WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Menti
06/02/1972
h.15.00
L.R.VICENZA - TORINO 0-0
L.R.Vicenza
: Bordin, Stanzial, De Petri, Poli, Berti, Calosi (al 24' Bagatti), Turchetto, Fontana, Maraschi, Faloppa, Vendrame. A disposizione: Anzolin. All.: Menti.
Torino: Castellini, Zecchini, Fossati, Puia, Cereser, Agroppi, Rampanti, Crivelli, Pulici (al 62' Luppi), Sala C., Bui. A disposizione: Sattolo. All.: Giagnoni.
Arbitro: Branzoni di Pavia.
Reti: -
Spettatori: 11.287 di cui 4.560 paganti e 6.727 abbonati per un incasso di 9.012.700 lire.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 7 febbraio 1972]
Un punto in trasferta fa sempre comodo. Quello del Torino a Vicenza, in casa di una avversaria in condizioni quasi disperate, lascia un po' d'amaro in bocca dei granata anche se a conti fatti risulta che le due squadre hanno avuto le identiche possibilità. C'è però una differenza sostanziale: il palo colpito dal vicentino Maraschi era la conseguenza di un cross da fondo campo che nessuno ha intercettato per cui la palla è finita sulla sinistra di Castellini; Sala, invece, dopo aver fatto fuori tutta la difesa avversaria, stava raccogliendo il frutto della sua splendida azione, cioè il gol. L'entusiasmante azione dell'interno granata si è sviluppata quando mancavano quattro minuti alla conclusione: dopo un entusiasmante slalom fra i vicentini, seminati come birilli, entrato nell'area di rigore Sala si è trovato la palla sul piede destro e ha calciato dalla parte opposta in cui era piazzato Bardin, fermo come una statua, mandando la sfera a rotolare contro il palo. Rampanti è stato l'altro elemento che avrebbe potuto risolvere l'incontro a favore dei torinesi: per due volte l'ala ha concluso da pochi metri colpendo dapprima Bardin in uscita, calciando poi la seconda palla appena a lato, provocando l'urlo disperato della folla rassegnata ormai a subire un verdetto di condanna. I punti del Torino quindi potevano essere due, ma l'obiettività ci impone di aggiungere che c'era anche il rischio di trovarsi con nulla in mano. Il Lanerossi non è stato infatti a guardare: ha giocato con una carica eccezionale, mettendo in serio imbarazzo il Torino dopo la prima mezz'ora con un assedio incessante che ha provocato un po' di nervosismo nelle file granata (a proposito, ieri i torinesi si sono presentati in campo con una maglia azzurro squillante,imitando cosi i cugini bianconeri). In questi frangenti Castellini ha fatto buona guardia uscendo con tempestività anche nelle mischie più paurose, respingendo una palla-gol con il piede allungato e compiendo il suo capolavoro al 37' della ripresa, quando, in tuffo, ha deviato in angolo una cannonata sferrata da Bagatti da una ventina di metri. I compagni e gli avversari in questo frangente non hanno potuto fare a meno di applaudirlo, imitato dallo stesso arbitro Branzoni. Cose d'altri tempi. A parte quel quarto d'ora finale del primo tempo e alcuni spunti nella ripresa, il Lanerossi, nonostante la sua determinazione di vincere, ha dovuto adattarsi al gioco del Torino, che ha avuto però la sfortuna di perdere Pulici (botta alla gamba sinistra) nel momento in cui due punte effettive avrebbero potuto cogliere il successo pieno. Nel complesso la difesa granata è apparsa abbastanza attenta: bravo è stato Fossati, che ha evitato le ormai abituali incursioni offensive, Zecchini ha neutralizzato Maraschi lasciandogli giocare poche palle. Puia, dopo sette mesi di inattività, è tornato in campo carico di buona volontà e bisogna riconoscerlo che si è difeso abbastanza bene. Il tutto mentre Cereser dirigeva, con la solita abilità, la regìa davanti a Castellini. Crivelli ha impresso una buona velocità al centro campo coprendo i varchi liberi ed appoggiando con precisione i compagni. Bui, sempre pericoloso, stavolta ha cercato di creare occasioni pericolose per Pulici dapprima, per Rampanti poi, oltre che a passare a Sala la pallagol fermata dal palo. Perso Pulici. il Torino ha dovuto rivoluzionare il suo gioco, lasciando il solo Bui in avanti con il saltuario appoggio di Luppi,Rampanti e Sala. Un Torino eccellente, dunque, al quale il pareggio di Vicenza può anche bastare. Certo con un Ferrini e un Toschi in condizioni di giocare, la musica sarebbe stata diversa, ma non dimentichiamo che i vicentini avevano fuori Ciccolo, Carantini e Damiani, per cui anche da questo lato i conti tornano in parità. L'arbitro Branzoni ha compiuto qualche errore di valutazione, ma con un certo equilibrio; non ha mai causato danni irreparabili e soprattutto è apparso molto obiettivo. L'inizio è stato tutto di marca granata. Già al 2' Sala creava per Rampanti uno spunto da concludersi in gol: l'ala granata peraltro ha tirato in rete quando Bardin si era già lanciato in uscita, per cui la palla finiva sul corpo del difensore. Al 24' su cross di Vendrame, la palla è andata a sbattere sulla faccia di Puia, mentre la folla gridava: ''Rigore, rigore''. Poi la grande respinta di Castellini dopo la mezz'ora. Faloppa lanciava Bagatti che entrava nell'area granata e da 6-7 metri tirava in porta: sembrava gol, invece Castellini all'ultimo momento allungava la gamba sinistra e col piede deviava in angolo. Al 30' il palo di Maraschi su punizione per un presunto fallo di Cereser e Rampanti sullo stesso centravanti. Maraschi tirava lateralmente da una ventina di metri, la palla passava in mezzo ad una decina di giocatori e, grazie al taglio impressole, girava verso la rete finendo però sul palo alla sinistra dell'esterrefatto Castellini. Nella ripresa i primi minuti erano del Lanerossi, ma Castellini appariva imbattibile: parava una conclusione di Faloppa quindi un minuto dopo quella di Bagatti con una splendida deviazione in angolo. Pian piano si rivedeva il vero Torino: dal 6' al 9' Bui faceva tremare la difesa vicentina facendosi respingere un tiro di testa da Bardin, impegnando poi in due tempi il portiere che si lasciava sfuggire la palla in angolo. Poi al 24' la conclusione di Rampanti che ha fatto gridare al gol, quindi al 36' ancora l'ala, su suggerimento di Bui, calciava sul portiere. Infine il grande volo di Castellini (37') su tiro di Bagatti, nonché il palo di Sala, 41', che Bardin starà ancora benedicendo.