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Riviera delle Palme
21/09/1988
h.20.30
SAMBENEDETTESE - TORINO 1-1 (1-1)
Sambenedettese
: Bonaiuti, Marcato, Nobile, Torri (al 55' Paciscopi), Salvioni, Ermini (al 63' Sopranzi), Cardelli, Mariani (al 42' Andreoli), Valoti, Lussignoli. All.: Domenghini.
Torino: Lorieri, E.Rossi, Ferri, Zago, Benedetti, Zaffaroni, Fuser (al 56' Bresciani), Comi, Muller, Edu (al 42' Catena), Skoro (al 56' Gritti). All.: Radice.
Arbitro: Frigerio di Milano.
Reti: Valoti 28' (S), Muller 33' (T).
Spettatori: 3.000 circa di cui 2.551 paganti per un incasso di 29.191.000 lire.
Note: Ammoniti Zaffaroni e Ferri, espulso al 78' Ferri per doppia ammonizione.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 22 settembre 1988]
La batosta di Verona ha lasciato il segno sul Torino. La squadra di Radice, pur recuperando Edu (che al 42' ha lasciato il campo per il riacutizzarsi della distorsione alla caviglia sinistra ed è stato sostituito da Catena) ha dovuto giocare in salita anche con la rimaneggiata Sambenedettese, passata in vantaggio al 28' con Valoti, ed ha pareggiato con Muller (33') al suo primo gol italiano, dopo quelli realizzati a Berna nella Philips Cup. Un Torino lontano dal miglior rendimento, ancora frastornato dalle polemiche seguite al 4-0 di Verona. Radice, che aveva preferito Zago a Catena, si aspettava una reazione, invece la squadra, specie nel primo tempo, ha denunciato i soliti problemi in ogni reparto. Con Edu e Comi che si alternavano in cabina di regia e a sostegno delle punte, c'è stata qualche combinazione offensiva in più. La Sambenedettese, pur priva di cinque titolari, riusciva a mettere in crisi la traballante difesa del Torino con veloci contropiede. Al 25' Valoti mancava di un soffio il bersaglio ma si riscattava tre minuti dopo. Servito alla perfezione dall'ex granata Ermini, Valoti sfuggiva a Benedetti, s'involava in area e, con un destro radente e angolato infilava Lorieri. Niente da fare per il discusso portiere. Colpevoli, semmai, i compagni di reparto, lasciatisi sorprendere ingenuamente nella circostanza. Zaffaroni (poi ammonito), non era riuscito a chiudere in tempo su Valoti. Meritati applausi da parte dei duemilacinquecento spettatori marchigiani. Quando la situazione stava diventando drammatica, il Torino trovava il colpo d'ala e pareggiava. Skoro, dalla linea di fondo centrava. Comi di tacco deviava su Muller il cui sinistro ravvicinato trovava Bonaiuti piazzato, ma sulla respinta la "pantera nera" insaccava di destro da due passi. La Sambenedettese incassava il colpo e si ributtava all'attacco sfiorando il raddoppio. Lorieri si lasciava sfuggire il pallone su tiro da lontano di Torri. L'errore del portiere, che non ha ancora trovato la tranquillità consentiva a Lussignoli di trovarsi in posizione-gol. Zaffaroni lo afferrava per la maglia, ma l'arbitro Frigerio anziché fischiare il rigore concedeva la regola del vantaggio e Lussignoli sfiorava il pallone dirottandolo a lato. Un brutto momento per il brutto Torino che al 42' perdva Edu, zoppicante. Nella ripresa (55') altro cambio: Paciscopi subentrava a Torri. Radice al 56' decideva di inserire Gritti e Bresciani al posto di Fuser e di Skoro, entrambi insufficienti, per aumentare il potenziale offensivo del Torino, ma era ancora la Sambenedettese a fallire una facile occasione (61'). Cardelli saltava mezza retroguardia, poi serviva il liberissimo Paciscopi il cui piatto sinistro si stampava sulla traversa. Usciva anche Ermini, tra i migliori in campo, rimpiazzato da Sopranzi (63') e cresceva di tono il Torino, pur continuando a denunciare smagliature. Su punizione di Bresciani, Zago di testa indirizzava di una spanna oltre la barra trasversale (74'). Lo stesso Zago, un minuto più tardi si faceva parare un destro a tu per tu con Bonaiuti. Poi il Torino tornava sotto pressione e Ferri veniva ammonito per un fallo. Sulla susseguente punizione, Ferri ripreso dall'arbitro in barriera protestava e Frigerio estraeva il cartellino rosso. In dieci il Torino costruiva con Muller il "match-ball" ma il brasiliano, abilmente sfuggito al suo controllore, staffilava di sinistro a fil di palo. Fatto curioso: durante le operazioni di antidoping la provetta di Edu è sfuggita dalle mani del medico, cadendo a terra. E occorse mezz'ora per ripetere il rituale.