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Manuzzi
28/10/1990
h.14.30
CESENA - TORINO 2-2 (1-1)
Cesena
: Fontana, Calcaterra, Nobile, Esposito, Barcella, Jozic, Piraccini, Silas, Amarildo (al 65' Turchetta), Giovannelli, Ciocci. A disposizione: Antognoli, Flamigni, Ansaldi, Pierleoni. All.: Lippi.
Torino: Marchegiani, Bruno, Mussi (al 55' Policano), Fusi, Benedetti, Cravero, Lentini, Romano, Bresciani (all'81' Sordo), Martin Vazquez, Skoro. A disposizione: Tancredi, Baggio, Muller. All.: Mondonico.
Arbitro: Lanese di Messina.
Reti: Benedetti 13' (T), Silas 23' (C), Bresciani 80' (T), Barcella 82' (C).
Spettatori: 18.988 di cui 4.818 abbonati per una quota partita di 118.497.600 lire e 14.170 paganti per un incasso di 277.552.000 lire.
Note: Giornata molto calda, ammoniti Martin Vazquez, Fusi, Esposito e Benedetti, calci d'angolo 5-5.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 29 ottobre 1990]
Un furto, legittimato dall'arbitro, ma pur sempre un furto. Il gol di Barcella, quello del 2 a 2 a 8' dalla fine, è stato preceduto dopo un rimpallo da un «accomodamento» del pallone con un braccio: senza quella rettifica, l'ex allievo di Mondonico non avrebbe potuto concludere in rete. L'arbitro Lanese non ha visto nulla, come da vecchia consuetudine: non ha neppure intravisto irregolarità in altre due precedenti reti. Non c'era infatti il fallo di Benedetti su Amarildo quando Lanese ha fischiato una punizione al Cesena, permettendo a Silas di pareggiare (grazie anche ad una deviazione di Martin Vazquez in barriera), così come non era del Torino la rimessa laterale sulla cui azione si è sviluppato un corner che ha date modo a Skoro di mandare in gol il dirompente Benedetti. Tre errori su quattro gol sono decisamente troppi: l'unica marcatura al di sopra di ogni sospetto è stata quella di Bresciani, perché il traversone di Lentini ed il colpo di testa vincente della punta sono stati talmente rapidi da non registrare alcun contatto con gli avversari. Per.. Premiare Bresciani, Mondonico l'ha sostituito con Sordo, quando semmai era quel dribblomane di Skoro che doveva essere tolto dal campo. Resta il fatto che c'era un gol di differenza ieri fra Torino e Cesena e la vittoria avrebbe sicuramente premiato la squadra meglio dotata, quella che ha spinto maggiormente, anche se nella ripresa i granata hanno finito per adeguarsi al non-ritmo degli avversari invece di imporre la propria determinazione. Tanto è vero che il gol di Bresciani ha spezzato una fase di sonnolenza sottolineata dai fischi dei tifosi romagnoli per niente disposti ad accettare quella disposizione tattica dopo avere sognato per il gran gol di Silas, il cui sospirato fax è giunto a Roma alle 10, cioè poche ore prima della partita (buono l'esordio del brasiliano con un gol d'autore, ma come gioco nulla di trascendentale). Ecco, in quei frangenti, a nostro avviso, si sono visti i limiti esterni del Torino peraltro già emersi in occasione delle sconfitte di Bari e di Bologna e apparentemente cancellati dalla bella vittoria di Cagliari. Soltanto Romano - gran bella partita la sua - ha continuato a spingere, a dare la carica ai compagni mentre Martin Vazquez proseguiva in una gara molto personale, stranamente poco luminosa con qualche allungo avventuroso ed alcune conclusioni poco fortunate. L'impeccabile direzione d'orchestra di Romano, l'ottima difesa della coppia Benedetti-Cravero (splendido il colpo di testa del biondo stopper col quale ha superato Fontana), le belle parate di Marchegiani sono servite a poco visto che il trio d'attacco ha sviluppato teorie di gioco alquanto personali. Skoro non ha mai passato uno dei venti palloni che gli sono finiti fra i piedi: sempre proteso a dribblare tutti, anche un compagno quando gli è capitato. Possibile che non abbia ancora capito che deve giocare per la squadra e non per se stesso? In settimana il Torino deve decidere se tagliare Bresciani, ma ci sembra che la risposta sia lì ben chiara: avesse i soldi per cambiare lo jugoslavo, Borsano farebbe un grosso affare perché l'attacco ha bisogno di peso, di sostegno e non di un cacciatore di farfalle. Anche Lentini è sulla buona strada sotto questo aspetto, ma la sua mezza rovesciata nella ripresa con una formidabile parata di Fontana, che gli ha negato il gol, gli fa meritare la sufficienza. Proprio come Bresciani, troppo isolato nella manovra e puntualmente controllato da due avversari: quando però gli hanno dato la palla giusta l'ha subito sfruttata. Tre punti esterni sugli otto disponibili sono decisamente pochi come bilancio anche se, siamo perfettamente d'accordo, dopo Cesena doveva essercene uno in più. E' augurabile che uno come Lanese non capiti troppo spesso sulla strada del Torino, ma è altrettanto innegabile che a volte si contribuisce al proprio destino.