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Bentegodi
21/11/1999
h.15.00
HELLAS VERONA - TORINO 0-1 (0-1)
Hellas Verona
: Frey, Filippini, Franceschetti (al 50' Adailton), Apolloni, Falsini (al 62' Laursen), Brocchi, Marasco, Colucci, Melis, Spehar, Cammarata. A disposizione: Battistini, Diana, Aglietti, Salvetti, Mezzano. All.: Prandelli.
Torino: Bucci, Bonomi, Cruz, Maltagliati, Tricarico, Brambilla (al 73' Cudini), Mendez, Coco, Sommese (al 66' Ficcadenti), Ferrante, Ivic (al 22' Artistico). A diposizione: Pastine, Asta, Crippa, Panarelli. All.: Mondonico.
Arbitro: Farina di Novi Ligure.
Marcatori: Artistico 23'.
Spettatori: 12.468 di cui 10.734 abbonati e 1.734 paganti.
Note: Ammoniti Sommese e Brocchi, espulsi Artistico al 27' per un brutto fallo su Filippini e Ferrante al 44' per una gomitata a Brocchi. Angoli 7-1 per il Verona, recupero 2' pt, 4' st.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 22 novembre 1999]
Eroici. Dieci e poi nove granata, dopo le espulsioni di Artistico e Ferrante, hanno difeso con le unghie e con i denti, per un'ora abbondante, l'1-0 firmato da Ciccio-gol al 23'. Un gol molto prezioso, che ha fruttato i primi tre punti d'oro esterni in campionato, con i quali il Toro balza all'ottavo posto, in zona Intertoto. Era da 25 partite, dal 19 aprile '95 a Brescia, che i granata non vincevano in serie A lontano dal Delle Alpi. L'impresa di ieri rimarrà memorabile per il migliaio di fedelissimi presenti al Bentegodi che non hanno voluto far mancare il loro incitamento, nonostante la nevicata che aveva messo in forse l'incontro. La decisione di giocare presa da Farina aveva suscitato grosse perplessità considerando il manto bianco che ricopriva il campo privo di teloni, tolti due ore e mezzo prima del via, che frenava il pallone arancione e penalizzava i giocatori più tecnici. Si pensava ad una gara finta, di breve durata, poi a un inevitabile rinvio a data da destinarsi. Invece era calcio vero, sia pure all'insegna del palla lunga e pedalare, slogan tanto caro all'indimenticato Mario Sperone. E, proprio come predicava il tecnico del Grande Torino '47-48, la squadra di Mondonico ha saputo adeguarsi meglio alle condizioni del terreno. Tra quelli che apparivano più in difficoltà c'era Ivic, per la tendenza a slalomare. Paradossalmente, sulla neve l'esercizio gli riusciva meno bene che sull'erba asciutta, al punto che Mondo lo sostituiva dopo appena 20 minuti con Artistico. Il serbo protestava platealmente ma a zittirlo, oltre Mondo, ci pensava proprio Artistico che, sugli sviluppi di un'offensiva impostata da Coco sulla sinistra e rifinita da un assist di Ferrante, esplodeva un sinistro a mezz'altezza che s'infilava accanto al palo, freddando Frey. Ottima azione, bello il gol. Nonostante le pesanti assenze di Scarchilli, Lentini, Diawara, Pecchia e Galante, il Toro dava l'impressione di tenere in pugno la situazione. Ma ecco che Artistico faceva la sua frittata, entrando in scivolata con i due piedi su Filippini, accanto alla linea laterale. L'urlo di dolore di Filippini, induceva Farina ad estrarre subito il rosso (27'). E per il Toro, una partita che si era incanalata sul binario giusto, diventava dura da gestire. Ancora più dura dopo che al 43' Ferrante cadeva nel tranello della provocazione e rifilava una gomitata in bocca a Brocchi, rompendogli un dente. Altro rosso e Toro in nove. Dramma? Macché. Dopo l'intervallo, l'area granata (l'unica ripulita per favorire l'assedio veronese) ribolliva di mischie furibonde. Dopo cinque minuti Prandelli toglieva Franceschetti e metteva il peso leggero Adailton ma la mossa non fruttava perchè il brasiliano affondava nel fango. Si giocava a una porta sola, con Bucci che mulinava i pugni, con Cruz, Bonomi e Maltagliati che respingevano di testa decine di palloni. Dopo 21 minuti anche Mondo toglieva l'esausto Sommese che aveva tenuto testa da solo a quattro avversari e inseriva Ficeadenti, ordinando a Coco di fare l'ala sinistra. E, dopo tre occasioni mancante da Cammarata, Spehar e Laursen, era proprio il Toro a sfiorare il raddoppio. Coco, il migliore in assoluto, si confermava calciatore universale scattando in contropiede, seminando due difensori e scaldando i guantoni di Frey con un violento destro dal limite. Poi i resti del Toro tornavano sotto pressione e tiri di Marasco e Cammarata sibilavano accanto al montante. Un'altra palla-gol veniva fallita dall'ex granata ed ex juventino. E su un bolide di Spehar, Bucci si faceva trovare piazzatissimo. Con Frey all'attacco, il Verona rischiava di subire il raddoppio su un'incursione di Coco che resisteva a due cariche, poi la neve frenava il pallone che stava per rotolare in rete. E il fischio finale, liberatorio, consentiva ai granata di urlare la loro grande gioia e di andare a raccogliere l'ovazione della Maratona itinerante che cantava: "Vi vogliamo cosė".