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Delle Alpi
05/09/1993
h.16.00
TORINO - ATALANTA 2-1 (2-0)
Torino
: Galli, Mussi, Jarni, Cois, Annoni, Osio (all'89' Poggi), Fotunato, Sordo, Silenzi, Carbone (all'86' Sinigaglia), Venturin. A disposizione: Pastine, Delli Carri, Sergio. All.: Mondonico.
Atalanta: Ferron, Magoni, Tresoldi, Minaudo, Bigliardi, Montero, Rambaudi, Orlandini (al 63' Perrone), Ganz, Sauzée, Scapolo. A disposizione: Pinato, Valentini, Codispoti, Pavan. All.: Guidolin.
Arbitro: Boggi di Salerno.
Marcatori: Venturin 23' (T), Fortunato 32' (T), Ganz 79' (A).
Spettatori: 25.402 di cui 16.900 abbonati e 8.502 paganti per un incasso di 237.780.000 lire.
Note: Ammoniti Ganz, Sauzée e Fortunato.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 6 settembre 1993]
Più della sconfitta, che persino i nuovi profeti del pallone devono inserire nell'elenco degli eventi imponderabili, come un terremoto o una vincita al lotto, pensiamo che a Francesco Guidolin, il giovane allenatore dell'Atalanta, daranno fastidio le ironie che si abbatteranno come grandine sul suo concetto di spettacolo. Che è un concetto altruista, generoso, per quanto si è visto contro il Toro. Il vero spettacolo infatti i bergamaschi l'hanno lasciato agli avversari, che così hanno vinto per due a uno. Per un tempo i granata hanno sciabolato il campo trovando sempre i varchi dove insinuarsi con una pericolosità che non avevamo visto in altre occasioni. Poi sono calati nella ripresa e hanno permesso all'Atalanta di riawicinarsi al pareggio, perché si sa che il Toro non è proprio la squadra che sa congelare i risultati giocando ai ritmi bassi. Tuttavia si è visto come nel confronto tra le due novità più piacevoli della prima giornata, i granata abbiano confermato e anzi potenziato l'idea di benessere. I bergamaschi invece hanno girato a vuoto. Forse è presto per tirare conclusioni e azzardare un pronostico sul cammino dei due outsider in campionato. Ma non è certamente intempestivo l'invito a rivedere i concetti assoluti di calcio e di spettacolo, con il rischio poi di vederli saltare in aria come i birilli del bowling al primo confronto serio. Mondonico aveva preparato bene il match. Con quel tanto di fiele che fa parte del suo personaggio quando lo stuzzicano sulla tattica. Con Silenzi centrale, Carbone e Osio hanno giocato molto larghi sulle fasce e in questo modo hanno costretto la difesa dell'Atalanta a smagliarsi nel cuore, tra Montero e Bigliardi. Un'accoppiata da brivido. La vivacità di Carbone è stato il grimaldello che il popolo ha gradito di più. Non ce ne stupiamo. Il ragazzo appartiene al genere dei talentini lesti di gamba e di piede, non gli manca neppure il coraggio di cercare la conclusione di testa, per quanto sia bassino, ma elastico nell'elevazione. Insomma Carbone è un peperino granata, che farà comodo a una squadra tradizionalmente penalizzata in zona gol. In fondo le azioni delle reti sono nate dal suo tocco. Il Toro di ieri però ha sfruttato altre carte. E' stato fondamentale Jarni, è stato utile Mussi sulla destra per cui Mondonico ha vinto la sua partita proprio sulle fasce che sono di solito la terra di conquista degli zonaroli. In più sono arrivati in mezz'ora due gol in fotocopia, su azione da palla ferma con l'inserimento di Fortunato e di Venturin. L'Atalanta non ha replicato con la padronanza di gioco che le veniva accreditata. Ci ha deluso la difesa, ma soprattutto il centrocampo, attorno a Sauzée, un campione d'Europa, uno che pareva volessero tutti sul mercato. Il francese non si è ritrovato contro il dinamismo di Venturin, la squadra gli si è allungata troppo, invischiandolo in un naufragio dal quale si è salvato in parte nella ripresa. Il Toro ha martellato azioni con metodo e con molta aggressività. L'Atalanta ha provato la strada del gol con azioni isolate. La più pericolosa gli è capitata all'8', ancora sullo 0-0, per un errore di Cois che ha lanciato Rambaudi verso la porta di Galli. Annoni ha salvato sulla linea. La gente si è divertita, ha applaudito con calore alla fine del primo tempo. Ha tremato nella ripresa, quando ha capito che il gol di Ganz (sempre pericoloso) riapriva un confronto che i granata avrebbero potuto chiudere con un terzo gol in contropiede. L'Atalanta è cresciuta nei suoi centrocampisti. Guidolin ha inserito Perrone, per dare all'attacco più pericolosità di quella che poteva fornirgli Orlandini. Qualche situazione da gol, qualche traccia tardiva di quel calcio corale che i nuovi profeti ritengono un'esclusiva. Finché non sbattono la faccia contro idee più solide delle loro.