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Menti
16/02/1969
h.15.00
L.R.VICENZA - TORINO 1-1 (1-1)
L.R.Vicenza
: Luison, De Petri, Volpato, Biasolo, Carantini, Calosi, Menti (al 60' Fasoli), Fontana, Reif, Tumburus, Ciccolo. A disposizione: Bardin. All.: Puricelli.
Torino: Vieri, Poletti, Fossati, Puia, Cereser, Agroppi, Carelli (al 67' Bolchi), Ferrini, Combin, Moschino, Facchin. A disposizione: Sattolo. All.: Fabbri.
Arbitro: Vacchini di Milano.
Reti: Tumburus 32' (V), Carelli 43' (T).
Spettatori: 9.659 di cui 3.723 paganti per un incasso di 5.792.300 lire e 5.936 abbonati.
Note: Calci d'angolo 3-2 per la L.R.Vicenza, ammonito Agroppi per gioco scorretto.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 17 febbraio 1969]
Un giusto risultato di parità che premia i vicentini, per una certa superiorità dimostrata nel primo tempo, e concede un punto anche ai granata, dominatori nella ripresa. Pareggiano il conto anche i pali: un intempestivo tocco di Moschino ha colto Vieri in difficoltà, e la palla ha colpito il montante destro della porta granata; nella ripresa, un tiro preciso di Poletti ha colpito il palo mentre Luison era fuori causa. Pertanto, le contendenti non possono lamentarsi del risultato. Potrebbero eventualmente rammaricarsi gli spettatori, che hanno dovuto assistere, sotto una pioggia insistente e noiosa da raggelare le ossa, ad uno spettacolo non certo di grande levatura. Ma la colpa non è dei granata, che hanno dovuto affrontare un avversario in serio ritardo di classifica e quindi obbligato a giocare alla disperata. Quando si è in fondo alla classifica ci si sente autorizzati ad adottare qualsiasi tattica, pur di raggranellare qualche vantaggio; così i vicentini hanno creduto bene di potenziare al massimo il centro campo, presentando una formazione con molti difensori, e due soli attaccanti, il giovane e bravo Reif e Ciccolo. Di fronte a questa situazione perché il Torino avrebbe dovuto accettare una tattica pericolosa? Fabbri ha risposto alle mosse del suo collega ed avversario Puricelli invitando Ferrini e Moschino a stare sulla linea dei mediani obbligando Carelli a manovrare in zona di interdizione, lasciando di conseguenza all'attacco i soli Combin o Facchin. Con queste premesse è facile capire come il gioco del calcio possa perdere le caratteristiche di spettacolo per ridursi a un duello di uomini decisi a non perdere. E' già molto che a Vicenza siano venuti due goals e due pali a ravvivare la scena. Raccontiamo allora questi quattro episodi. Al 21' Carelli perdeva la palla in uno scontro con Volpato. Il terzino veneto avanzava e tentava di lanciare Reif. Interveniva Moschino che, nell'intento di liberare, deviava verbo la porta granata, proprio mentre Vieri tentava l'uscita. La palla colpiva il montante destro, Tumburus si precipitava e tentava ancora il tiro a rete, ma respingeva Puja, Ciccolo sbagliava definitivamente. Al 31' Menti usciva dalle retrovie, dove stazionava qua si in permanenza, e iniziava una discesa verso l'area granata, scambiando poi con Volpato, che aveva seguito l'azione. Volpato crossava al centro, Ferrini scivolava Ciccolo toccava di testa e Tumburus segnava da pochi passi. Il goal galvanizzava i vicentini che, sia detto chiaro, l'arbitro aiutava fischiando una serie innumerevole di falli a danno dei granata, alcuni giusti, altri inventati. Se non è successo alcunché di irreparabile lo si deve alla correttezza degli atleti, non certo alle capacità del direttore di gara Vacchini. Comunque il Torino pareggiava. Carantini, che tentava di liberare, calciava a caso, Puja interveniva con autorità lanciando Ferrini. Era questa la prima vera azione d'attacco del capitano granata. Ferrini avanzava e con uno stupendo passaggio serviva Carelli. L'ala superava Volpato e sorprendeva Luison in contropiede con un tiro carico d'effetto. La palla quando già aveva oltrepassato la linea del goal, e veniva definitivamente ribattuta in rete dal terzino De Petri, che tentava il rinvio. Non c'erano dubbi, comunque, era goal di Carelli, non autogoal (43'). Nella ripresa si è rivisto il Torino brillante di queste ultime settimane; tanto per intenderci, quello che aveva vinto a Roma. Il terreno pesante cominciava a fare alcune vittime, ma i granata dominavano il gioco e gli avversari. Moschino reggeva le fila di una manovra che Ferrini e Carelli sviluppavano con intuito, aiutati a tratti anche da Combin, apparso forse fin troppo altruista. Combin ora gioca per la squadra, ma forse esagera; non deve dimenticare che il centravanti deve fare i goals, deve rischiare anche nella zona calda di rigore avversaria. Ieri non era facile penetrare nel dispositivo della difesa vicentina. Non era facile perché Carantini, Calosi e Volpato non facevano complimenti. Il settore è privo di I vicentini, in vantaggio con Tumburus, raggiunti sul finire del 1° tempo (rete di Carelli al 43'). La ripresa è stata dominata dai torinesi. Gli uomini di Fabbri in ritiro ad Asti per la partita di mercoledì con lo Slovan uomini di classe, forse è il reparto più debole della squadra veneta, ma se vi manca la tecnica non difetta certo l'agonismo. E Combin ha preferito non rischiare. Ha giocato bene, mi; non è mai entrato con la solita foga. Gli è mancata la rabbia del goal. All'8' Poletti colpiva il palo con un tiro secco scoccato da buona posizione. Poi Puricelli sostituiva Menti con l'esordiente Fasoli (classe 1948) e poco dopo (22') Fabbri mandava negli spogliatoi Carelli utilizzando Bolchi. La squadra granata perdeva forse lucidità in attacco, ma acquistava sicurezza nelle retrovie. Non succedeva più niente di interessante, salvo duo nuovi e importanti errori di Vacchini, che perdona va un fallo di Calosi e di Biasioli in danno di Ferrini, per compensare il regalo poco dopo non intervenendo per un'entrata rude di Cerese su Reif. Gli atleti raggiungevano gli spogliatoi scambiandosi amichevoli apprezzamenti. Erano tutti contenti. Tutti salvo Fabbri, che si rammaricava ancora per il mancato accordo con il Vicenza che aveva impedito l'anticipo della gara a sabato. ''Ora dobbiamo pensare allo Slovan, per la Coppa delle Coppe - diceva il trainer -. I miei giocatori stanno tutti bene, ma il recupero dopo questa fatica sarà assai difficile''. I granata, subito dopo la gara, sono partiti in pullman da Vicenza per raggiungere Asti, dove si fermeranno in ritiro collegiale fino a mercoledì. Rientreranno a Torino poche ore prima della gara con i cecoslovacchi. Fabbri ha soggiunto: ''Salvo sorprese, giocheranno gli stessi uomini che hanno pareggiato a Vicenza''. E' un segno di fiducia verso i giocatori, fiducia meritata.