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| Rigamonti |
| 17/04/1960 |
| h.15.30 |
| LECCO - TORINO 0-0 Lecco: Bruschini, Bartoli, Cardoni, Gotti, Bicchierai, Duzioni, Savioni, Arienti, Bonacchi, Fontanot, Nyers I. All.: Piccioli. Torino: Soldan, Grava, Scesa, Bearzot, Ferrario, Ferrini, Santelli, Virgili, Gualtieri, Bonifaci, Crippa. All.: Senkey. Arbitro: Rigato di Mestre. Reti: - Spettatori: 9.300 circa. Note: Pioggia battente sin dal mattino e durante la partita, terreno scivoloso e fangoso, stadio praticamente esaurito. Cronaca [Tratto da La Stampa del 18 aprile 1960] La partita è stata dura, combattuta in ambiente difficile, contro avversari decisi a conquistare un'affermazione di prestigio, e giocata su un campo reso scivoloso dalla pioggia caduta prima e durante la gara. I granata hanno pareggiato (0-0) per il valore dei settori di difesa, che mai si sono fatti sorprendere dal gioco vibrante dei rivali. Nella graduatoria di merito bisognerebbe includere in testa il portiere Soldan ed il centro-mediano Ferrario, ma l'elenco, per giustizia, dovrebbe essere completato con il nome di tutti, da Bearzot a Grava, da Scesa a Ferrini, comprendendo anche Bonifaci e, a turno, le ali Santelli e Crippa, Tutti difensori? Esattamente: tutti difensori. I dirigenti tecnici del Torino non avevano nascosto a nessuno le loro intenzioni, che si limitavano ad un risultato pari. Il mezzo migliore per non rischiare era di bloccare il centro campo con tanti uomini. Così è stato fatto ed il Lecco, pur giocando in prevalenza, pur insistendo con decisione e caparbia volontà all'attacco, non è passato. Diranno dopo i blu-azzurri che è stato l'arbitro Rigato (con la collaborazione di un guardialinee) a rovinare la loro azione annullando un goal segnato da Nyers in apertura di gara. Rimane comunque il fatto che il Torino ha strappato al Lecco un risultato prezioso, uno zero a zero che, in fondo, può anche essere considerato come giusto. Il Lecco aveva ieri due ali fuori condizione: Nyers e Savioni non sono stati all'altezza della loro fama. Sono atleti ormai sulla via del tramonto; basta un guizzo, un'entrata un po' rude per interrompere il loro slancio. L'attacco dei lombardi ha risentito dello scarso apporto dei due vecchi ed il gioco ha perso il mordente necessario per giungere allo scopo. Inutile il gran correre degli altri: era facile per i difensori torinesi controllare Bonacchi, Fontanot ed Arienti, e quando qualcuno riusciva a tirare in porta si ergeva deciso Soldan a liquidare con autorità ogni questione. I blu-azzurri lariani hanno avuto il merito di non mollare mai, hanno imposto alla loro azione un ritmo assai veloce, hanno combattuto con decisione fino al fischio di chiusura. I compiti dei difensori lombardi sono stati, per la verità, facilitati dal dispositivo tattico dei torinesi, che manovravano all'attacco con due o tre uomini al massimo. La partita ha avuto una netta fisionomia: l'assalto dei lariani contro la difesa dei torinesi. Un tema quasi monotono, interrotto soltanto a tratti dai contropiede dei granata. Novanta minuti di gioco uniforme, con due grandiosi episodi che avrebbero potuto determinare il risultato in favore dell'una o dell'altra parte. Non ne è uscito niente di concreto, né per il Lecco né per il Torino, ma conviene ugualmente raccontare i fatti nei dettagli per le polemiche e le discussioni che di certo sorgeranno. Iniziamo col primo in ordine di tempo. Si era al 6' ed il Lecco aveva già palesato le sue intenzioni con alcuni attacchi a fondo Dalla destra un preciso lancio di Gotti pescava Nyers in netta posizione di fuori giuoco. L'irregolarità era palese, ma il guardialinee, abbassando la bandiera e correndo in direzione della porta, aveva detto a tutti che l'azione poteva essere valevole. Nyers allungava a Fontanot spostato al centro dell'area; il tiro della mezz'ala veniva respinto alla meno peggio da Bearzot. Riprendeva Nyers e segnava. L'arbitro Rigato, con grandi gesti, annullava per fuori gioco dello stesso Nyers. L'urlo di gioia del pubblico (oltre novemila spettatori, quanti ne può contenere il piccolo stadio) si trasformava in una sonora fischiata. E' difficile comprendere la decisione di Rigato, ma dev'essere chiaro che questo errore dell'arbitro ha evitato un'ingiustizia perché, se è vero che Nyers al momento del tiro in goal non poteva essere assolutamente in fuori gioco, non è men vero che l'azione era partita da un'irregolarità non rilevata. Passiamo al secondo episodio successo al 5' della ripresa. Una punizione a favore del Lecco era calciata dal terzino Cardoni, che passava involontariamente a Virgili, appostato ad un paio di metri fuori dell'area di rigore. L'attaccante granata ha controllato bene la palla, ha fatto pochi passi ed ha lasciato partire un tiro-saetta che ha superato il portiere e colto il palo destro della porta. La situazione è stata liquidata da Bicchierai, che ha buttato oltre il fondo. Poteva essere goal, fortunoso e casuale se si vuole, ma goal regolare. Questi i due momenti cruciali della partita. Il resto non ha storia. |
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