prima ora di gioco perché gli fosse possibile resistere all'impressionante forcing, del granata. Si prodigavano in modo commovente il solito Tarabbia, il bravissimo centromediano Pini, i terzini Giavara e Martinelli, quale ultimo giocava soffocando coraggiosamente il dolore per un involontario colpo di tacco in faccia ricevuto nel primo tempo da Pellis; a otto minuti dalla fine, però, questa eroica resistenza ebbe termine; l'Ozo Mantova stroncato dall'altissimo ritmo da esso stesso imposto al gioco, era ormai sulle ginocchia. Tonoli, che pure aveva salvato difficili situazioni per la sua rete, commise l'errore che consentì a Crippa di realizzare il pareggio ed allontanare definitivamente lo spettro della sconfitta granata. Il Torino ha, insomma, aggiunto, più grazie alla sua forza di carattere che alla qualità del suo gioco, il diciannovesimo anello alla brillantissima catena dei suoi risultati utili, ed ha compiuto, in condizioni estremamente difficili, un altro passo decisivo verso il traguardo della promozione. Record di affluenza e di incasso allo Stadio Martelli, con quasi 15 mila spettatori e grandi feste al Torino, accolto addirittura in campo da un messaggio di benvenuto pronunciato al microfono dal presidente dell'Ozo Mantova, dottor Nuvolari. Al fischio d'inizio la cordialità lascia logicamente il posto ad un maschio agonismo fra due squadre, entrambe decise a vincere. Anche il Torino, in fatti, desideroso di prendersi la rivincita di quella sconfitta di 19 giornate fa, è meno chiuso del solito, la sua prudenza si manifesta soltanto con l'arretramento di Bonifaci e Ferrini sulla fascia centrale del campo, ma Virgili, Gualtieri e Crippa si infiltrano minacciosi nella difesa avversaria. Il primo quarto d'ora è di marca granata: all'8' Giavara devia in angolo un tiro di Virgili; subito dopo sfuma per un soffio una bella azione fra Virgili, e Gualtieri, mentre al 10' un bel tiro di Gualtieri va a lato di pochi centimetri. Ma l'Ozo Mantova reagisce con energia e, dopo che al 15' un tiro di punizione appena alto di Tarabbia ha dato il primo segno del contrattacco, i lombardi strappano di forza l'iniziativa al granata e stringono d'assedio la porta di Soldan. All'inizio della ripresa, e precisamente al 5', il colpo di scena. Un passaggio lungo di Simoni coglie Giagnoni, lanciato sulla sinistra; l'attaccante mantovano evita Grava e da posizione angolatissima tira a rete. Il pallone, che finirebbe ugualmente in fondo al sacco, viene arrestato in corsa, quasi sulla linea, da un ginocchio di Ferrarlo: il centro-mediano però, mentre Soldan è ancora a terra, non fa a tempo a girarsi ed a respingere; Uzzecchini lo precede e segna. Entusiasmo a mille, fra i mantovani, momenti di smarrimento fra i granata, la cui resistenza alle offensive che gli avversari portano con reiterato Slancio assume un carattere affannoso. Il Torino però si riorganizza ed ecco al 37' il goal del pareggio. Ferrario con una zuccata inverte la rotta di un pallone respinto dalla difesa mantovana e serve Bonifaci. Il centro del francese impegna Tonoli che, pressato dal solito Bearzot, respinge corto, la sfera giunge a Crippa che, indovinando nella mischia il corridoio giusto, infila in rete. Poco dopo, al 40', il Torino potrebbe anche vincere. Servito da Bonifaci, Virgili azzecca un gran tiro e Tonoli allungandosi tutto riesce appena a deviare verso destra, ma il disperato tentativo di Gualtieri per ribattere il pallone in rete fallisce. Sarebbe stato ingiusto.