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Via del Mare
22/09/1985
h.16.00
LECCE - TORINO 0-0
Lecce
: Negretti, Vanoli, Di Chiara, Enzo, Raise, Miceli, Causio, Orlandi, Paciocco (all'80' Luperto), Pasculli, Palese. A disposizione: Ciucci, Miggiano, Colombo G., Nobile S. All.: Fascetti.
Torino: Martina, Corradini, Rossi E., Zaccarelli, Junior, Ferri I, Pileggi, Sabato, Schachner, Dossena (al 64' Beruatto), Comi. A disposizione: Copparoni, Cravero, Osio, Pusceddu. All.: Radice.
Arbitro: Redini di Pisa.
Reti: -
Spettatori: 41.565 di cui 30.405 paganti e 11.160 abbonati.
Note: Il Lecce ha fallito un calcio di rigore al 68' con Paciocco.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 23 settembre 1985]
Nel rinnovato stadio di Lecce i maggiori applausi li ha ricevuti il costruttore Rozzi, presidente dell'Ascoli, che ha abbandonato per una domenica la sua squadra vittoriosa in cambio di un giro d'onore applauditissimo. I padroni di casa hanno lottato fino alla fine, ma sono apparsi leggeri in attacco, e al 23' della ripresa hanno sprecato un rigore con una maldestra botta alta dell'italo-venezuelano Paciocco. Il Torino, che in un pomeriggio caldo (ma dove mai fa freddo di questi tempi?) ha pagato non poco le fatiche fisiche e psicologiche del match di Coppa (anche se Radice non accetta questa tesi), ha offerto pochi scampoli bellissimi e lunghi momenti di palleggio rallentato che denunciavano impossibilità atletica a reggere un ritmo più valido, che sarebbe probabilmente bastato a vincere il match. Anche se non al meglio, i granata hanno avuto tre occasioni da rete limpide (contro nessuna del Lecce, limitatosi, rigore a parte, a tiri da lontano e cross senza eccessiva pericolosità), ma sono riusciti a sbagliarle. Le tre azioni meritano subito una descrizione, anche perché sono state le cose più emozionanti della partita. Mezz'ora del primo tempo. Palla che viaggia da Sabato a Pileggi, sulla destra, poi a Schachner che di petto l'appoggia a Dossena sul cui centro lungo dalla sinistra arriva puntuale Junior, per tagliare fuori il portiere Negretti con una botta rasoterra, trasversale: sulla linea Stefano Di Chiara è però bravo a respingere in spaccata. Saltiamo al 7' della ripresa. Zaccarelli esce bene di anticipo e appoggia a Dossena, il quale lancia in verticale Comi che con un colpo di tacco smarca Pileggi. L'ultimo passaggio libera Schachner davanti al portiere: l'austriaco, solo, ha tutto il tempo di prendere la mira sul dischetto per mettere di piatto la palla fuori, alla sinistra di Negretti. l'italo-venezuelano Paciocco: all'ultimo minuto (ma sarebbe stata davvero una beffa per il Lecce, anzi per Lecce): affondo di Ferri sull'out sinistro, pugliesi presi di sorpresa, cross per Schachner, il quale perde i due metri di vantaggio con un assurdo palleggio prima di fare sfumare nuovamente l'occasione. Che dire di Schachner? Che ancora una volta è stato il più vivace dell'attacco (Comi, pur rientrando spesso, ha perso un numero incredibile di contrasti: paga le troppe responsabilità che poggiano sulle sue spalle e probabilmente ha recuperato meno di altri le fatiche e le emozioni del mercoledì internazionale), ma che di nuovo ha fallito conclusioni apparentemente agevoli. Il voto negativo in pagella non può non punire questi errori, pur riconoscendo a Walter - ripetiamo - un impegno notevole. Nel Torino anche Dossena, probabilmente toccato nel morale dall'esclusione azzurra per mercoledì (Bearzot davvero non ha brillato in psicologia) è stato al di sotto del suo standard, trovando ben raramente il guizzo geniale e perdendo sulla trequarti palloni che hanno posto i compagni in difficoltè. Ed ha deluso - anche qui Radice non è d'accordo - pure Ezio Rossi, idolo di Lecce fino allo scorso campionato: si è salvato con una serie di falli che hanno denunciato disagio, scarso ritmo di gara. Hanno retto la baracca granata il solito magnifico Zaccarelli, Ferri, che dopo aver sofferto un poco su Causio si è ripreso nel secondo tempo, Corredini sempre in forma per quanto autore dell'inutile fallo che ha provocato il penalty, Junior ma solo con l'esperienza (è uscito dal match con il Panathinaikos acciaccato e stressato) e senza la solita autorità, Pileggi e Sabato (soprattutto il secondo) per il gran lavoro a centrocampo. Un capitolo a parte per Martina: è stato attentissimo sul tiri da lontano e sul cross e con la sua "manfrina" prima del calcio di rigore (andava su e giù per la porta, si è messo in posizione all'ultimo istante) ha sicuramente innervosito Paciocco, che ha finito per sbagliare il tiro. Dei pericolosi vuoti (per difficoltà di recupero) del Torino a centrocampo il Lecce ha approfittato grazie al notevole dinamismo e spirito di iniziativa di Raise, ma pochi altri sono stati bravi come l'ex catanzarese. Causio si è impegnato a fondo, sulla fascia laterale è stato bravo, ma non è mai riuscito a stringere al centro per il tiro con efficacia. La difesa, se presa in velocità (quando i granata ce l'hanno fatta), ha avuto non poche difficoltà, salvandosi per gli errori di Schachner e per qualche fischio provvidenziale dello sfuocato arbitro Redini. Il direttore di gara ha sicuramente ottenuto lo scopo di tenere in pugno il match, ma ha commesso alcuni errori di valutazione con la collaborazione dei guardalinee, fermando una volta Schachner per un fuorigioco quanto mai aleatorio (l'austriaco è pure stato ammonito per aver segnato dopo il fischio che interrompeva l'azione). Una volta sola, al 35' del primo tempo, il Lecce si è fatto realmente pericoloso su azione. Paciocco, arrivato in ritardo su un centro dalla sinistra del suo fronte offensivo, ha poi impegnato Martina con una suggestiva rovesciata bassa. Il rigore, nella ripresa, è stato concesso dall'arbitro per un ingenuo e inutile (la palla era lunga) contrasto aereo tra Corradini e Pasculll. Martina iniziava il suo show mentre Paciocco, pallone sul dischetto, lo aspettava. Quando il portiere granata si è presentato tra i pali, ha visto la palla passare ben alta sulla traversa.