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Delle Alpi
26/10/1994
h.20.30
TORINO - FOGGIA 2-1 (2-0)
Torino
: Simoni, Sinigaglia, Pessotto (al 66' Falcone), Sogliano, Torrisi, Caricola, Rizzitelli, Scienza, Silenzi, Osio (al 60' Abedì Pelé), Bonetti. A disposizione: Pastine, Bernardini, Possanzini. All.: Sonetti.
Foggia: Mancini, Padalino, Bianchini, Nicoli, De Vincenzo, Parisi (all'80' Di Bari), Mandelli, Biagioni, Cappellini, Bressan, Marazzina (al 46' Bucaro). A disposizione: Brunner, Di Bari, Giacobbo, Amoruso. All..: Catuzzi.
Arbitro: Stafoggia di Pesaro.
Marcatori: Caricola 19' (T), Silenzi 34' (T), Bianchini 73' (F).
Spettatori: 9.178 per un incasso di 57.766.000 lire.
Note: Ammoniti Sinigaglia, Osio, Torrisi, Silenzi, Bressan e Marazzina. Il Torino è eliminato dalla Coppa Italia.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 27 ottobre 1994]
Il cuore non è bastato. Con una prestazione orgogliosa ha messo sotto il Foggia e, dopo l'uno due di Caricola e Silenzi, non ha trovato il colpo del ko. Ha sbagliato altre facili occasioni con Rizzitelli e Silenzi ed ha subito il gol decisivo di Bianchini. Avanza il Foggia che, nei quarti di finale, ritroverà l'Inter dopo averci impattato 0-0 domenica in campionato. Per i granata il rimpianto di aver incassato, in entrambe le partite, tre gol su quattro su azioni susseguenti a calci piazzati. Sul piano dell'impegno, la squadra ha dato tutto e Pessotto, nel secondo tempo, si è infortunato al ginocchio sinistro e rischia di saltare Cagliari. Dopo la batosta dell'andata ci voleva un miracolo. Erano in pochi a crederci. Tra questi Nedo Sonetti che aveva schierato un Torino tutto italiano, con Simoni in porta e Osio in campo dall'inizio dopo dieci mesi di assenza dall'ultimo grave infortunio, al posto di Pelè in panchina per un'ora a causa di una leggera tonsillite. Osio aveva già giocato uno spezzone a Monza in Coppa Italia e quello con il Foggia rappresentava il suo rientro ufficiale. Era un Osio ricco di buone intenzioni ma alla ricerca del ritmo e dalla condizione che solo le partite possono dare. Agiva a ridosso delle punte, facendo un gran movimento per creare spazi al tandem Silenzi e Rizzitelli. Il Foggia dava l'impressione di essere deconcentrato, troppo sicuro di avere la qualificazione in tasca. Un peccato di presunzione che costringeva la squadra di Catuzzi a soffrire. Come due settimane fa, il Torino esercitava un chiaro dominio territoriale ma appariva più incisivo e determinato, grazie a Rizzitelli, assente a Foggia. Al quarto d'ora, su cross di Caricola corretto da Silenzi di testa, Rizzitelli con un pallonetto centrava la traversa. E al 19' i granata sbloccavano il risultato: una punizione di Bonetti era deviata in rete da Caricola lanciatosi intelligentemente sulla traiettoria del tiro. Il Foggia, che non s'aspettava un Torino così veemente, appariva frastornato e, tre minuti dopo, rischiava di subire il raddoppio: Mancini bloccava il sinistro ravvicinato di Rizzitelli. Ma il portiere nulla poteva al 34' sulla bomba di Silenzi, al primo gol ufficiale della stagione. Ben servito da Osio, sul filo del fuori gioco, Pennellone si presentava nell'area piccola e staffilava tra palo e portiere. C'era tutta la rabbia accumulata in questi due mesi di digiuno da Silenzi in quel pallone imprendibile. Il Torino prendeva fiato e in contropiede il Foggia si rendeva pericoloso allo scadere del primo tempo ma Simoni, con una tempestiva uscita, respingeva un'incursione di Bressan ben lanciato da Cappellini. In apertura di ripresa, Catuzzi inseriva Bucaro per Marazzina ma il Foggia continuava a subire e, dopo che Pelè aveva dato il cambio a Osio al 15', il Torino falliva di un soffio il terzo gol in due occasioni: al 18' su bella combinazione Scienza-Silenzi, il sinistro di Rizzitelli lambiva la traversa; e al 22', su assist di Rizzitelli, Silenzi incornava alto di fronte a Mancini. Il centravanti, pescato in fuori gioco, segnava dopo il fischio di Stafoggia e veniva ammonito (25'). Ma le palle-gol sciupate erano troppe e il Foggia non perdonava: al 28' su punizione di Biagioni, Bianchini sbucava in area e di testa mandava il pallone a carambolare sul palo e poi in rete. Il gol spegneva le speranze granata.