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Delle Alpi
29/04/1992
h.20.30
TORINO - AJAX 2-2 (0-1)
Torino
: Marchegiani, Bruno, Mussi (all'83' Sordo), Annoni, Benedetti, Cravero (all'83' Bresciani), Scifo, Lentini, Casagrande, Martin Vazquez, Venturin. A disposizione: Di Fusco, Cois, Vieri. All.: Mondonico.
Ajax: Menzo, Blind, Silooy, Jonk, De Boer, Winter, Van't Schip, Kreek, Petersson, Bergkamp, Roy (all'83' Groenendjik). A disposizione: Van der Sar, Vink. All.: Van Gaal.
Arbitro: Worral (Inghilterra).
Marcatori: Jonk 14' (A), Casagrande 62', 84' (T), Petersson 75' rig. (A).
Spettatori: 65.377 paganti per un incasso di 3.564.380.000 lire, record d'incasso nelle coppe europee.
Note: Ammoniti Bruno e Annoni.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 30 aprile 1992]
Cantano i tifosi dell'Ajax, in uno stadio ormai deserto dei cuori granata. Improvvisano, felici, gonfi di orgoglio e di birra, un concerto sulle nostre di un'orchestrina da fiera, dopo che i loro uomini in campo hanno quasi suonato il Toro e le sue voglie di Coppa. Per due volte in vantaggio, gli olandesi hanno sfiorato l'impresa di un mese fa a Marassi. E se non l'hanno completata è soltanto perché i granata, ammaestrati dal Genoa, non hanno rischiato l'osso del collo negli ultimi minuti. Il Toro con il 2-2 rimane in corsa per la Coppa Uefa e deve ringraziare il solito Casagrande per il tampone messo due volte sulle pugnalate dell'Ajax. Ma è un lumicino di speranza. Tutto è più difficile dopo questa sera consumata col cuore e poco col cervello, contro un avversario che ha sciorinato bellezza e modernità del proprio calcio. Ora il Toro dovrà andare ad Amsterdam per vincere, recuperando Fusi e Policano, ma con una difesa monca di Annoni e Bruno, squalificati. C'è chi dice che l'Ajax in casa è più vulnerabile. Ma siamo sicuri che Mondonico stamani avrebbe voluto svegliarsi con i problemi di Van Gaal. Un po' d'aiuto i nipotini di Cruyff l'hanno trovato nei granata. Il gol d'avvio è stato un colpo a tradimento che ha colto il Toro in uno dei suoi uomini indiscutibili, Marchegiani. Dalla tribuna s'è visto Jonk prepararsi il tiro da 30 metri e nessuno andargli incontro. E chissà cosa ha frenato Marchegiani dall'avventarsi sulla palla tesa , ma a mezza altezza, neppure angolata. La storia delle Coppe è fatta anche di episodi. Da una mazzata del genere il Toro si è risollevato a fatica soltanto verso la mezz'ora. Nel frattempo Winter aveva avuto sul capino, che non è una testa d'ariete, la palla del 2-0 e in tuffo, da pochi metri, l'aveva gettata tra le braccia di Marchegiani. Il gol avrebbe chiuso la partita. Il Toro invece ha capito che la porta restava aperta. Anzi, più che capire l'ha annusato con i sensi come un animale ferito. Molto, se non tutto, è poggiato però sulla determinazione straordinaria di Lentini. E' stato un bel duello a distanza tra lui e Bergkamp, stessa generazione e stesso talento, aqnche se l'olandese, recuperato in extremis, segue traiettorie più lineari e meno faticate. Non lo ha fermato Bruno, lo ha contenuto a fatica Annoni dopo 20'. Nella ripresa ci ha provato Benedetti, perchè Bergkamp è salito a fare la prima punta con arretramento di Pettersson. L'olandese che mezza Europa vorrebbe, è rimasto però una spina costante nel cuore del Toro, appoggiato, specie nel primo tempo, da due ali vere, Roy e Van't Schip, che hanno inchiodato Bruno e Mussi. Lentini invece ha dovuto sbrogliarsela da solo per mezz'ora. E' mancato al Toro l'apporto offensivo dei Mussi e Annoni col Real. Sono mancate le destrezze di Vazquez e Scifo, almeno finché Mondonico non gli ha tolto l'impiccio di sostituire Fusi. Ma soltanto quando il Toro ha spostato le proprie angosce sotto i tacchetti, premendo su una difesa che non è eccezionale, qualcosa è cambiato. In 15' mai un'occasione nitida, ma di minuto in minuto ci si è illusi che accadesse qualcosa: al 32' Scifo ha calciato al volo fuori di poco, al 36' ha provato Lentini in sforbiciata, al 37' Menzo ha bloccato un tiro di Scifo, al 38' Lentini ha offerto la palla a Casagrande in scivolata, ma il portiere ha parato quasi senza saperlo, al 40' bordata di Lentini, imprendibile, alta di poco. L'umore baldanzoso e spietato degli olandesi s'è di preoccupanti fessure. Non ha una difesa di ghiaccio, l'Ajax. Ed ecco il premio, atteso e giusto, al 61', quasi un contrappasso, per l'Ajax in vantaggio su errore del portiere. Il Toro l'ha punito sfruttando l'impreparazionbe di Menzo, sul tiro da distante di Scifo: Casagrande, ancora goleador di Coppa, s'è precipitato sulla respinta maldestra, segnando. Gran festa sugli spalti, grande speranza nei cuori anche per la nuova esuberanza del Toro. Ma riecco Bergkamp, Scifo sbaglia un tocco, il Van Basten del futuro salta Annoni e benedetti, che gli aggancia il piede. Rigore: lo trasforma Pettersson. Finito il sogno? No, perchè c'è ancora Casagrande: all'82' su cross di Lentini, salta Blind e depone alle spalle di Menzo la palla del 2-2 e delle ultime speranze.