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Partenio
11/02/1979
h.15.00
AVELLINO - TORINO 1-1 (0-1)
Avellino
: Piotti, Reali (al 42' Massa), Romano, Boscolo, Cattaneo, Di Somma, Piga, Montesi, De Ponti, Lombardo, Tosetto. A disposizione: Cavalieri, Beruatto. All.: Marchesi.
Torino: Terraneo, Salvadori, Vullo, Sala P., Mozzini, Zaccarelli, Sala C., Pecci, Graziani, Greco, Pulici. A disposizione: Copparoni, Santin, Iorio. All.: Radice.
Arbitro: Mascia di Milano.
Reti: Greco 31' (T), Massa 65' (A).
Spettatori: 32.203 di cui 8.304 abbonati e 23.899 paganti per un incasso di 102.001.600 lire.
Note: Pulici fallisce un calcio di rigore quando il pounteggi era già sull'1-1. Ammoniti Pulici per proteste, Di Somma e Lombardi per gioco scorretto, Pecci per copmportamento non regolamentare.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 12 febbraio 1979]
La beneficenza fa magari acquisire meriti ma non certo scudetti, e neppure alimenta speranze. Cosi mentre Maldera continua implacabile, Pulici insiste a fallire i rigori: stavolta ha graziato Piotti appoggiandogli quasi addosso una palla molle, dopo la solita finta fermata con la quale credeva di aver spiazzato il bravissimo portiere avversario. Quando ha visto Piotti accartocciarsi sul non difficile pallone, Pulici - che già aveva messo un penalty contro il montante a Firenze, ma dalla parte opposta - è rimasto impietrito con le mani nei capelli. L'ha svegliato capitan Sala con due urli che non dovevano essere proprio di compiacimento: Claudio dopo un primo tempo un po' in sordina era uscito fuori di prepotenza difendendo ed attaccando, ed il rigore l'aveva provocato lui stesso con un affondo da favola, saltando prima Boscolo e costringendo Lombardi al fallo disperato. La partita era sull'1-1, quando Pulici ha sbagliato il rigore. Allo stupendo gol di Greco al 31' aveva replicato Massa (subentrato al terzino Reali allo scadere del primo tempo) con una acrobazia altrettanto bella nel folto della difesa granata in affanno. Dopo, le due squadre hanno giocato il tutto per tutto, il gol è stato sfiorato su ambo i fronti, ma il risultato è rimasto sul pareggio, un pareggio che potrebbe accontentare il Torino se non annullasse del tutto o quasi le chances di rincorsa. Diciamo subito che non è stato errore far calciare il penalty da Pulici. Lo sbaglio di Firenze magari ha condizionato il giocatore, ma non poteva bastare a Radice per togliergli la fiducia. E poi Pulici del resto se la sentiva. Pur senza fare faville era parso abbastanza volenteroso, concentrato, senza dubbio migliore di un Graziani sperduto, spento, incapace di svincolarsi dalla guardia feroce di un Cattaneo che va a nozze con un punto di riferimento preciso. Un Graziani normale lo avrebbe mandato in barca con i suoi movimenti, ma Francesco è rimasto lì a farsi anticipare regolarmente, con una remissività che ha sconcertato. Senza Graziani, con mezzo Pulici (che per giunta sbaglia dal dischetto) il Torino di questo campionato - perché la storia si ripete da tempo - non può avere speranze di segnare molti gol in trasferta. La verità è questa, perché il resto della squadra con alcuni elementi in grande evidenza - Terraneo, Zaccarelli, Salvadori sopra tutti - ed altri su un livello buono anche se magari non continuo, ha giocato complessivamente un'ottima partita, comandando il gioco per 60 minuti, sfiorando il raddoppio, mettendo a soggezione l'Avellino. Gli irpini soltanto al 20' della ripresa, ottenuto il gol in mischia, hanno tirato fuori la grinta provinciale che tanti ha già fatto soffrire su questo campo. Dall'1-1 in poi la battaglia è diventata aspra, anche cattiva, tenuta a freno a stento dall'arbitro Mascia, il quale ha via via ammonito Pulici (proteste), Di Somma (gioco scorretto, piede sul petto di Pecci a terra), lo stesso Pecci (ostruzionismo in barriera, e pensare che Delcourt avrebbe dovuto insegnare qualcosa in proposito ai granata), Lombardi (dopo il rigore su Sala). A parte il rigore fallito - errore di un singolo - si può imputare al Torino, per la scarsa consistenza delle due punte, di non aver sfruttato il lungo periodo in cui ha comandato il gioco, con Pecci che ha svolto a lungo benissimo il lavoro di raccordo, concedendosi soltanto due o tre confidenze di troppo. L'Avellino andava messo k.o. prima che rialzasse la cresta, le situazioni psicologiche vanno capite e sfruttate. Penalty a parte, lo stesso era accaduto a Firenze di fronte ad un avversario tremebondo sin dall'inizio. La partenza granata era stata buona, anche se veniva a mancare la spinta di Vullo assorbito in difesa dalla marcatura del veloce Mario Piga. Mozzini faticava ma reggeva contro De Ponti, Salvadori imbavagliava lottando il pur vivace Tosetto, a centrocampo Patrizio Sala, Pecci e Greco reggevano bene il confronto con Montesi, Lombardi e Boscolo, i quali non saranno dei califfi, ma sono la vera forza della squadra per il loro movimento continuo. Sparava subito Pulici alto da venti metri, poi un tocco di Pecci per lo stesso Pulici era appena lungo. Andava al cross Patrizio Sala e Piotti replicava con una parata alta in stile, quindi tentava l'affondo Greco ma era messo giù senza complimenti da Di Somma, un libero che vive esclusivamente sulla sua potenza fisica. Il Torino teneva bene il campo, appariva ordinato, sereno, con Zaccarelli che dietro dava fiducia a tutti. Le reazioni dell'Avellino erano bloccate con calma, uscivano in palleggio stretto Salvadori, Claudio Sala e Pecci e la gente persino applaudiva. Una replica isolata di Lombardi finiva fuori, poi Pecci con un malaccorto passaggio indietro rimetteva in gioco De Ponti sul quale Mozzini recuperava in scivolata (sulla palla) mentre la gente gridava al rigore inesistente. Un pericolo vero arrivava al 27' su botta dell'avanzante Reali deviata alla meglio da Zaccarelli, poi al 31' i granata andavano in vantaggio. Patrizio Sala toglieva il pallone dai piedi di Boscolo, reggeva al recupero di Lombardi, toccava rasoterra per Graziani che cincischiava, poi apriva verso sinistra dove si era liberato Greco. Botta trasversale e palla nel sette alla sinistra di Piotti. Splendido. Sullo slancio, il Torino cercava il raddoppio all'avvìo della ripresa. Al primo minuto partiva Zaccarelli, irresistibile, sulla sinistra, ma Pulici non era pronto a raccogliere il cross, si faceva rimbalzare il pallone contro la gamba favorendo l'uscita del portiere. Pecci subito dopo lanciava Greco in corridoio: sul tocco indietro dal fondo latitavano la punte e l'azione si perdeva. L'Avellino replica con foga, Massa dava vivacità alla manovra, la folla riprendeva coraggio e incitava la squadra di casa. I granata sfioravano ancora il gol con Graziani, che costringeva Piotti ad una grande parata deviando con prontezza un'errata rimessa laterale di Di Somma, poi l'Avellino pareggiava. Fallo di Greco su Montesi. Punizione dalla destra di Mario Piga, primo tiro di Montesi ribattuto, palla a De Ponti il quale dal fondo centrava alto alla meglio, rimbalzo, rovesciata vincente in mischia di Massa, con la difesa avversaria piut-. Tosto confusa. Terraneo salvava la porta subito dopo ribattendo in volo un gran colpo di testa di De Ponti, poi il Torino riprendeva il ritmo e Claudio Sala provocava l'inutile rigore. Ancora assalti dell'Avellino, poi nuova replica veemente dei torinesi trascinati ancora 'dal capitano e da Zaccarelli, ma i tiri di Greco e Pulici finivano fuori bersaglio mentre si confermava Terraneo, togliendo in uscita volante dalla testa di Tosetto il pallone della possibile beffa. Al Torino è rimasto l'elogio dei tifosi avellinesi che lo considerano la miglior ''grande'' vista quest'anno. Magra soddisfazione.