WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Delle Alpi
11/11/1990
h.14.30
TORINO - LECCE 2-0 (2-0)
Torino
: Marchegiani, Bruno, Policano, Fusi, Benedetti S., Cravero (al 71' Baggio), Lentini, Romano, Muller (al 69' Mussi), Martin Vazquez, Skoro. A disposizione: Tancredi, Carillo, Bresciani. All.: Mondonico.
Lecce: Zunico, Ferri I, Carannante, Mazinho, Amodio, Morello (al 46' Pasculli), Alejnikov, Conte, Virdis (al 77' Panero), Benedetti P., Moriero. A disposizione: Gatta, Monaco, Altobelli. All.: Boniek.
Arbitro: Guidi di Bologna.
Reti: Aut.Morello 36', Muller 45'.
Spettatori: 28.994 di cui 22.072 abbonati e 6.922 paganti per un incasso di 163.239.000 lire.
Note: Ammoniti Aleinikov, Carannante, Amodio e Fusi, calci d'angolo 5-4 per il Lecce.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 12 novembre 1990]
Dal rischio nebbia si è salvato e brillantemente, con l'ausilio della luce artificiale accesa al 65' minuto il Delle Alpi, ma non il Toro. Molti granata, difensori esclusi, avevano un po' di foschia nel cervello, e le gambe molli come se si fossero allenati anche al mattino secondo prassi da precampionato. Si temeva alla vigilia una certa mollezza, si è puntualmente verificata. Doppiamente colpevole perché dovuta a relativa considerazione dell'avversario. Partita poco sentita. Scaersa concentrazione, quindi. La temeva Mondonico che conosce bene i suoi polli. Li ha difesi pubblicamente nel dopopartita, ma ci piacerebbe sapere cosa ha detto o dirà loro in privato. In pubblico, invece, ci scusiamo con Policano per averlo dimenticato alla vigilia nell'elenco dei pochi giocatori ''da Toro''. Ce l'ha ricordato ieri, risolvendo la partita da solo nei dieci minuti finali del primo tempo con la grinta, la forza dirompente del tiro e dello scatto. La retroguardia, attorno al lucidissimo Cravero, reggeva con attenzione ma senza troppe difficoltà di fronte ai lenti attacchi di un Lecce spuntato dalla lentezza di Pietro Paolo Virdis (al quale Boniek ha affiancato nella ripresa un altrettanto sbiadito Pasculli) dominato da Benedetti, mentre Bruno con disinvoltura annullava Moriero affacciandosi anche in avanti. Gli altri? Poca voglia e poche idee. Peggiore di tutti Skoro, mai entrato in partita, i granata in fase d'attacco si sono mossi per mezz'ora a ritmo di tango, evitando accuratamente le giocate semplici e cercando persino scambi con colpi di tacco aleatori. Ci risvegliava dal sonno proprio Policano, già stroncato dal libero leccese Benedetti (buona partita, ma quante rudezze sue e dei compagni..) al 6' in una delle sue progressioni micidiali, e autore al 20' del primo tiro pericoloso. Al 36' il difensore calciava una punizione da trenta metri, sulla sinistra. La forza del tiro spaventava Morello il quale, in barriera, si voltava ricevendo la palla contro la schiena per una deviazione che spiazzava Zunico. E Policano chiudeva il match allo scadere del primo tempo con una avanzata a percussione sulla sinistra degna di un tre quarti degli Ali Blacks. Quaranta metri palla al piede lungo la linea dell'out sinistro, vana l'opposizione in spaccata di Benedetti, sprint sin sul fondo e tocco basso all'indietro per Muller che aveva tutto il tempo per stoppare e calciare eludendo l'ammucchiata dei difensori. La partita finiva così con 45 minuti d'anticipo. Il Torino con poca voglia di affondare i colpi visto nel secondo tempo, aveva almeno l'alibi di non avere troppe motivazioni per spingere ancora. Nessuno avvertiva almeno la necessità di riscaldare un poco il suo pubblico con qualche scampolo di gioco. Il Lecce premeva mollemente, Aleinikov perdeva la voglia di dannarsi. Ma Virdis aveva ragione di protestare al 65' quando, liberato da Pasculli per la conclusione, si scontrava con Marchegiani che toccava i suoi piedi e il pallone. L'arbitro Guidi, in buona posizione, concedeva solo il calcio d'angolo ma ci restava il dubbio di un rigore possibile. I granata potevano muoversi in contropiede, ma neppure gli spazi facevano rinsavire Skoro, mentre Muller (discreto rientro con alcuni colpi, facile gol a parte, di rilievo) al 57' aveva atteso invano il passaggio di Lentini incaponitosi nell'affondo personale senza esito. Si aspettava anche, invano, la «resurrezione» di Martin Vazquez in chiara crisi atletica. Palleggi molli, dribbling persi regolarmente e accompagnati dai balzi di Mondonico sulla panchina. Il tecnico chiamava fuori un Muller al rientro per dargli respiro, il sostituto Mussi cercava il gol in contropiede al 75' ed era steso da Amodio fuori area. Zoppicava Cravero, entrava Baggio a far da libero. Romano capitano, a chiudere una partita nelle quale anche il regista ha stentato a trovare il bandolo di una matassa che molti compagni hanno ingarbugliato.