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San Siro
03/03/1974
h.15.00
INTER - TORINO 3-0 (1-0)
Inter
: Vieri, Fedele, Bellugi (al 25' Scala), Oriali, Giubertoni, Burgnich, Massa, Bertini, Boninsegna, Bedin, Mariani. A disposizione: Bordon I., Muraro. All.: Masiero.
Torino: Castellini, Lombardo, Salvadori, Zecchini, Cereser, Agroppi, Rampanti, Mascetti, Graziani, Sala C., Bui. A disposizione: Sattolo, Mantovani. All.: Giagnoni.
Arbitro: Trinchieri di Reggio Emilia.
Reti: Boninsegna 40' rig., 54', 63'.
Spettatori: 32.653 di cui 15.896 abbonati e 16.757 paganti per un incasso di 49.093.300 lire.
Note: Cielo coperto con minaccia di pioggia, terreno in discrete condizioni. Infortunio per Bellugi che ha riportato una lussazione al dito della mano destra in uno scontro con Vieri e Bui.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 4 marzo 1974]
Implacabile la legge di San Siro con il Torino: stavolta però la sconfitta dei granata assume gli aspetti di una disfatta anche se non mancano le attenuanti generiche. Il rigore che ha portato in vantaggio l'Inter, innanzitutto, concesso dall'arbitro fra la sorpresa generale, quindi l'infortunio occorso a Salvadori quando Giagnoni aveva già effettuato l'unica sostituzione possibile, per cui il Torino si è visto ridotto in dieci uomini nel momento cruciale della gara. Mentre all'Inter poi tutto riusciva facile, i granata perdevano la testa finendo con l'arrendersi anche se di fronte non avevano indubbiamente un'avversaria irresistibile: il finale così come l'inizio della partita, era tutto di marca granata ma Graziani per ben tre volte perdonava Vieri fallendo clamorose occasioni, due addirittura ad un metro dalla porta. Alla sua sesta presenza a San Siro, il Torino di Giagnoni ha dunque rimediato un'altra sconfitta senza riuscire a segnare un gol: la tradizione è stata ampiamente rispettata con la differenza che stavolta il passivo ha superato di gran lunga quelli precedenti. E pensare che le premesse sembravano favorevoli ai granata: l'Inter mancava di Mazzola e Facchetti, Fedele giocava controvoglia, Bedin non era del tutto ristabilito. Giagnoni aveva dovuto rinunciare a Pulici ma poteva contare su Bui, cioè su unti migliore fonte di gioco e quindi sfruttare maggiormente le azioni di rimessa: in teoria le previsioni sono state rispettate, in pratica tutto per il Torino è andato a rotoli, a conferma del momento assai nero in cui si dibatte la squadra. E' vero che l'arbitro Trinchieri aveva dato una mano all'Inter per sbloccare il risultato: l'intervento di Zecchini su Boninsegna in area era sembrato regolare, semmai era stato il centravanti a gettarsi all'indietro contro il difensore sbilanciandosi e rovinando così a terra. C'erano ancora 45 minuti per recuperare comunque e l'Inter non sembrava incutere timore. Alla ripresa del gioco, peraltro, il Torino si presentava con una variante: Ferrini al posto di Rampanti il quale si era prodotto nel solito ampio lavoro a centrocampo con discreta lucidità. Passavano appena due minuti e Salvadori si strappava alla coscia destra senza che dalla panchina si potesse sostituirlo. Da quel momento l'Inter è andata a nozze, i granata sono stati costretti a rivoluzionare le marcature, Boninsegna è diventato irresistibile, Zecchini non l'ha più visto, Cereser ha dovuto arrangiarsi anche con le mani per frenarlo. A farne le spese è stato così Castellini, trovatosi sovente con due-tre avversari davanti alla sua porta senza la necessaria collaborazione dei compagni: due i gol rimediati in queste circostanze, altrettanti quelli neutralizzati con l'ausilio della buona sorte, e della sua classe. Anche l'Inter aveva lamentato un Infortunio, quello di Bellugi uscito dopo uno scontro con Bui e Vieri: ma gli spostamenti interni (Scala su Agroppi, Bedin libero. Burgnich stopper) avevano finito col darle maggiore slancio permettendole di sfruttare le fasce laterali ora con Fedele ora I con Massa e Mariani, al contrario del Torino sovente ammassato al centro dove Giubertoni infieriva con pedate e colpi di judo su Graziani mentre Bui doveva vedersela in prima battuta con Burgnich e quindi con Bedin. Per Sala c'era l'osso duro rappresentato da Oriali mentre Agroppi gareggiava a distanza con Bertini non apparendo però essenziale come in altre circostanze e anche perché attorno la collaborazione era scarsa. Il più lucido in questo senso, a parte Rampanti erroneamente sostituito nella ripresa da Giagnoni (a noi il ragazzo non era sembrato affatto stanco) era forse Mascetti, l'unico a tentare di sganciarsi sulla fascia laterale destra del campo senza però che nessuno gli desse credito e quindi gli passasse la palla. Così l'Inter si chiudeva a riccio, vinceva i tackles e poi partiva in contropiede trovando il Torino troppo sbilanciato e assai approssimativo in difesa Boninsegna, ad esempio, è rimasto costantemente solo usufruendo così di almeno cinque palle gol). Quando la sfortuna infierisce in una giornata storta, logico che tutto vada a rotoli. Il Torino avrebbe potuto ugualmente salvare la faccia se Graziani non avesse infilato dieci minuti di autentica crisi sprecando uno dietro l'altro palloni d'oro. Non ci si può neppure consolare con un ''pazienza'' la realtà è che la difesa attuale del Torino fa troppa acqua, e che l'attacco non funziona certo meglio. Giagnoni deve correre ai ripari, utilizzare Bui e cercare attraverso il pivot quel gioco che poche volte quest'anno i tifosi granata hanno potuto apprezzare. Si comincia con un'occasione per Boninsegna che al volo manda di poco a lato. La risposta del Torino avviene dieci minuti dopo con Sala ma non è tale da impensierire Vieri; quindi due grandi parate di Castellini al 14' e al 17' dapprima su tiro di Bertinl da fuori area poi su conclusione di Mariani che il portiere, istintivamente devia di pugno. Al 24' esce l'infortunato Bellugi, entra Scala e l'Inter rivoluziona le marcature. Tre minuti dopo, grande azione di Bui che dalla sinistra rimette al centro a Mescetti: questi indugia a concludere quel tanto da permettere ad un difensore di intervenire e respingere. L'arbitro Trinchieri continua a fischiettare falletti a centrocampo a favore del Torino prendendosi raffiche di fischi e di insulti dai tifosi nerazzurri: si fa perdonare al 39' quando fra lo stupore generale decreta un rigore contro il Torino. Azione di Fedele sulla destra, cross in area, la palla passa alta su Boninsegna che con la schiena si appoggia a Zecchini quindi, mentre questi allunga un braccio per tenerlo a distanza, cade a terra nell'abbozzare una rovesciata. Rigore: tira lo stesso Boninsegna ed è uno a zero. Ripresa. Subito una punizione di Sala parata a terra da Vieri quindi l'infortunio a Salvadori che resta in campo Bui: su cross di Zecchini, il granata viene letteralmente sbattuto a terra ma Trinchieri fa finta di niente. Questo sì che era rigore! Inevitabile, dato lo smarrimento fra i granata, la terza rete: Fedele fugge sulla destra, crossa dall'altra parte a Boninsegna, sempre solo, che al volo saetta ingol sotto la pancia di Castellini, sbilanciato nel tentativo di coprire l'angolo di porta. A questo punto l'Inter concede l'iniziativa al Torino che riesce a sbagliare con Graziani tre occasioni, due addirittura nel giro di un minuto. L'ultima è quasi allo scadere: non vale la pena neppure di dire come.