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Menti
02/09/1987
h.20.30
L.R.VICENZA - TORINO 0-1 (0-0)
L.R.Vicenza
: Mattiazzo, Bertozzi, Mascheroni, Zanandrea, Rizzi (al 60' A.Briaschi), Montani, Tardini (al 74' Zamparutti), L.Rossi, Rondon (all'81' Cisco), Pizzi, Messersi All.: Specchia.
Torino: Lorieri, Corradini, Ferri, Crippa, E.Rossi, Cravero, Berggreen, Sabato, Polster (al 71' Lentini), Comi (all'87' Fuser), Gritti (all'89' Bresciani). All.: Radice.
Arbitro: Frigerio di Milano.
Reti: Polster 49'.
Spettatori: 7 mila circa di cui 6.957 paganti.
Note: Ammoniti Sabato, L.Rossi e Zanandrea, espulsi Sabato e Montani per reciproche scorrettezze.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 3 settembre 1987]
Tony Polster ci ha preso gusto. L'austriaco, che sta migliorando di partita in partita, ha sbloccato il risultato di Vicenza al 60', realizzando il suo quarto gol in Coppa Italia. Un gol di possesso. Su assist di Comi, Polster si è liberato di forza di Rizzi e Mascheroni ed ha insaccato, con un secco destro ravvicinato. Era la prima vera occasione costruita dal Torino che aveva saputo, pazientemente, attendere il momento propizio per colpire. Dopo che Lorieri aveva sventato il pareggio con due parate decisive su Rondon (55') il Torino ha sfiorato il raddoppio, centrando due traverse: al 58' con Gritti e al 60' con Sabato. E proprio Sabato, che era già stato ammonito in precedenza, per proteste eccessive è stato espulso al 64'. L'inferiorità numerica del Torino durava appena due minuti poiché il severissimo Frigerlo cacciava negli spogliatoi anche Montani, per gioco scorretto. Con le due squadre ridotte in dieci, la partita diventava un'autentica battaglia. Nel primo tempo il Vicenza, molto attento in difesa, e pronto a distendersi in contropiede con lo scatenato Pizzi, aveva imbrigliato le iniziative del Torino, un po' troppo elementari per la verità, che ieri sera ripresentava la miglior formazione, con Cravero libero e Comi restituito al ruolo di centrocampista. Il Torino non era quasi mai riuscito ad affondare i colpi. Anche se Sabato appariva in forma, pronto a catapultarsi su ogni pallone ed a tentare di aggirare lo sbarramento dei bianco rossi, la manovra aveva pochi sbocchi. Diventava difficile liberare Polster e Gritti, o a sorpresa Comi, Berggreen o Crippa, in zona-tiro. L'afa, alimentata da un piovasco che aveva preceduto l'incontro, suggeriva al granata di non sprecare preziose energie: trasformandosi in una squadra di ragionieri, il Torino amministrava le forze ed il gioco, con una melina che il pubblico (10 mila spettatori) sottolineava con qualche fischio. Al 37', su bel cross da destra di Polster, c'era stata un'occasione fortunosa per Gritti grazie alla carambola sul portiere: il pallone, però, anziché in rete rotolava in corner. Era stato il Vicenza a rendersi più pericoloso con due palle-gol per Pizzi La prima al 40': su cross da sinistra di Messersi, Pizzi al volo di sinistro sfiorava la traversa. La seconda un minuto dopo: Sabato intercettava un bolide di Pizzi evitando probabili guai a Lorieri. Nella ripresa il Torino si trasformava. Osava di più e veniva premiato dal gol di Polster. Ma il Vicenza, per quanto di due categorie inferiore, non si arrendeva e impegnava duramente i granata. La sfortuna negava il raddoppio a Gritti e Sabato, fermati dalla traversa, ma la sorte dava una mano al bravo Lorieri nella difesa dell'1-0. Le espulsioni di Sabato e Montani non toglievano grinta alle due squadre che continuavano a battersi. Veniva fuori il temperamento dei granata e in particolare di Crippa, Berggreen, Ferri, degli stessi Gritti e Polster. L'austriaco, un po' acciaccato e affaticato anche dal lavoro in retrovia, veniva sostituito al 71' con Lentini, il fantasista granata cercava di tener palla per far rifiatare i compagni, ma il Vicenza continuava nella sua disperata offensiva e reclamava un rigore per un mani che Corradini non aveva commesso, pur alzando il braccio. Lorieri era graziato prima da Cisco, che tirava fuori da pochi passi (82') e poi da Bertozzi che, a porta spalancata, alzava troppo la mira, a due minuti dal termine. Se il pallone fosse entrato, premiando la generosità dei veneti, sarebbe stata una beffa per il Torino che, tutto sommato, ha meritato la quarta vittoria consecutiva in Coppa Italia e la qualificazione al turno successivo. Un Torino meno pimpante che ad Arezzo, ma ugualmente pratico, equilibrato e spietato nel punire gli errori. Quanto Comi avrà acquisito maggior confidenza con il ruolo di regista e Cravero, che ieri appariva prudentemente ancorato alle spalle della retroguardia anche perché convalescente dalla distrazione muscolare, parteciperà più attivamente alle offensive, Gritti e Polster riceveranno più palloni e potranno creare problemi a qualsiasi difesa.