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Olimpico di Roma
08/03/1987
h.15.00
ROMA - TORINO 1-0 (0-0)
Roma
: Tancredi, Oddi, Gerolin, Boniek, Nela, Conti, Righetti, Giannini, Agostini, Ancelotti, Di Carlo (all'88' Desideri). A disposizione: Gregori, Baroni, Impallomeni. All.: Sormani e Eriksson.
Torino: Copparoni, Rossi E., Francini, Zaccarelli, Junior, Ferri, Beruatto (al 61' Lentini), Cravero, Kieft, Dossena (al 74' Lerda), Comi. A disposizione: Lorieri, Pileggi, Mariani. All.: Radice.
Arbitro: Redini di Pisa.
Reti: Agostini 54'.
Spettatori: 50.317 di cui 22.479 abbonati per una quota partita di 457.327.000 lire e 27.838 paganti per un incasso di 337.335.000 lire.
Note: Espulsi Boniek al 53' per ingiurie all'arbitro in seguito all'ammonizione ricevuta, e Lerda all'83'; ammonito Agostini e, come già detto, Boniek, colpevoli di essere corsi sotto la Curva dopo la rete del vantaggio giallorosso.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 9 marzo 1987]
Il Napoli è davanti a tutti, lontano, quasi irraggiungibile, ma la Roma ha vivo un lumicino di speranza tenendo il passo della capolista. Per farlo ha battuto il Torino con scarto minimo, ma superiorità acclarata, un Torino che non era quello dissestato di Empoli, ma nemmeno quello vibrante del mercoledì di Coppa. Qualche occasione i granata l'hanno pur creata, ma non hanno mai indirizzato un tiro nel bersaglio, condizione indispensabile per essere certi di non segnare mai. Dossena evanescente fino alla sostituzione. Junior velleitario, inesistenti le punte. Soltanto Zaccarelli a cercare di tamponare e costruire, e Cravero in progresso fino alla sfortunata deviazione (63') che poteva riportare i granata in parità. E' stata una partita piacevole, fino al gol romanista, rovinata immediatamente dopo. A uccidere lo spettacolo è stato l'arbitro Redini un sopravvissuto alla selezione estiva malgrado i demeriti del passato, un arbitro da sempre mediocre e comunque in netta fase calante. Redini ha sempre avuto il difetto capitale di non aver rapporto alcuno con i giocatori e ieri ha fatto il suo capolavoro. Agostini segna il gol vincente e prosegue sullo slancio verso la curva a sfogare la tensione per tante critiche ricevute e ora ricacciate indietro con la palla vincente. Boniek esce anche lui dal campo, ma soltanto dopo ad accogliere il ragazzo che sta correndo indietro. Redini che ha già permesso un paio di entrate stroncagambe di Di Carlo e Oddi, che non sa far rispettare la distanza sulle punizioni; che ha rovesciato parecchi falli, ha soltanto ben chiaro il rispetto delle norme. Chi esce dal campo va punito con l'ammonizione, diceva la disposizione d'inizio stagione, "non fatelo più, ci sono troppi giocatori in odor di squalifica" recitava l'invito di Gussoni un paio di settimane addietro. Redini ha dimenticato l'errata-corrige ed ha ammonito tanto Agostini che Boniek. Il polacco si è infuriato, ha cercato di far rientrare un provvedimento che per lui voleva dire esclusione sicura dal grande match di domenica prossima a Napoli, ed ha concluso con un "vaffan.." che riteneva innocuo visto il torto arbitrale di fondo. Nemmeno per sogno! Via il cartellino giallo e fuori quello rosso. Da quel momento il gioco è finito, poi è venuto un rigore negato di netto alla Roma. 69': Agostini salta Zaccarelli in contropiede punta verso la porta e sul vertice del rettangolo, ma già bene dentro è affiancato da un affannato Ferri, che lo fa volar via. Si volta atterrito il granata, pronto a disperarsi e magari a fingersi anima candida, e invece Redini si inventa un corner che non poteva esistere perché la palla era sempre stata in possesso di Agostini. L'ennesima stupidaggine quasi in chiusura di partita. 83': Gerolin atterra il giovane Lerda entrato da dieci minuti, e il granata da terra scalcia nell'aria con Gerolin ben lontano; Redini ravvisa un fallo di reazione e caccia il poverino. Redini ha distrutto, giallorossi e granata hanno cercato di costruire. Ben disposta nella consueta zona, la Roma cambiava all'ultimo momento la formazione. Berggreen negli spogliatoi dava forfait ed Eriksson decideva di riportare Boniek da libero a centrocampista, utilizzando Righetti ai centro della difesa. Bravino Righetti, schierato addirittura con il sette a testimonianza della decisione in extremis, un po' meno Boniek a smentita di chi a Roma considerava eresia pura l'aver tolto dal centrocampo il polacco. Con Giannini discontinuo e svagato (si sarebbe riscattato con l'impegno nella fase del dieci contro undici) finivano per andare in riserva Ancelotti e Di Carlo obbligati al doppio lavoro, mentre si esaltava Bruno Conti capace di reggere bene nel ruolo di interditore, di impostare con lanci eccellenti (2' lancio di 40 metri per Boniek pescato al volo, conclusione mancata di Ancelotti sul cross; 41' traversone per Boniek, e Francini a salvare con un grande tempismo nel colpire di testa) e di concludere. Un Conti rinnovato, rinvigorito, autorevole, ritornato ai personalismi soltanto nel periodo di inferiorità numerica quando era più che utile mantenere il controllo di palla. E sempre da Conti ritroviamo i pericoli maggiori per un Copparoni sicuro: 10' controllo di palla stupendo, conversione al centro e gran tiro parato: 19' botta volante su pallone che arriva da dietro e bersaglio mancato di un soffio; 20' gran tiro da fuori che il portiere mette in angolo, poi sugli sviluppi del corner imbeccata a Righetti, palla ribattuta, assist di Gerolin a Boniek e conclusione sbilenca; 55' conclusione di mezzo volo appena fuori. Un campione ritrovato, un protagonista assoluto. Soltanto sull'azione del gol (53') non c'è il suo intervento, ma la caparbietà di Ancelotti che vince due tackles e salta un terzo uomo per allungare in profondità ad Agostini: botta al volo appena la palla è passata e gol. Tanti saluti ad Ezio Rossi che gli stava al fianco.