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Comunale di Bergamo
15/01/1978
h.14.30
ATALANTA - TORINO 0-0
Atalanta
: Pizzaballa, Andena, Vavassori, Mastropasqua, Marchetti, Tavola, Manueli, Rocca, Pircher, Festa, Bertuzzo. A disposizione: Boldini, Cavasin, Libera. All.: Rota.
Torino: Terraneo, Danova, Salvadori, Gorin, Santin, Caporale, Sala C., Sala P. (al 57' Pecci), Graziani, Butti, Pulici. A disposizione: Rottoli, Mozzini. All.: Radice.
Arbitro: Lattanzi di Roma.
Reti: -
Spettatori: 28.380 di cui 14.156 abbonati e 14.224 paganti per un incasso di 53.275.260 lire.
Note: Ammoniti Rocca, Gorin, Graziani, Mastropasqua e Bertuzzo per proteste, Caporale per gioco violento; calci d'angolo 5-5. Al termine del fischio finale, numerosi petardi provenienti dal settore in cui risiedevano i tantissimi sostenitori granata vengono esplosi in mezzo ai tifosi bergamaschi: se ne scatena un parapiglia che sfocia in gravissimi incidenti proseguiti fino a tarda sera, con numerosi feriti, anche tra le forze dell'ordine. Negli scontri sono rimasti ben visibili sostenitori granata armati di bastoni e pistole scacciacani. Nel primo tempo il bergamasco Rocca ha falli to un calcio di rigore calciandolo fuori dalla porta di Terraneo.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 16 gennaio 1978]
Il pubblico del calcio ha vissuto un altro pomeriggio di violenza: una guerriglia sanguinosa, tra le opposte fazioni di tifosi, esplosa a tre minuti dalla line nella curva sud dopo che Pizzaballa, con una strepitosa parata su staffilata di Pulici, aveva garantito il pareggio per l'Atalanta. La cruenta e gigantesca zuffa - le cui avvisaglie si erano già registrate prima e durante la partita - aveva poi un seguito nell'antistadio e veniva faticosamente sedata dalle forze dell'ordine. A Bergamo non erano mai accaduti incidenti di questa portata e l'andamento della gara non giustifica la rabbia dei tifosi che, prima di azzuffarsi, si erano scambiati un nutrito e pericolosissimo lancio di razzi ad altezza d'uomo che solo per fortuna non aveva avuto conseguenze irreparabili. Lo sport non ha nulla da spartire con questa gente, che usa il calcio come pretesto per sfogare una violenza che ha radici ben più profonde. Anche in campo c'era stata battaglia ma si era trattato di un agonismo contenuto nei limiti del regolamento e che Riccardo Lattanzi, ammonendo per proteste tre atalantini (Rocca, Bertuzzo e Mastropasqua) e due granata (Gorin e Graziani, più Caporale ma per un intervento falloso) aveva spesso frenato sebbene la sua direzione, in qualche caso, lasciasse a desiderare. L'arbitro ci era parso un po' troppo plateale nei suoi interventi. La gara era stata bella, vibrante, condotta ad un ritmo elevato e caratterizzata, nel primo tempo, da una sensibile supremazia dell'Atalanta (un rigore fallito e un palo costituiscono il bilancio negativo dei bergamaschi) e da una vigorosa ripresa del Torino che aveva sfiorato il gol in quattro o cinque occasioni, trovando però un super-Pizzaballa a sbarrargli il passo. Tutto sommato il pareggio è un risultato giusto anche se l'Atalanta ha una grossa recriminazione in più da lare perché ha gettato al vento la più facile delle occasioni, su calcio di rigore sprecato da Rocca fuori bersaglio al 21'. Se Rocca avesse trasformato la massima punizione (concessa per fallo di Gorin su Tavola appena dentro l'area) il Torino avrebbe sudato le proverbiali sette camicie per rimettere l'incontro sul binario giusto L'Atalanta aveva reagito all'errore sciupando tesori di energie e raccogliendo soltanto un montante. Nella ripresa i bergamaschi stentavano a contenere il rabbioso crescendo del Torino che, con l'innesto del fresco Pecci al posto di Patrizio Sala, aveva ritrovato l'equilibrio tattico e la spinta indispensabile per rifornire Graziani e Pulici di munizioni e minacciare seriamente la porta difesa dall'intramontabile nonno Pizzaballa. Un buon punto, insomma, per il Torino che, specie nella seconda frazione, ci è parso in progresso e non lontano da un rendimento ottimale. Danova. Santin e Salvadori in difesa, Gorin (che ha commesso però troppi falli) a centrocampo e il Pulici del secondo tempo i migliori tra i granata. Nell'Atalanta, oltre a Pizzaballa, sono piaciuti Mastropasqua e Tavola nonché Rocca, il quale ha svolto una mole di lavoro impressionante non sempre sorretto, tuttavia, dalla precisione. Nelle retrovie Vavassori ha tenuto a freno Graziani recuperato in extremis che, pur convalescente da acciacchi, ha saputo poi rendersi pericoloso. Radice temeva il dinamismo del centrocampisti atalantini e aveva preferito rilanciare Patrizio Sala al posto di Pecci, che era finito in panchina ma rappresentava la carta a sorpresa da utilizzare al momento opportuno. Inizialmente il Torino tentava di imporre il proprio gioco ad un'Atalanta ricca di verve e di podisti. La prima azione degna di nota era del padroni di casa al 10': Tavola serviva Rocca che toccava a Mastropasqua, il cui tiro si perdeva sul tondo, abbondantemente a lato. C'era un po' di nervosismo tra i contendenti e Lattanzi estraeva il cartellino giallo per ammonire Rocca, reo di aver protestato. Continuava a premere l'Atalanta. Ma le sue puntate erano spesso interrotte dalla tattica dei fuorigioco diretta da Caporale. Dopo fasi alterne, l'episodio del rigore: Manueli serviva Tavola che puntava a rete contrastale da Gorin, il quale, una spanna dentro l'area, lo agganciava atterrandolo. Lattanzi indicava il dischetto, sordo alle vivaci dimostrazioni di Gorin che sosteneva di aver iniziato il fallo fuori area. Con Lattanzi irremovibile. Rocca calciava il penalty maldestramente a lato, tra la delusione del pubblico. Gorin continuava a protestare e veniva ammonito. Il gioco proseguiva con una pericolosa giravolta di Graziani che Mastropasqua intercettava (24') sostituendosi al portiere. Un minuto dopo Tavola perdeva un pallone in tackle con Claudio Sala, ma il capitano pur puntando decisamente a rete era anticipato dalla difesa prima di scoccare il tiro. Su capovolgimento di fronte grosso brivido per Terraneo (28'): Festa apriva sulla destra per Manueli che, da fondo campo, calibrava un bel cross: ancora Festa colpiva di destro, al volo, mandando la palla a schizzare sul gesso della linea di porta, superando la mano protesa di Terraneo e stampandosi sul palo. Un difensore granata liberava in angolo. Dalla bandierina Bertuzzo calciava a parabola sotto porta e Mastropasqua concludeva fiaccamente, consentendo a Terraneo di bloccare. Sempre sotto pressione (sterile per la pochezza delle punte bergamasche e in particolare del gigantesco ma ingenuo centravanti Pircher, al suo debutto in serie A), il Torino tentava vanamente di controbattere di rimessa. Poi al 31' Butti riceveva un colpo al viso, in un fortuito contrasto con Marchetti, e restava stordito per un paio di minuti. La supremazia territoriale dell'Atalanta si interrompeva al 36' su una punizione di Claudio Sala a fil di traversa. Al 40' anche Graziani veniva ammonito per proteste. La ripresa vedeva il Torino crescere progressivamente di tono e farsi sempre più autoritario, mentre l'Atalanta pagava lo sforzo prodotto in precedenza. Gorin si distingueva per i falli ma anche per incisive galoppate offensive, come al 48', quando un suo cross non era sfruttato a dovere da Graziani. Al 57' Pecci subentrava a Patrizio Sala e iniziava il forcing del Torino. Tre minuti dopo scattava il contropiede granata: Graziani s'involava da metà campo in un corridoio libero, non si avvedeva di Claudio Sala smarcatissimo sulla sinistra e preferiva concludere direttamente da una ventina di metri mandando il pallone di mezzo metro sopra la sbarra trasversale. Poco dopo era il turno di Pulici ad impegnare Pizzaballa in una deviazione in angolo. Passata la sfuriata dei granata, l'Atalanta si portava sotto ma senza la necessaria lucidità e la difesa poteva controllare la situazione con calma. Al 67' la prima grossa palla-gol per il Torino: una splendida apertura di Pulici trovava Gorin pronto sulla destra ad effettuare un cross che scavalcava Vavassori (Marchetti, claudicante, era fuori zona) e perveniva a Graziani che prendeva la mira ma sbagliava nuovamente il bersaglio. L'elenco degli ammoniti si allungava: era il turno di Caporale per un intervento falloso. In uno dei rari affondo i bergamaschi si avvicinavano alla porta di Terraneo e, su azione di calcio d'angolo battuto da Manueli era Gorin a salvare con la schiena su un tiro insidioso di Mastropasqua. Il Torino premeva sull'acceleratore rendendosi conto di poter ancora far risultato pieno. Pizzaballa parava una punizione di Pulici che l'arbitro faceva poi ripetere: il portiere si superava (87') respingendo un bolide angolatissimo di Pulici (servito da Graziani) e salvando cosi il risultate. Mentre l'arbitro ammoniva per proteste Bertuzzo e Mastropasqua e la partita stava terminando senza ulteriori emozioni, la contesa si trasferiva sugli spalti, dove assumeva i toni drammatici della guerriglia.